Cari amici, vi racconterò un po’ alla volta la mia stessa Vita,in tutta sincerità... di errori ne ho fatti molti ma del Giudizio altrui me ne sono sempre fregato altamente per il semplice motivo che ho sempre seguito la volontà del mio cuore,in tutto ciò che facevo... anche se per questo sono finito in tribolazioni, dolori e altre cose che per gente comune possono rasentare l’estremo dell’assurdo e dell’irrazionalità... e qui ti parlo di vita veramente vissuta... vissuta sulla mia propria pelle... una vita travagliata fin dalla mia nascita per un infanzia negata... ma probabilmente questo doveva essere il mio destino... e sicuramente ci dovevano essere delle ragioni... che solo più tardi ho capito... avendole capite mi sono reso conto che mi trovavo nella Ragione,perchè Dio stesso mi sosteneva in tutto ciò che facevo dato che sono ancora molto ben vivo e spiritualmente più Forte che mai,quando ho visto gente morire di morte completamente stupida,per la loro troppa superficialità e idiozia e credimi che per Una Giusta Ragione ed una Giusta Causa,si può scendere varie volte all’ Inferno per poi Risalirne più forti e Consapevoli che mai per arrivare fino al Settimo cielo... Ricordati che la nostra società odierna,in preda a delle convulsioni di consumismo,il quale trascina con sè i demoni dell’ Avidità,dell’ ipocrisia,della Falsità,dell’ Egoismo e dell’ Individualismo, i quali accecano completamente le menti delle persone e troppo spesso facendo mettere il Bene per Male ed il Male per bene,stanno spingendo la nostra stessa società sull’ orlo di un profondo baratro,dove vi alloggiano impunemente, Tradimenti,Assassini di ogni sorta e ogni cosa tra le più abbiette possibili che vi si possono immaginare... basta aprire le pagine dei giornali quotidianamente per rendersi conto di questo e purtroppo la Legge Istituzionale Umana è una fautrice di Inganno e non certo di Giustizia,quella vera,quella divina ... ricordati inoltre che una medaglia non ha mai due facce come la maggior parte delle persone credono e generalmente sono le prime sempre pronte a puntare un dito per Esprimere dei Giudizi contro gli altri e magari per affibbiare un’ etichetta che più torna loro di comodo e,non vanno a vedere oltre più di quel tanto,perchè non sono in grado di farlo,dato che le loro stesse menti sono ottenebrate,ma una medaglia ha sempre tre facce, anche quella del profilo dove a prescindere dallo spessore medesimo,è sempre la più importante, perchè tiene unite le altre due... In questo personalmente ne so qualcosa,dato che dove mi trovo, mi hanno affibbiato un etichetta completamente sbagliata,ma per me questo non ha importanza, perchè so da dove vengo, come ho vissuto e dove vado ed i veri motivi di aver fatto certe azioni... e questo Dio lo sa,mi basta e mi avanza... Se volete andare a controllare questa etichetta che mi hanno messo,vai pure a cercare in Internet, l ultimo documentario che hanno girato sulla mia vita,la TSI 1 di Krysia Binek e Vito Robbiani,dal titolo Fidanzato con la Morte... dove su circa 300 ore di filmato,lo Stato medesimo ha imposto una censura e ne hanno tratto un film di circa 50 minuti con delle grandi menzogne,perchè per loro stessi come persone le quali dirigono delle Istituzioni,sarebbero state delle Grandi Vergogne per i loro stessi errori...è vero,nella mia vita ho rubato,ho ucciso,ho passato una guerra,ho attraversato 300 Km. di deserto a piedi,senza acqua ne cibo,dalla Libia fino all’ Egitto per mettermi in salvo, dopo aver sparato a due ufficiali Russi,i quali si sentivano forti a compiere nefandezze di ogni genere,semplicemente perchè erano al riparo con la loro stessa uniforme che indossavano,,,eppure Dio mi ha sempre sostenuto in tutto...
Vedete, non sempre certe azioni sono sbagliate quando vengono compiute per delle cause Giuste... perchè in caso contrario certamente Dio non ti Sosterrebbe... Ricordate che il Cristo prima di tutto , oltre che di Amore e Fede era emanatore di Giustizia... Ora Prima di riprendere il discorso,voglio trasmettere una poesia Mia personale e che questa possa servire per Tutti i Guerrieri della Luce a infondere loro coraggio,forza e speranza e dignità nella loro vita a prescindere da qualunque Tribolazione che possono incontrare sul loro cammino...-
Mi Sono Raffinato Attraverso il Fuoco dei Dolori della Vita.... Ormai Cicatrici non ne ho più... Erano Talmente Tante che mi Hanno formato una Pelle Nuova.... Più Lucida... Più Liscia... Più Solida... Quasi Fosse una Corazza Metallica!... La quale mi rende Completamente Invulnerabile ad Ogni Sorta di Dolore e Avversità che incontro sul mio Cammino...e Questo fa di Me un Guerriero..... (dovete perdonarmi probabilmente per i miei errori di grammatica o di sintassi... purtroppo di scuole non ne ho mai fatta tanta,la mia stessa Università è stata Esclusivamente la Vita Medesima)....

Sono nato il 28 aprile del ‘56 e sono venuto al mondo il 28 gennaio del 1957 (data ufficiale di anagrafe),in un paesino sperduto tra le montagne del Canton Ticino,nella Val Leventina (CH). Paese di circa 100 anime,che a malapena si trova sulle carte geografiche, Nivo frazione di Chironico.Quel triste giorno della mia nascita,la mia stessa madre tentò di sopprimermi buttandomi in un bidone della spazzatura... qualcuno mi salvò affidandomi all’ orfanatrofio di Bellinzona,da lì i genitori di mio padre mi prelevarono per portarmi a casa loro,ai quali fu affidata la mia tutela.In quella casa vigeva un unica regola,quella del signore e padrone,il nonno,il quale non doveva assolutamente essere contrariato per nessuna ragione perchè in caso contrario,erano botte fino all’ estemo, doveva far capire che la sua parola era legge ad ogni costo... mi ricordo che a un suo figlio, solo perchè si era azzardato a contrariarlo, il nonno, per prima cosa gli ruppe una pentola in testa e per seguito lo colpii a pugni e pedate, tanto da lasciarlo rantolante in terra e dove per seguito il figlio rimase più di un mese a letto,con le ossa rotte che ogni giorno veniva il medico a controllare l andamento della sua salute.Da quella violenza scaturita da un nonno alcolizzato,nessuno era al sicuro,tanto meno sua moglie fervente bigotta... quasi ogni fine settimana,come il nonno rientrava a casa,ubriaco fradicio,c era sempre una guerra famigliare di quel genere,con una violenza estrema completamente gratuita... quando non capitava in casa,quella sua violenza,la propagava nei ristoranti dove si ubriacava, litigando con altre persone... beninteso noi bambini eravamo sempre presenti,perchè quella famiglia arcaica per forza era costretta a seguire il signore e padrone,nelle sue tourneè intento a bere e vederlo litigare... Molte volte la moglie,la notte scappava da casa e ci portava nei boschi per metterci al riparo da inutili botte e per mettersi al riparo pure lei... per me,quel periodo,era Puro Terrore dove solo al pensiero del rientro a casa del nonno ubriaco fradicio,durante il fine settimana,tremavo ancora prima di vederlo...
Durante la settimana,nei giorni lavorativi,l ambiente famigliare,almeno fino al venerdì sera,era un po`piu`calmo,non di molto ma perlomeno si poteva respirare un po’ di più dato che le uniche sberle che si prendevano,erano solo quelle della nonna se al mattino,non ci si alzava in tempo,per andare quotidianamente in chiesa a prendere l eucarestia e ... Mostra tutto dove se per caso si arrivava magari in ritardo era il medesimo parroco del paese che ci pensava a completare l opera su di noi,con altri ceffoni... Io sentendomi sempre in una posizione come essere tra incudine e martello,facevo sempre del mio meglio,per non infrangere alcuna regola,anche se purtroppo non sempre mi riusciva e allora in quei momenti ero abbastanza forte di sopportarne le conseguenze,senza profferir parola,anche se in cuore sentivo salirmi una forte rabbia,per simili ingiustizie... All’età di sei anni circa,credetti che tutta quella violenza in famiglia,fosse scaturita per colpa mia,cosi nelle mie riflessioni da bambino,mi dissi che se io sarei scomparso,probabilmente avrebbe regnato la pace tra di loro... Presi la drastica decisione di suicidarmi e l unica soluzione per me per poterlo fare,era quella di buttarmi sotto ad un auto quando passava a piena velocità... Calcolai tutto alla perfezione e come udii l’ auto arrivare,lo feci... L’ auto mi centrò in pieno e mi sbalzo in aria facendomi fare un volo di una ventina di metri e quando toccai terra,io non ebbi assolutamente nulla,mentre l auto era completamente ammaccata... Certo che la mia prima reazione come mi rialzai,fu quella di scappare,per paura di prendere delle altre botte da mio nonno,il quale udendo l urto e la frenata,stava correndo verso di me.Trascorsero ancora un paio di anni,sempre in quella routine di violenza completamente gratuita di vario tipo.Mio padre che lo vedevo raramente assassinò la sua seconda moglie,sparandole per sue storiacce di contrabbando e di assurde gelosie,rovinando altri tre figli della seconda moglie,mentre io divenni il capro espiatorio da parte di tutti i ragazzi del paese,i quali si divertivano a maltrattarmi sotto ogni forma ed ogni peso e con infinita pazienza,sopportavo ogni genere di umiliazioni... Un giorno il nonno, decise di sopprimermi un cagnolino,il quale per me era l unico e vero amico che avevo... Lo portai a scuola con me per metterlo in salvo,ma nemmeno la maestra cui chiesi aiuto,non ne volle sapere nulla,lì ebbi il mio primo gesto di ribellione... Presi il cagnolino e scappai da scuola portandomelo appresso per salire in montagna,inerpicandomi su rocce scoscese e molto pericolose con questo cagnolino caricato sulle spalle,inseguito da mezzo paese... Per ore durò questa mia arrampicata e la mia fortuna era che nessuno riusciva ad inseguirmi,dato che erano posti troppo difficili da scalare... Arrivato in cima,trovai la nonna ed altre persone del paese che mi attendevano,loro erano arrivati prima con le auto seguendo la strada normale... La nonna e le persone mi fecero una solenne promessa dove avrebbero convinto il nonno a non sopprimerlo... Credendo alla loro parola rientrai in loro compagnia a casa... Quella parola fu infranta perchè come fui a casa,presi tante di quelle botte da ricordarmene per una vita intera... Per seguito come vidi il nonno mettersi a tracolla il fucile e trascinarsi dietro il cagnolino,capii che non ero riuscito a salvarlo e quello per me fu un tremendo dolore...
Quello per me,fu pure un periodo che facevo il chierichetto in chiesa ed ogni qualvolta che facevo la lettura della domenica,per i fedeli e leggevo degli strati della bibbia,mentre loro ascoltavano in silenzio io riflettevo molto su quello che leggevo... Osservando i loro volti,vedevo in loro solo tanta ipocrisia ,falsità... e molta vigliaccheria da parte loro,dato che ogni singola persona di quel paese era perfettamente a conoscenza di quella mia situazione,ma tutti Tacevano,tacevano... E facevano finta di niente... Il nonno non si toccava... e da quel momento feci un solenne giuramento a me stesso dicendomi che avrei sempre combattuto per la Giustizia e avrei dato loro solo ciò che desideravano... Ingannare il diavolo con le sue stesse armi... Usando il loro stesso sistema,per abbattere tutte le cattiverie inutili,tutte le violenze inutili e che mi sarei sempre interposto per proteggere sempre i più deboli... Pur sentendomi anch’io in quel momento come un debole, della mia stessa debolezza ne feci una forza...
Autori
14.12.03 - Fidanzato con la morte
di Krysia Binek e Vito Robbiani

Per la società il ticinese Flavio B. ha tutte le carte in regola per essere definito un delinquente incallito: il primo omicidio ancora minorenne, poi una lunga carriera di furti, rapine, spaccio, omicidi, condanne scontate nelle carceri francesi e svizzere.
Flavio B. è un uomo che porta sulla pelle il simbolo di una sfida assurda, una sfida che a poco a poco sembra trasformarsi in una condanna. Alle spalle ha un'esistenza disastrata; una "carriera" da delinquente iniziata molto presto (era ancora minorenne): rapine furti spaccio, omicidi e relative condanne espiate nelle carceri svizzere e francesi. Una spirale di violenza che lo porta sempre più lontano; non si ferma neppure alla nascita del primo figlio. Oggi a 46 anni, ha saldato tutti i debiti con la giustizia, ma é confinato a vivere ai margini della società. Per uscire dall'isolamento affida a un diario il racconto della sua lotta per rientrare nella "normalità". Un racconto intenso in cui la sofferenza provocata dai fantasmi del passato che ancora lo assillano gli permette di misurarsi con il suo presente.
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è Luce e Lui Stesso vi Sosterrà.........In quel fatidico periodo di botte gratuite,di violenza famigliare gratuita,di tanta ipocrisia e falsità cui mi sentivo circondato dalle persone,io mi isolavo con la mia fantasia e immaginazione e trovavo conforto in quella,dato che ormai non avevo piu`nemmeno il cagnolino come amico con cui condividere le mie pene e le mie stesse angoscie...il nonno me lo aveva ammazzato...Talvolta cercavo tra gli adulti un po`di conforto,qualche spiegazione...volevo cercare di capire il perchè di tutto questo che mi stava succedendo, i motivi,dato che a quell età si cercano molte risposte e questo credo sia un primo passo verso la conoscenza stessa...solo che quando non prendevo botte per farmi tacere,perchè talvolta ponevo loro domande troppo imbarazzanti,nel darmi le risposte,le persone rimanevano troppo sul vago e molto superficialmente...cercai pure di discutterne con il parroco quando andavo a servir messa,ma quello fu un ennesima delusione dato che la sua unica risposta era quella di dirmi unicamente...è cosi`e basta...devi sacrificarti e fare penitenza...come se non mi sacrificavo già abbastanza per colpe non mie...e personalmente simili risposte non mi appagavano per niente e recepivo in cuore che in tutto quel sistema,c era qualcosa che non andava,qualcosa che non funzionava,qualcosa che mi suonava come di molto stonato,anche se non riuscivo effettivamente a inquadrare il perchè...ero sempre gentile con tutti quanti,servizievole,pronto sempre a farmi in quattro per tutti e per quella mia età,oltre ai doveri di impegno verso la scuola,lavoravo sodo,ma non riuscivo a capire perchè dovevo essere ripagato in quella maniera dalle persone,le quali sembrava quasi che si divertissero a crearmi ulteriori tribolazioni di animo...ormai sentivo che non mi potevo piu`fidare di nessuno...ero solo con me stesso e divenivo sempre piu`taciturno con tutti ma,riflettevo molto su tutti quelli eventi e sentivo accrescere in me,giorno dopo giorno,una forte rabbia contro tutte queste persone che mi circondavano...la goccia che fecce traboccare il vaso fu proprio in quel periodo dell età di otto anni,quando la nonna,su consiglio del parroco,mi costrinse a seguirla in un viaggio di pellegrinaggio a Lourdes.Da un lato ero contento perchè questo mi permetteva di vedere qualcosa di nuovo,dato che oltre alle valli del mio paese o ai ristoranti dove ci trascinava il nonno ed alle persone o luoghi del Cantone medesimo,non conoscevo assolutamente nulla...mi ricordo che in quella cittadina francese dei pirenei,al nostro arrivo,rimasi estereffato da tutte quelle meraviglie, da tutte quelle persone nuove che incontravo,pure se il primo giorno,mi sentivo molto stanco del viaggio fatto in treno,non avendo dormito per nulla durante tutto il tragitto,essendo stipati nei vagoni come tante pecore...il secondo giorno,per me fu un giorno molto drastico dato che il parroco prese la decisione di far percorrere alla sua comitiva,tutta la scalinata della via Crucis in preghiera,salendo i gradini lentamente... e l unico coglione della storia,fui nuovamente io,dato che la nonna mi costrinse a mettermi in ginocchio e salire tutti i gradini in quel modo,fino in cima e per me fu un vero supplizio dato che quella salita duro piu`di un ora ed io essendo in calzoncini corti,come arrivai in cima,avevo le ginocchia complettamente sbucciate che andavano a sangue...non vi dico il dolore...terminata questa funzione ebbi la malaugurata idea di chiedere al nostro parroco perchè io dovetti salire in ginocchio,mentre tutti gli altri salivano camminando...non l avessi mai chiesto,il prete mi mollo un sonoro ceffone dicendomi che dovevo fare penitenza e per secondo,la nonna mi riempii di sberle,perchè secondo il suo parere le avevo procurato una figura meschina davanti al parroco per quella mia domanda del tutto innocente...trascorsi gli ultimi giorni in un vero supplizio di tantalo con le ginocchia fasciate,accompagnando la nonna tra negozi e bancarelle...osservavo attentamente e riflettevo chiedendomi cosa era tutta questa grande farsa speculativa,dove le persone si accalcavano a comperare immagini e stattuete in plastica pagandoli cifre esorbitanti ed innutili...in quei momenti mi chiedevo se tutto cio`serviva veramente ad aggrazziarsi Dio o piuttosto tutto semplicemente se per le persone non era per appagarsi una loro vanità personale,dato che il loro carattere falso non lo cambiavano assolutamente,mentre per i commercianti si trattava tutto semplicemente di aggrazziarsi i loro portafogli con della carta moneta.Finito il periodo di pellegrinagio,fui felice di ritornare a casa anche se la sittuazione famigliare era sempre la medesima routine,ma a un dato momento mi dissi che dopo tutto le botte avevo ormai imparato a sopportarle,ma cio`nonostante la rabbia che era in me,divenuta ormai parte integrante,aumentava sempre di piu`...per giorni pregai e invocai Dio,quasi in tono di sfida,dicendo che se non mi aiutava lui,mi sarei aiutato da me stesso e l avrei fatta pagare a tutte quelle persone,incominciando dalla mia stessa famiglia...un giorno nella cantina di un vicino,trovai un tubetto di arsenico,veleno per topi e nella mente mi baleno`la malaugurata idea di usare quello per liquidare la famiglia...ormai ero profondamente convinto nella mia intenzione anche se non sapevo se quel veleno fosse stato efficacie,per questo decisi di provarlo su me stesso mangiandone un cucchiaino da caffè...circa venti minuti dopo,fui preso da convulsioni e forti dolori di pancia che mi facevano vomitare in continuo...stavo male come un cane bastonato ed in piu`fui assalito da febbre elevata,ma ormai quel che era fatto era fatto e non potevo piu`tornare indietro,mi dicevo che dovevo solo riuscire a superare quei momenti di dolore fisico e mi dovevo forzare a darmi un apparenza normale davanti agli altri,in modo che non si accorgessero di nulla,anche se bastava guardarmi in faccia per capire che c era qualcosa che non andava,datoche un lenzuolo era molto meno bianco del mio stesso viso.Durante il periodo di cinque sei giorni,mi forzavo estremamente ad assolvere ogni mio compito come sempre pur reggendomi a fatica sulle gambe,avendo febbre e ancora conniati di vomito,mentre la mia sola grande voglia era quella di potermi sdraiare in letto e riposarmi in attesa della guarigione...ma questo non potevo permettermelo....una decina di giorni trascorsi la mia salute riprese in un andamento di piena normalità,fino al giorno in cui la nonna stava cucinando un minestrone e come si assento`un momento dalla cucina,ne approffittai per vuotare tutto il contenuto del tubetto di veleno nella pentola,il quale lo mescolai velocemente con l aiuto del mestolo e lei non si accorse di nulla....quel giorno mi sedetti a tavola,dopo aver apparecchiato per tutti,con molta tranquillità,ormai ero disposto ad andare fino in fondo e mangiare pure io quella medesima minestra...ormai gli effetti del veleno li conoscevo e sapevo controllarmi.....per mia fortuna quella minestra era talmente disgustosa che nessuno non la mangio`e venne buttata...ma in un certo senso per quella sittuazione mi sentii ugualmente appagato,dato che tutti i famigliari si lambicarono il cervello creandosi le ipotesi piu`assurde sul saporaccio di quella minestra e trascorsero ore a discutterne tra di loro,per arrivare alla conclusione comune dove molto probabilmente la colpa era stata della verdura andata a male...ma io conoscevo la verità......
...e posso affermare che quelle persone erano veramente stupide a prescindere dal loro status sociale....per complettare la mia opera, in compagnia di persone di quel gruppo,per un certo periodo frequentai pure il Kursaal,un casino`della citta di Locarno,pure li`, non riscontrai alcuna difficolta a entrare pur che la mia giovane età era molto evidente...giuocai alla roulette e altri giochi tipo poker e similari anche se per me era la prima volta che tenevo in mano delle carte,imparavo molto alla svelta perchè ero un buon osservatore... ma il fatto che servii ad aumentare ancor di piu`la mia fama in mezzo a quelle persone frequentate,fu la sera quando nella saletta del Niki,uno spagnolo si era messo a giocare con un coltello a seramanico,esaltandosi e faccendo lo sbruffone davanti agli amici...in pieno pubblico lo sfidai appertamente a battersi a duello con me con il coltello...mentre parlavo gettando questa sfida,tolsi dai miei stivali un paio di pugnali da esploratore e ne buttai uno ai suoi piedi,mentre l altro lo serrai forte nella mia destra e mi ragomitolai sulla sinistra il mio giubbotto che nel frattempo l avevo levato...lo stupido si chino`ad afferrare il pugnale e subito cominciammo a batterci...alcuni minuti dopo, di quella nostra danza combattiva.lui lancio`un grido di dolore e lascio`cadere il suo pugnale per terra,gli avevo aperto a fondo una mano...il pubblico esterreffato osservava in totale silenzio ,attorno a loro alleggiava un aria di vera paura...immediatamente per rompere il silenzio,rivolgendomi ad alcuni dissi con tono di ordine,di condurlo a farsi cucire al Pronto Soccorso dell ospedale...immediatamente un paio di persone dopo aver avvolto la sua mano con dei tovaglioli per fermare un po`l emmoragia,lo condussero con sè per condurlo in auto...prima di uscire dal locale del bar,sempre in tono imperioso,ricordai loro di dire che si era tagliato rompendo un bicchiere...trascorsero alcuni mesi sempre bene o male in quel genere di ritmo fino al momento che proposi a quelle persone di lavorare con me, nel ramo dei furti,dato che ero uno specialista per come dissi loro,anche senon era assolutamente vero,dato che non avevo mai perpetrato un furto in tutta la mia vita,ormai tutte quelle persone pendevano direttamente dalle mie labbra ed erano divenuti complettamente schiavi della loro stessa Avidità...e quanti ce n erano....devo dire che oltre tutto ero divenuto un buon manipolatore di quelle persone.........Tutte quelle persone le volevo uttilizzare per raggiungere degli obbiettivi ben prestabiliti da me in precedenza...volevo colpire delle persone che in passato direttamente o indirettamente,mi avevano fatto del male...come daltronde ho sempre fatto in tutta la mia vita,quella di colpire persone malvage anche se avevano un ettichetta di gente perbene,dove riuscivo a far cadere quella loro maschera fasulla....premetto subito che in tutta la mia vita,mai e poi mai ho colpito un innocente o una persona perbene,ma solo gente che se lo meritavano veramente e per queste persone,sopratutto qua in Ticino,sono divenuto un vero terrorre e un vero Tormento,cominciando dalla classe politica e ad altre Istituzioni di vario genere,ma questo lo capirete piu`tardi,continuando a leggere il seguito della mia vita...il primo furto,lo organizzai in casa dei miei nonni,durante un fine settimana che erano assenti,certo mi guardai bene di dire alle persone che mi avevano seguito in quell inpresa che quella era una casa che conoscevo bene...tutto ando`per il verso giusto anche se ora ommetto i dettagli organizzativi,perchè verrebbe troppo lungo da spiegare ed inoltre non vorrei che ci fosse qualche immitatore,dato che il mio scopo e di far capire una certa visione di cose e certo non quella di mandare messaggi sbagliati,dato che per quello ci sono già troppi films televisivi che lo fanno....evidentemente non avevo tralasciato alcun dettaglio,dato che in cio`che intraprendevo cercavo sempre il massimo della perfezione stessa,tanto che nemmeno la polizia stessa arrivava a venirne a capo di nulla,poi per seguito,sempre in quel paese di Nivo colpii altri obbiettivi sempre ben mirati fino che raggiunsi lo scopo di far vivere tutte le persone di quel paese nella paura e nel terrorre...io durante i fine settimana ritornavo al paese ad ascoltare i commenti di quelle persone e in un certo qual modo godermi di quel loro tormento....un altra cosa che voglio ben specificare è quella che ogni soldo che si racimolava in quelle imprese,personalmente lasciavo sempre tutto agli altri...il mio scopo non era il denaro ma solo il raggiungere i miei obbiettivi....L ultimo furto che compii fu proprio nella città di Bellinzona,al pensionato medesimo dove alloggiavo e per quello scelsi un unica persona che reputavo essere solo una grande carogna e,di questo nè ero sicuro dato che in quei mesi avevo avuto modo di conoscerlo per bene,aveva un animo complettamente nero e marcio,infatti quello fu proprio l ultimo furto di quel mio periodo adollescenziale,perchè la proprietaria della casa,perse la vita dopo essere stata strangolata ed in un certo qual modo questo è proprio un morto che mi pesa ancora oggigiorno,perchè quella signora pur non essendo una santa,certo non meritava di finire a quel modo...le sue colpe non erano abbastanza gravi da fermare la sua vita a 60 anni e questo per me lo considerai come un madornale errore,non certo di valutazione ma bensii di casualità...ma probabilmente pure questa faccenda stava già scritta nel destino della mia strada da percorrere...e purtroppo il Fato medesimo non posso controllarlo,almeno all epoca.....Quella medesima notte o per meglio specificare,quel mattino presto,andai alla stazione di Bellinzona e presi il primo treno direzione Milano, mentre il collega ritorno`tranquillamente a casa sua a dormire.....Verso le otto del mattino arrivai alla stazine Centrale di Milano,avendo trascorso la notte complettamente in bianco,fisicamente mi sentivo un po`rintronato dalla stanchezza e, non vedevo il momento di andare a dormire,anche se non sapevo ancora dove,dato che per me quello era un nuovo mondo,del tutto sconosciuto...certo che il mio primo impatto,con quella grande struttura fu di una grande esterefazione,la quale mi suscito` una sensazione di gran fascino e ,dato che ero abbittuato al canton Ticino dove tutto è in scala ridotta,sul primo momento rimasi quasi senza fiato per quella meraviglia,ma cio`nonostante non mi dimenticai che dovevo almeno dormire un paio d ore per recuperarmi fisicamente,per questo motivo non complicandomi troppo la vita,andai a sistemarmi su una panchina di marmo che si trovava in uno spazio di sosta all interno della stazione medesima,dove mi sdraiai usando il sacco da viaggio come cuscino e li partii dopo pochi attimi,nelle braccia di Morfeo...la mia intenzione era solo di dormire un paio d ore,ma purtroppo causa la stanchezza e il sonno arretrato,mi svegliai solo nel tardo pomeriggio,quando un paio di carabinieri mi svegliarono scuottendomi,per chiedermi cosa stessi facendo...a domanda sciocca,risposi in maniera sciocca dicendo loro...ma non vedete che sto dormendo?...a proposito l avete portato il caffè...entrambi si misero a ridere,poi mi consigliarono di fare attenzione perchè secondo il loro dire,la stazione pullulava di borseggiatori e delinquenti di ogni risma,li rassicurai dicendo loro che non dovevano assolutamente preoccuparsi,dato che nemmeno io, non mi preoccupavo...e in effetti era vero,ero del tutto tranquillo,poi tanto per darmi un input per dissonnarmi complettamente,chiesi loro se volevano venire a prendersi un caffè alla buvette in mia compagnia che avrei offerto io e quelli di buon grado, accettarono con molto piacere....Ormai, tra una cosa e l altra ssi erano già fatte le 18...e a quell ora,non volevo mettermi alla ricerca di un hotel,per questo decisi di rimanere alla Stazione Centrale e passare quella nottata a guardarmi attorno ed a osservare le persone...questo è sempre stato un mio pregio,come arrivavo in un posto nuovo,dovevo sempre osservare tutto e tutti e capire l ambiente stesso che mi ruotava attorno,per sapere come muovermi meglio,non volendo magari buttarmi in qualche sittuazione sciocca...in effetti quella notte per me fu molto istruttiva,dato che ebbi modo di conoscere un mucchio di nuova gente,dai semplici giocatori d azzardo,ai borseggiatori,ai pattacari e capirne perfettamente i loro movimenti e come si muovevano per eseguire quello che loro deffinivano come essere un lavoro...quella mia capacità innata di apprendimento veloce,in quella medesima nottata, mi aveva insegnato piu`cose della vita reale che due anni di scuola sui banchi...certo mi capito`pure di dover fronteggiare delle sittuazioni poco piacevoli,quando venni in conflitto per esempio con alcuni borseggattori,ma me la cavai egreggiamente dato che mi mostrai molto piu`duro di loro stessi e mi guadagnai velocemente il rispetto...talvolta non arrivavo a capire se i metodi che usavo con le persone era semplice follia o vera temerarietà,ma quello che so`per certo era che in qualunque sittuazione potessi trovarmi,nè uscivo sempre vittorioso...A milano rimasi per sei giorni,dove ne approffittai per visitare tutto quello che c era di interessante,dal castello Sforzesco,al Duomo,ai vari parchi cittadini e conobbi un mucchio di altra gente e,quando mi si presentava qualche sittuazione spiacevole sapevo sempre come fronteggiarla,senza esitare minimamente,,,quei pocchi giorni trascorsi in quella città,per me furono giorni di un nuovo apprendimento,di una nuova conoscenza cui ne facevo tesoro di ogni minima cosa...quando presi il treno per ritornare in Ticino, a bellinzona,in fondo mi dispiaceva quasi, lasciare quella città, ma solo sapevo che dovevo continuare la mia strada per andare incontro al mio destino...Come il treno si fermo alla stazione di Bellinzona erano circa le 12,00.guardando dal finestrino del treno vidi che la stazione pullullava di polizziotti sia in uniforme che in borghese e ne capii subito il perchè,ma senza scompormi minimamente scesi dal vagone ed in tutta tranquillità passai in mezzo a loro,salutandoli pure,per dirigermi al Niki bar,avrei potuto evitare di andare in quel luogo,come avrei potuto evitare direttamente di ritornare in Svizzera e di questo ne ero consapevole,ma qualcosa mi spingeva proprio in quel posto e seguivo sempre l onda di quella sensazione...come spalancai la porta del bar,entrando con aria spavalda in mezzo a quelle persone,le quali alla mia vista si ammutolirono tutti quanti a tal maniera che si potevano sentire le mosche volare,perchè era calato un sipario di silenzio tombale,dove per alcuni minuti sembrava quasi si fosse fermato pure il tempo,io con aria del tutto indifferente mi diressi al bar e comandai un Chivas,mentre venivo servito,la proprietaria mi disse se lo sapevo che erano giorni che la polizia mi stava cercando e che erano già stati operati numerosi arresti...a questa sua domanda risposi con un si`secco aggiungendo inoltre di non preoccuparsi che tempo venti minuti,mezz ora al massimo,sarebbero pure entrati da quella porta,in effetti non mi sbagliavo,mezz ora dopo,vidi dalla finestra vetrina del bar,due autovetture della polizia che parcheggiavano davanti alla medesima porta e poco dopo entrarono nel locale...il piu`comico di tutta quella sittuazione era che non si diressero subito verso di me che stavo seduto ad osservare i loro movimenti,ma chiesero le carte d identita ai clienti del locale,dove tanti non l avevano nemmeno, dato che in quell epoca non era obbligatoria...pure quando un polizzioto mi chiese la mia,risposi che non l avevo e quello passo`a un altro avventore senza nemmeno chiedermi nome e cognome...lasciai trascorrere almeno una ventina di minuti a osservare quell immensa buffonata, da parte dei polizzioti che stavano verificando documenti,poi essendomi stancato di aspettare,a tono alto rivolgendomialla polizia,dissi signori,piantatela pure,quello che state cercando sono io,andiamo e senza attendere un loro cenno,uscii per primo e mi diressi verso una loro auto....e da li venni condotto al commissariato della città.....Durante il tragitto in auto,dal Niki al commissariato,l ispettore seduto accanto al guidatore,con fare molto mieloso e sdolcinato,parlandomi mi chiese di raccontare cosa fosse successo e sortendo lui direttamente, due o tre ipotesi,ancora prima che io potessi rispondere,automaticamente e indirettamente, mi stava indicando la via da seguire in quello che dovevo lui rispondere...quel suo modo di parlare con un tono che mi suonava alle orrecchie come un suono molto falso,mi dava enormemente ai nervi...sembrava quasi che stesse parlando a un bambino scemo o andicappatto,con tutto il rispetto parlando per i veri andicappatti,per questo motivo mi limitai a sorridere aggiungendo contemporaneamente,la frase...guardi che è meglio attendere che arriviamo alla base,in modo di essere piu`tranquilli tutti quanti e, da quel momento io non proferii piu`alcuna parola...non credo che la prese troppo bene,dato che vidi il cambiamento del suo volto, passare da un colore rosso ubbriacone ad un giallo epatite...ma in quel momento non è che me ne fregava piu`di quel tanto,ma ad ogni modo stette complettamente in un silenzio totale e, questo mi torno`comodo....mi permetteva di rilassarmi complettamente...Quel commissariato,per me era un mondo tutto nuovo,soprattutto nel vedere quel via vai di ispettori e polizzioti in uniforme che si cograttullavano tra di loro,come se avessero compiuto non so`quale impresa eccezzionale,quando in realtà ero stato io che avevo deciso di lasciarmi prendere...e in questo se avrebbero riflettuto un pochino,forse sarebbero riusciti a capire che come minimo, avevano fatto un paio di figure barbine,la prima durante il mio arrivo alla stazione,quando ero passato tranquillamente in mezzo a loro per dirigermi al Niki,la seconda durante il controllo dei documenti nel locale medesimo...quella loro vanità euforica molto probabilmente li rendeva ciechi,ottusi questo no,dato che per quello lo erano già dalla nascita,essendo persone portanti i paraocchi come gli asini e avendo una mentalità ristretta come le loro stesse montagne,ma questo è un altro discorso...Per seguito l ispettore,mi condusse in un ufficio faccendomi accomodare su una sedia,mentre lui si metteva subito alla macchina da scrivere,per battere i miei dati,la classica ordinaria amministrazione per ogni caso,poi comincio`subito a interrogarmi,sempre con quel maledetto tono da falsetto,dicendomi...dai racconta...tanto noi sappiamo già tutto,avendo già arrestato tutte le altre persone...Immediatamente risposi dicendo:.se è cosi,non vedo perchè dovrei ancora parlare io,dato che sapete già tutto,per me va bene quello che hanno detto gli altri,non avendo alcuna obbiezzione da fare...Impiego`quasi un ora di discorsi,per farmi capire che lo imponeva la legge e lui doveva seguire tutta la procedura,perchè questo era il suo lavoro,,,tra un tira e molla di discorsi vacui,il tempo trascorse molto velocemente e,lui ,a parte i miei dati,non aveva scritto ancora nulla,tanto che giunse la fine del suo orrario lavorativo,dove tutto scazzato,mi disse che mi avrebbe portato in cella per riprendere il tutto, il giorno seguente...per me questo mi andava molto bene dato che incominciavo a sentire la stanchezza fisica e non vedevo il momento di dormire. Quel mio primo impatto a discendere nello scantinato del commissarriato,dove c erano le celle e tutta quella trafila da sopportare da parte del secondino o,guardia carceraria che ti controllava ogni minimo oggetto ed ogni singolo vestito oltre me stesso,prima di farti entrare nella cella,mi dava enormemente fastidio,ma con molta rassegnazione accettavo tutto,anzi cercavo di collaborare il meglio possibile per fare accellerare la procedura...volevo solo dormire...se non fossi stato cosi`stanco,forse pure quel buco di cella medievale,avrebbe potuto darmi fastidio, ma come mi sdraiai in branda mi addormentai quasi subito,dormendo bene fino al mattino alle sei,quando il secondino aprii lo sportellino della porta,per infilarmi una scodella di caffelatte accompagnato, con un paio di fette di pane....Pure se quel caffè era al gusto di sciacquattura di piatti, non fecci assolutamente il difficile dato che mi dicevo che avrei dovuto abbittuarmici,dato che per molto tempo,quello sarebbe stato il mio nuovo mondo,perlomeno il pane era quasi fresco,solo del giorno prima...fatta quella pantagruellica colazione mi sdraiai nuovamente sulla branda,guardandomi attorno e leggendo le scritte sui muri,probabilmente lasciate dai diversi inquilini passati prima di me e nel contempo cercavo di sentire ogni minimo rumore per visualizzare a fondo quel medesimo ambiente del cavolo...udivo voci di guardie mentre stavano andando a prendere altri prigionieri,mentre aprivano quei cattenacci di porte che forse avrebbero fatto meglio ad ingrassarle un po`,dato che alla loro appertura,facevano un baccano d inferno,rompendo i timpani,,,sentivo polizzioti che si facevano insultare dai carcerati,sentivo pure i sciacquoni delle celle a me vicine...in quei momenti di totale isolamento ogni minimo rumore o voce che si udiva,diveniva estremamente importante,dato che con gli occhi della mente,immaginavo da cosa era caggionato e cercavo di fare un quadro sempre il piu`preciso possibile e, questo mi aiutava a padroneggiare il tempo in quel luogo di isolamento totale e per me, questo era molto importante,data la mia giovane età di nemmeno 16 anni...verso le 9,venne il secondino a portarmi di nuovo nell ufficio dell ispettore, ai piani superiori,per essere interrogato e questa volta ebbe la sua soddisfazione,dato che mentre batteva il rapporto,diceva tutto lui,faceva tutto lui e scriveva tutto lui, secondo la sua visione di ottica nei fatti,dato che io, per non farmi rompere,con il capo accennavo sempre un si e al limite quando rispondevo,dicevo che andava bene ed alla fine mi limitavo semplicemente ad apporre la mia firma nella triplice copia...accontentandolo lo rendevo soddisfatto nel suo lavoro e in un certo senso mi faceva pure piacere,perchè perlomeno alla sera rientrando a casa,non sarebbe stato scazzato con la propria moglie...evidentemente non sempre dicevo quel che pensavo,dato che non vedevo nessuna raggione per accattivarmelo ulteriormente,non che avessi paura di quell ispettore,dato che come persona l avrei visto molto meglio a fare il buffone su qualche carro da carnevale che a fare l indaggatore,ma al limite quelli erano problemi suoi e non certo miei....Trascorsi poco piu`di un mese in quella fetida cella medievale,alle pretoriali di Bellinzona,facendo su e giu`dalle scale,per andare ai piani superiori,per interrogatori,confronti e verbali e in tutto quel periodo, mi riuscii di mai perdere il buon umore ne il senso dell allegria,pur avendo la consapevolezza che la sittuazione medesima era abbastanza critica,dato che non vedevo mai la benchè minima luce del sole e mi trovavo in un totale isolamento dal resto del mondo,a parte le facce degli ispettori quando questi mi interrogavano....ma finalmente arrivo`pure il momento che il caso venne dichiarato chiuso e dovetti comparire davanti al giudice dei minorenni,il quale mi disse che sarei stato trasferito per un mese all ospedale Neuropsichiatrico di Mendrisio,per essere sottoposto ad una perizia,prima del processo,dato che sia lui che altri suoi colleghi,non arrivavano ne a capire ne a comprendere,quella forte personalità che avevo per un ragazzo della mia età...per il come ero riuscito a manipolare tante persone adulte,le quali facevano ogni cosa che io comandavo...Ricordo che a quella sua affermazione chiesi se non era il caso che fossero proprio quelli adulti ad avere bisogno di uno psichiatra dato che si erano fatti manipolare da un ragazzino par mio...la sua risposta fu che allo Stato sarebbe costato troppo....Forse il magistrato non si era reso conto che io non le avevo manipolate le persone,perchè in tutto cio che facevo ero sempre ben consapevole,tutto semplicemente avevo giocato con loro,dando loro cio`che piu`desideravano...chi era avido lo accontentavo in questa sua avidità per poi punirlo,distruggendo la sua stessa avidità...ecc.ecc...a parole povere,per ogni cosa,sentivo in me dei validi motivi e me ne fregavo altamente delle conseguenze che avrei dovuto sopportare o degli effetti collaterali di leggi dello stato...per questo genere di battaglia lo sentivo come essere l unico scopo della mia vita,uno scopo ben preciso e lo tenevo ben radicato nella mia mente,come unica visione....forse ero pazzo o forse no,ma sta di fatto che il mio unico obbiettivo era proprio quello di smascherare le persone,per quello che erano in realtà,nel loro medesimo animo,sputtanandoli alla luce del sole,senza nessun timore da parte mia...forse all epoca,tutto questo erano poi solo visioni di un mio immaginario,per andare contro corrente al medesimo sistema di vita di questa società Ticinese,dove sopra le persone medesime permeava un unica aria di vizio e di completta ipocrisia dove vi alloggiava pure,sia falsità che vigliaccheria di ogni sorta e questo per loro gli andava pure bene ma non certo per me,l importante era quello di rispettare le loro regole codarde per salvaguardare la facciata di nomea fasulla che aveva il paese e, la stragrande maggioranza delle persone che vi abitava, accondiscendeva in pieno a questo status,adottandolo come unica maschera di facciata, di pura bontà.






- cui i soldi non mancavano certamente,dato che il lusso stesso di loro per il modo in cui vivevano, era molto prorompente ed evidente....Inizialmente questa loro conoscenza,mi indusse a credere percepii come una nota stonata in loro,anche se sul momento non visualizzavo bene la situazione e per questo motivo,volli andare a fondo dell intera faccenda...per questo stesso motivo,quando Klara mi propose di divenire il suo amante,anche se controvoglia,accettai...da quel momento la mia vita ebbe un totale risvolto,andai su loro medesima richiesta ad abitare nella villa ed in questo modo venni a conoscenza della loro medesima vita privata...certo che tutto quel lusso che mi attorniava e quella vita sia dicendo di pacchia,forse a un altra persona avrebbe preso completamente la testa,facendogliela perdere del tutto,ma avendo come l impressione di trovarmi in un nido di serpi,rimanevo sempre sul chi vive,prestando molta attenzione ad ogni minimo dettaglio ed a ogni loro minimo comportamento e questo mi permise di notare molte cose che non funzionavano in un ordine normale di vita per quella medesima famiglia...Lui rimasto vedovo dalla prima moglie,per seguito si era risposato con Klara,donna ungherese separata dal primo marito con il quale aveva una figlia e,dove questa medesima figlia,Szilvia,viveva in quella villa con loro...in quel periodo venni a conoscenza di tante cose e mi riuscii di visionare diversi filmati che tenevano in casa...non voglio troppo soffermarmi sui dettagli,ma quello che visionai mi sconvolse abbastanza,dato che in quei video c era del tutto e del piu`,tra festini e orge di massa dove mi riuscii riconoscere delle persone di alto bordo,avvocati,banchieri,poliziotti ecc. ecc....tutte persone della regione e dove Szilvia,pur essendo minorenne,all epoca dei filmati,l avevano resa partecipe in quei loro stessi giochi...Ora il quadro della situazione,mi stava divenendo sempre piu`chiaro ed evidente,ma quella certezza me la diede Klara personalmente,quando durante un viaggio a Budapest,in sua compagnia,mi propose di eliminare sua figlia,Szilvia,faccendola sparire complettamente e per questo mi propose un incentivo di 50.000 franchi svizzeri,come pagamento per il lavoro....Ormai Szilvia,aveva raggiunto la maggior età e,loro temevano che in caso di denuncia da parte sua,avrebbero finito per intercorrere in sanzioni legali...A quella proposta di Klara,prima di dare una risposta definitiva nell accettare quel contratto,presi del tempo,volevo riflettere su come giocare tutta la faccenda,dato che mi dissi che se non avrei accettato,molto probabilmente,con tutti i soldi che avevano,quasi sicuramente prima o poi avrebbero trovato qualcuno disposto ad eseguirlo,il quale certamente abbagliato dalla somma di denaro offerta,non si sarebbe poi fatto troppi scrupoli nell accettarlo...Di ritorno dall Ungheria,scelsi un Procuratore,il quale mi dava l impressione di essere uno dei meno corrotti,in tutta l istituzione Giudiziaria Ticinese,l On.Mordasini e, ne parlai con lui di quel problema,spiegando il tutto per filo e per segno....dopo circa una settimana di attesa,Mordasini mi interpello`nuovamente nel suo ufficio,alla Procura distrettuale e molto chiaramente,mi disse di lasciar perdere completamente l intera faccenda,dato che lui medesimo aveva le mani legate dalla politica e,inoltre la famiglia Giugni, erano ottimi contribuenti per lo Stato...da quell istante capii che avrei potuto fidarmi solo di me stesso,dato che la medesima legge faceva prevalere il denaro sopra una vita umana e,questo posso affermarlo con certezza, è molto tipico di questo paese...Per prima cosa,come passo essenziale era quello di proteggermi le spalle...raccolsi tutti i video sostituendoli con altri, del tipo biancaneve e i sette nani e,qui ci stava pure una presa per il culo da parte mia nei confronti della famiglia Giugni,e andai a depositarli presso un amico,che in passato faceva l investigatore privato ma ora aveva una Holding,in modo che me li conservasse in cassaforte all insaputa da tutti quanti...per seguito convinsi Szilvia a seguirmi in Francia che perlomeno in quel luogo, era fuori dal grande pericolo che incorreva con la sua propria stessa famiglia,soprattutto con sua madre e, con Szilvia partii per ritornare a Parigi,dove andammo ad abitare alla Rue du Dome a Boulogne-Billancourt,dove tramite il mio amico che mi conservava i video,feci avvisare la medesima famiglia Giugni,di lasciar stare deffinitivamente Szilvia,dato che se sarebbe capitato qualcosa di male alla ragazza,veniente da parte loro, avrei saldato i conti con loro personalmente,facendoli fuori...Certo che mi ero proprio preso una bella gatta da pelare,come responsabilità verso Szilvia medesima,ma ormai quel che era fatto era fatto e,non mi sarei certo tirato indietro...inizialmente dovetti pure insegnare alla ragazza a falsificare la sua firma,dato che ora,sui documenti falsi che io stesso le avevo fatto,si chiamava Carla Fumagali,una mia amica la quale mi aveva ceduto volontariamente il suo passaporto svizzero,in modo che potessi tarocarlo per aiutare Szilvia...











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