uce....Percorso In silenzio mi incammino, ad ogni passo cresco, finchè ogni mio respiro contiene l'infinito
mercoledì 5 gennaio 2011
Luce di Guerriero: Luce di Guerriero: Luce-Tenebre-Luce....Percorso di Forza Interiore.....
Luce di Guerriero: Luce di Guerriero: Luce-Tenebre-L
uce....Percorso In silenzio mi incammino, ad ogni passo cresco, finchè ogni mio respiro contiene l'infinito
uce....Percorso In silenzio mi incammino, ad ogni passo cresco, finchè ogni mio respiro contiene l'infinito
martedì 4 gennaio 2011
Luce di Guerriero: Luce-Tenebre-Luce....Percorso di Forza Interiore.....
Luce di Guerriero: Luce-Tenebre-Luce....Percorso di Forza Interiore.....: "Cari amici, vi racconterò un po’ alla volta la mia stessa Vita,in tutta sincerità... di errori ne ho fatti molti ma del Giudizio altrui me..."
Luce-Tenebre-Luce....Percorso di Forza Interiore.....
Cari amici, vi racconterò un po’ alla volta la mia stessa Vita,in tutta sincerità... di errori ne ho fatti molti ma del Giudizio altrui me ne sono sempre fregato altamente per il semplice motivo che ho sempre seguito la volontà del mio cuore,in tutto ciò che facevo... anche se per questo sono finito in tribolazioni, dolori e altre cose che per gente comune possono rasentare l’estremo dell’assurdo e dell’irrazionalità... e qui ti parlo di vita veramente vissuta... vissuta sulla mia propria pelle... una vita travagliata fin dalla mia nascita per un infanzia negata... ma probabilmente questo doveva essere il mio destino... e sicuramente ci dovevano essere delle ragioni... che solo più tardi ho capito... avendole capite mi sono reso conto che mi trovavo nella Ragione,perchè Dio stesso mi sosteneva in tutto ciò che facevo dato che sono ancora molto ben vivo e spiritualmente più Forte che mai,quando ho visto gente morire di morte completamente stupida,per la loro troppa superficialità e idiozia e credimi che per Una Giusta Ragione ed una Giusta Causa,si può scendere varie volte all’ Inferno per poi Risalirne più forti e Consapevoli che mai per arrivare fino al Settimo cielo... Ricordati che la nostra società odierna,in preda a delle convulsioni di consumismo,il quale trascina con sè i demoni dell’ Avidità,dell’ ipocrisia,della Falsità,dell’ Egoismo e dell’ Individualismo, i quali accecano completamente le menti delle persone e troppo spesso facendo mettere il Bene per Male ed il Male per bene,stanno spingendo la nostra stessa società sull’ orlo di un profondo baratro,dove vi alloggiano impunemente, Tradimenti,Assassini di ogni sorta e ogni cosa tra le più abbiette possibili che vi si possono immaginare... basta aprire le pagine dei giornali quotidianamente per rendersi conto di questo e purtroppo la Legge Istituzionale Umana è una fautrice di Inganno e non certo di Giustizia,quella vera,quella divina ... ricordati inoltre che una medaglia non ha mai due facce come la maggior parte delle persone credono e generalmente sono le prime sempre pronte a puntare un dito per Esprimere dei Giudizi contro gli altri e magari per affibbiare un’ etichetta che più torna loro di comodo e,non vanno a vedere oltre più di quel tanto,perchè non sono in grado di farlo,dato che le loro stesse menti sono ottenebrate,ma una medaglia ha sempre tre facce, anche quella del profilo dove a prescindere dallo spessore medesimo,è sempre la più importante, perchè tiene unite le altre due... In questo personalmente ne so qualcosa,dato che dove mi trovo, mi hanno affibbiato un etichetta completamente sbagliata,ma per me questo non ha importanza, perchè so da dove vengo, come ho vissuto e dove vado ed i veri motivi di aver fatto certe azioni... e questo Dio lo sa,mi basta e mi avanza... Se volete andare a controllare questa etichetta che mi hanno messo,vai pure a cercare in Internet, l ultimo documentario che hanno girato sulla mia vita,la TSI 1 di Krysia Binek e Vito Robbiani,dal titolo Fidanzato con la Morte... dove su circa 300 ore di filmato,lo Stato medesimo ha imposto una censura e ne hanno tratto un film di circa 50 minuti con delle grandi menzogne,perchè per loro stessi come persone le quali dirigono delle Istituzioni,sarebbero state delle Grandi Vergogne per i loro stessi errori...è vero,nella mia vita ho rubato,ho ucciso,ho passato una guerra,ho attraversato 300 Km. di deserto a piedi,senza acqua ne cibo,dalla Libia fino all’ Egitto per mettermi in salvo, dopo aver sparato a due ufficiali Russi,i quali si sentivano forti a compiere nefandezze di ogni genere,semplicemente perchè erano al riparo con la loro stessa uniforme che indossavano,,,eppure Dio mi ha sempre sostenuto in tutto...
Vedete, non sempre certe azioni sono sbagliate quando vengono compiute per delle cause Giuste... perchè in caso contrario certamente Dio non ti Sosterrebbe... Ricordate che il Cristo prima di tutto , oltre che di Amore e Fede era emanatore di Giustizia... Ora Prima di riprendere il discorso,voglio trasmettere una poesia Mia personale e che questa possa servire per Tutti i Guerrieri della Luce a infondere loro coraggio,forza e speranza e dignità nella loro vita a prescindere da qualunque Tribolazione che possono incontrare sul loro cammino...-
Mi Sono Raffinato Attraverso il Fuoco dei Dolori della Vita.... Ormai Cicatrici non ne ho più... Erano Talmente Tante che mi Hanno formato una Pelle Nuova.... Più Lucida... Più Liscia... Più Solida... Quasi Fosse una Corazza Metallica!... La quale mi rende Completamente Invulnerabile ad Ogni Sorta di Dolore e Avversità che incontro sul mio Cammino...e Questo fa di Me un Guerriero..... (dovete perdonarmi probabilmente per i miei errori di grammatica o di sintassi... purtroppo di scuole non ne ho mai fatta tanta,la mia stessa Università è stata Esclusivamente la Vita Medesima)....

Sono nato il 28 aprile del ‘56 e sono venuto al mondo il 28 gennaio del 1957 (data ufficiale di anagrafe),in un paesino sperduto tra le montagne del Canton Ticino,nella Val Leventina (CH). Paese di circa 100 anime,che a malapena si trova sulle carte geografiche, Nivo frazione di Chironico.Quel triste giorno della mia nascita,la mia stessa madre tentò di sopprimermi buttandomi in un bidone della spazzatura... qualcuno mi salvò affidandomi all’ orfanatrofio di Bellinzona,da lì i genitori di mio padre mi prelevarono per portarmi a casa loro,ai quali fu affidata la mia tutela.In quella casa vigeva un unica regola,quella del signore e padrone,il nonno,il quale non doveva assolutamente essere contrariato per nessuna ragione perchè in caso contrario,erano botte fino all’ estemo, doveva far capire che la sua parola era legge ad ogni costo... mi ricordo che a un suo figlio, solo perchè si era azzardato a contrariarlo, il nonno, per prima cosa gli ruppe una pentola in testa e per seguito lo colpii a pugni e pedate, tanto da lasciarlo rantolante in terra e dove per seguito il figlio rimase più di un mese a letto,con le ossa rotte che ogni giorno veniva il medico a controllare l andamento della sua salute.Da quella violenza scaturita da un nonno alcolizzato,nessuno era al sicuro,tanto meno sua moglie fervente bigotta... quasi ogni fine settimana,come il nonno rientrava a casa,ubriaco fradicio,c era sempre una guerra famigliare di quel genere,con una violenza estrema completamente gratuita... quando non capitava in casa,quella sua violenza,la propagava nei ristoranti dove si ubriacava, litigando con altre persone... beninteso noi bambini eravamo sempre presenti,perchè quella famiglia arcaica per forza era costretta a seguire il signore e padrone,nelle sue tourneè intento a bere e vederlo litigare... Molte volte la moglie,la notte scappava da casa e ci portava nei boschi per metterci al riparo da inutili botte e per mettersi al riparo pure lei... per me,quel periodo,era Puro Terrore dove solo al pensiero del rientro a casa del nonno ubriaco fradicio,durante il fine settimana,tremavo ancora prima di vederlo...
Durante la settimana,nei giorni lavorativi,l ambiente famigliare,almeno fino al venerdì sera,era un po`piu`calmo,non di molto ma perlomeno si poteva respirare un po’ di più dato che le uniche sberle che si prendevano,erano solo quelle della nonna se al mattino,non ci si alzava in tempo,per andare quotidianamente in chiesa a prendere l eucarestia e ... Mostra tutto dove se per caso si arrivava magari in ritardo era il medesimo parroco del paese che ci pensava a completare l opera su di noi,con altri ceffoni... Io sentendomi sempre in una posizione come essere tra incudine e martello,facevo sempre del mio meglio,per non infrangere alcuna regola,anche se purtroppo non sempre mi riusciva e allora in quei momenti ero abbastanza forte di sopportarne le conseguenze,senza profferir parola,anche se in cuore sentivo salirmi una forte rabbia,per simili ingiustizie... All’età di sei anni circa,credetti che tutta quella violenza in famiglia,fosse scaturita per colpa mia,cosi nelle mie riflessioni da bambino,mi dissi che se io sarei scomparso,probabilmente avrebbe regnato la pace tra di loro... Presi la drastica decisione di suicidarmi e l unica soluzione per me per poterlo fare,era quella di buttarmi sotto ad un auto quando passava a piena velocità... Calcolai tutto alla perfezione e come udii l’ auto arrivare,lo feci... L’ auto mi centrò in pieno e mi sbalzo in aria facendomi fare un volo di una ventina di metri e quando toccai terra,io non ebbi assolutamente nulla,mentre l auto era completamente ammaccata... Certo che la mia prima reazione come mi rialzai,fu quella di scappare,per paura di prendere delle altre botte da mio nonno,il quale udendo l urto e la frenata,stava correndo verso di me.Trascorsero ancora un paio di anni,sempre in quella routine di violenza completamente gratuita di vario tipo.Mio padre che lo vedevo raramente assassinò la sua seconda moglie,sparandole per sue storiacce di contrabbando e di assurde gelosie,rovinando altri tre figli della seconda moglie,mentre io divenni il capro espiatorio da parte di tutti i ragazzi del paese,i quali si divertivano a maltrattarmi sotto ogni forma ed ogni peso e con infinita pazienza,sopportavo ogni genere di umiliazioni... Un giorno il nonno, decise di sopprimermi un cagnolino,il quale per me era l unico e vero amico che avevo... Lo portai a scuola con me per metterlo in salvo,ma nemmeno la maestra cui chiesi aiuto,non ne volle sapere nulla,lì ebbi il mio primo gesto di ribellione... Presi il cagnolino e scappai da scuola portandomelo appresso per salire in montagna,inerpicandomi su rocce scoscese e molto pericolose con questo cagnolino caricato sulle spalle,inseguito da mezzo paese... Per ore durò questa mia arrampicata e la mia fortuna era che nessuno riusciva ad inseguirmi,dato che erano posti troppo difficili da scalare... Arrivato in cima,trovai la nonna ed altre persone del paese che mi attendevano,loro erano arrivati prima con le auto seguendo la strada normale... La nonna e le persone mi fecero una solenne promessa dove avrebbero convinto il nonno a non sopprimerlo... Credendo alla loro parola rientrai in loro compagnia a casa... Quella parola fu infranta perchè come fui a casa,presi tante di quelle botte da ricordarmene per una vita intera... Per seguito come vidi il nonno mettersi a tracolla il fucile e trascinarsi dietro il cagnolino,capii che non ero riuscito a salvarlo e quello per me fu un tremendo dolore...
Quello per me,fu pure un periodo che facevo il chierichetto in chiesa ed ogni qualvolta che facevo la lettura della domenica,per i fedeli e leggevo degli strati della bibbia,mentre loro ascoltavano in silenzio io riflettevo molto su quello che leggevo... Osservando i loro volti,vedevo in loro solo tanta ipocrisia ,falsità... e molta vigliaccheria da parte loro,dato che ogni singola persona di quel paese era perfettamente a conoscenza di quella mia situazione,ma tutti Tacevano,tacevano... E facevano finta di niente... Il nonno non si toccava... e da quel momento feci un solenne giuramento a me stesso dicendomi che avrei sempre combattuto per la Giustizia e avrei dato loro solo ciò che desideravano... Ingannare il diavolo con le sue stesse armi... Usando il loro stesso sistema,per abbattere tutte le cattiverie inutili,tutte le violenze inutili e che mi sarei sempre interposto per proteggere sempre i più deboli... Pur sentendomi anch’io in quel momento come un debole, della mia stessa debolezza ne feci una forza...
Autori
14.12.03 - Fidanzato con la morte
di Krysia Binek e Vito Robbiani

Per la società il ticinese Flavio B. ha tutte le carte in regola per essere definito un delinquente incallito: il primo omicidio ancora minorenne, poi una lunga carriera di furti, rapine, spaccio, omicidi, condanne scontate nelle carceri francesi e svizzere.
Flavio B. è un uomo che porta sulla pelle il simbolo di una sfida assurda, una sfida che a poco a poco sembra trasformarsi in una condanna. Alle spalle ha un'esistenza disastrata; una "carriera" da delinquente iniziata molto presto (era ancora minorenne): rapine furti spaccio, omicidi e relative condanne espiate nelle carceri svizzere e francesi. Una spirale di violenza che lo porta sempre più lontano; non si ferma neppure alla nascita del primo figlio. Oggi a 46 anni, ha saldato tutti i debiti con la giustizia, ma é confinato a vivere ai margini della società. Per uscire dall'isolamento affida a un diario il racconto della sua lotta per rientrare nella "normalità". Un racconto intenso in cui la sofferenza provocata dai fantasmi del passato che ancora lo assillano gli permette di misurarsi con il suo presente.
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- Per visionare l'intero documentario clicca su «Guarda il video» (connessione via modem) o su «[ADSL]» (connessioni a banda larga) .Riprendo il racconto sempre del periodo della nascita fino ai 10 anni....evidentemente raccontero`solo episodi,quelli che per me furono i piu`salienti della mia vita,perchè in caso contrario,se dovessi scrivere tutto per filo e per segno nei minimi dettagli, l argomento diverebbe troppo lungo e non sono intenzionato a fare del vittimismo di me stesso, non è nel mio carattere...lo scopo principale di questa mia condivisione di vita personale con voi è solo quello di infondervi piu`corraggio per qualunque avversità che vi possano capitare...perchè qualunque genere di sittuazione,se mantenete sempre un cuore puro e sincero,riuscirete a superarla alla grande...riuscirete a superare pure l impossibile o quello che puo`sembrare l impossibile per gente comune,mentre voi, non scordate mai che siete Guerrieri...Guerrieri della Luce e non certo delle Tenebre...Dio è Luce e Lui Stesso vi Sosterrà.........In quel fatidico periodo di botte gratuite,di violenza famigliare gratuita,di tanta ipocrisia e falsità cui mi sentivo circondato dalle persone,io mi isolavo con la mia fantasia e immaginazione e trovavo conforto in quella,dato che ormai non avevo piu`nemmeno il cagnolino come amico con cui condividere le mie pene e le mie stesse angoscie...il nonno me lo aveva ammazzato...Talvolta cercavo tra gli adulti un po`di conforto,qualche spiegazione...volevo cercare di capire il perchè di tutto questo che mi stava succedendo, i motivi,dato che a quell età si cercano molte risposte e questo credo sia un primo passo verso la conoscenza stessa...solo che quando non prendevo botte per farmi tacere,perchè talvolta ponevo loro domande troppo imbarazzanti,nel darmi le risposte,le persone rimanevano troppo sul vago e molto superficialmente...cercai pure di discutterne con il parroco quando andavo a servir messa,ma quello fu un ennesima delusione dato che la sua unica risposta era quella di dirmi unicamente...è cosi`e basta...devi sacrificarti e fare penitenza...come se non mi sacrificavo già abbastanza per colpe non mie...e personalmente simili risposte non mi appagavano per niente e recepivo in cuore che in tutto quel sistema,c era qualcosa che non andava,qualcosa che non funzionava,qualcosa che mi suonava come di molto stonato,anche se non riuscivo effettivamente a inquadrare il perchè...ero sempre gentile con tutti quanti,servizievole,pronto sempre a farmi in quattro per tutti e per quella mia età,oltre ai doveri di impegno verso la scuola,lavoravo sodo,ma non riuscivo a capire perchè dovevo essere ripagato in quella maniera dalle persone,le quali sembrava quasi che si divertissero a crearmi ulteriori tribolazioni di animo...ormai sentivo che non mi potevo piu`fidare di nessuno...ero solo con me stesso e divenivo sempre piu`taciturno con tutti ma,riflettevo molto su tutti quelli eventi e sentivo accrescere in me,giorno dopo giorno,una forte rabbia contro tutte queste persone che mi circondavano...la goccia che fecce traboccare il vaso fu proprio in quel periodo dell età di otto anni,quando la nonna,su consiglio del parroco,mi costrinse a seguirla in un viaggio di pellegrinaggio a Lourdes.Da un lato ero contento perchè questo mi permetteva di vedere qualcosa di nuovo,dato che oltre alle valli del mio paese o ai ristoranti dove ci trascinava il nonno ed alle persone o luoghi del Cantone medesimo,non conoscevo assolutamente nulla...mi ricordo che in quella cittadina francese dei pirenei,al nostro arrivo,rimasi estereffato da tutte quelle meraviglie, da tutte quelle persone nuove che incontravo,pure se il primo giorno,mi sentivo molto stanco del viaggio fatto in treno,non avendo dormito per nulla durante tutto il tragitto,essendo stipati nei vagoni come tante pecore...il secondo giorno,per me fu un giorno molto drastico dato che il parroco prese la decisione di far percorrere alla sua comitiva,tutta la scalinata della via Crucis in preghiera,salendo i gradini lentamente... e l unico coglione della storia,fui nuovamente io,dato che la nonna mi costrinse a mettermi in ginocchio e salire tutti i gradini in quel modo,fino in cima e per me fu un vero supplizio dato che quella salita duro piu`di un ora ed io essendo in calzoncini corti,come arrivai in cima,avevo le ginocchia complettamente sbucciate che andavano a sangue...non vi dico il dolore...terminata questa funzione ebbi la malaugurata idea di chiedere al nostro parroco perchè io dovetti salire in ginocchio,mentre tutti gli altri salivano camminando...non l avessi mai chiesto,il prete mi mollo un sonoro ceffone dicendomi che dovevo fare penitenza e per secondo,la nonna mi riempii di sberle,perchè secondo il suo parere le avevo procurato una figura meschina davanti al parroco per quella mia domanda del tutto innocente...trascorsi gli ultimi giorni in un vero supplizio di tantalo con le ginocchia fasciate,accompagnando la nonna tra negozi e bancarelle...osservavo attentamente e riflettevo chiedendomi cosa era tutta questa grande farsa speculativa,dove le persone si accalcavano a comperare immagini e stattuete in plastica pagandoli cifre esorbitanti ed innutili...in quei momenti mi chiedevo se tutto cio`serviva veramente ad aggrazziarsi Dio o piuttosto tutto semplicemente se per le persone non era per appagarsi una loro vanità personale,dato che il loro carattere falso non lo cambiavano assolutamente,mentre per i commercianti si trattava tutto semplicemente di aggrazziarsi i loro portafogli con della carta moneta.Finito il periodo di pellegrinagio,fui felice di ritornare a casa anche se la sittuazione famigliare era sempre la medesima routine,ma a un dato momento mi dissi che dopo tutto le botte avevo ormai imparato a sopportarle,ma cio`nonostante la rabbia che era in me,divenuta ormai parte integrante,aumentava sempre di piu`...per giorni pregai e invocai Dio,quasi in tono di sfida,dicendo che se non mi aiutava lui,mi sarei aiutato da me stesso e l avrei fatta pagare a tutte quelle persone,incominciando dalla mia stessa famiglia...un giorno nella cantina di un vicino,trovai un tubetto di arsenico,veleno per topi e nella mente mi baleno`la malaugurata idea di usare quello per liquidare la famiglia...ormai ero profondamente convinto nella mia intenzione anche se non sapevo se quel veleno fosse stato efficacie,per questo decisi di provarlo su me stesso mangiandone un cucchiaino da caffè...circa venti minuti dopo,fui preso da convulsioni e forti dolori di pancia che mi facevano vomitare in continuo...stavo male come un cane bastonato ed in piu`fui assalito da febbre elevata,ma ormai quel che era fatto era fatto e non potevo piu`tornare indietro,mi dicevo che dovevo solo riuscire a superare quei momenti di dolore fisico e mi dovevo forzare a darmi un apparenza normale davanti agli altri,in modo che non si accorgessero di nulla,anche se bastava guardarmi in faccia per capire che c era qualcosa che non andava,datoche un lenzuolo era molto meno bianco del mio stesso viso.Durante il periodo di cinque sei giorni,mi forzavo estremamente ad assolvere ogni mio compito come sempre pur reggendomi a fatica sulle gambe,avendo febbre e ancora conniati di vomito,mentre la mia sola grande voglia era quella di potermi sdraiare in letto e riposarmi in attesa della guarigione...ma questo non potevo permettermelo....una decina di giorni trascorsi la mia salute riprese in un andamento di piena normalità,fino al giorno in cui la nonna stava cucinando un minestrone e come si assento`un momento dalla cucina,ne approffittai per vuotare tutto il contenuto del tubetto di veleno nella pentola,il quale lo mescolai velocemente con l aiuto del mestolo e lei non si accorse di nulla....quel giorno mi sedetti a tavola,dopo aver apparecchiato per tutti,con molta tranquillità,ormai ero disposto ad andare fino in fondo e mangiare pure io quella medesima minestra...ormai gli effetti del veleno li conoscevo e sapevo controllarmi.....per mia fortuna quella minestra era talmente disgustosa che nessuno non la mangio`e venne buttata...ma in un certo senso per quella sittuazione mi sentii ugualmente appagato,dato che tutti i famigliari si lambicarono il cervello creandosi le ipotesi piu`assurde sul saporaccio di quella minestra e trascorsero ore a discutterne tra di loro,per arrivare alla conclusione comune dove molto probabilmente la colpa era stata della verdura andata a male...ma io conoscevo la verità......
...e posso affermare che quelle persone erano veramente stupide a prescindere dal loro status sociale....per complettare la mia opera, in compagnia di persone di quel gruppo,per un certo periodo frequentai pure il Kursaal,un casino`della citta di Locarno,pure li`, non riscontrai alcuna difficolta a entrare pur che la mia giovane età era molto evidente...giuocai alla roulette e altri giochi tipo poker e similari anche se per me era la prima volta che tenevo in mano delle carte,imparavo molto alla svelta perchè ero un buon osservatore... ma il fatto che servii ad aumentare ancor di piu`la mia fama in mezzo a quelle persone frequentate,fu la sera quando nella saletta del Niki,uno spagnolo si era messo a giocare con un coltello a seramanico,esaltandosi e faccendo lo sbruffone davanti agli amici...in pieno pubblico lo sfidai appertamente a battersi a duello con me con il coltello...mentre parlavo gettando questa sfida,tolsi dai miei stivali un paio di pugnali da esploratore e ne buttai uno ai suoi piedi,mentre l altro lo serrai forte nella mia destra e mi ragomitolai sulla sinistra il mio giubbotto che nel frattempo l avevo levato...lo stupido si chino`ad afferrare il pugnale e subito cominciammo a batterci...alcuni minuti dopo, di quella nostra danza combattiva.lui lancio`un grido di dolore e lascio`cadere il suo pugnale per terra,gli avevo aperto a fondo una mano...il pubblico esterreffato osservava in totale silenzio ,attorno a loro alleggiava un aria di vera paura...immediatamente per rompere il silenzio,rivolgendomi ad alcuni dissi con tono di ordine,di condurlo a farsi cucire al Pronto Soccorso dell ospedale...immediatamente un paio di persone dopo aver avvolto la sua mano con dei tovaglioli per fermare un po`l emmoragia,lo condussero con sè per condurlo in auto...prima di uscire dal locale del bar,sempre in tono imperioso,ricordai loro di dire che si era tagliato rompendo un bicchiere...trascorsero alcuni mesi sempre bene o male in quel genere di ritmo fino al momento che proposi a quelle persone di lavorare con me, nel ramo dei furti,dato che ero uno specialista per come dissi loro,anche senon era assolutamente vero,dato che non avevo mai perpetrato un furto in tutta la mia vita,ormai tutte quelle persone pendevano direttamente dalle mie labbra ed erano divenuti complettamente schiavi della loro stessa Avidità...e quanti ce n erano....devo dire che oltre tutto ero divenuto un buon manipolatore di quelle persone.........Tutte quelle persone le volevo uttilizzare per raggiungere degli obbiettivi ben prestabiliti da me in precedenza...volevo colpire delle persone che in passato direttamente o indirettamente,mi avevano fatto del male...come daltronde ho sempre fatto in tutta la mia vita,quella di colpire persone malvage anche se avevano un ettichetta di gente perbene,dove riuscivo a far cadere quella loro maschera fasulla....premetto subito che in tutta la mia vita,mai e poi mai ho colpito un innocente o una persona perbene,ma solo gente che se lo meritavano veramente e per queste persone,sopratutto qua in Ticino,sono divenuto un vero terrorre e un vero Tormento,cominciando dalla classe politica e ad altre Istituzioni di vario genere,ma questo lo capirete piu`tardi,continuando a leggere il seguito della mia vita...il primo furto,lo organizzai in casa dei miei nonni,durante un fine settimana che erano assenti,certo mi guardai bene di dire alle persone che mi avevano seguito in quell inpresa che quella era una casa che conoscevo bene...tutto ando`per il verso giusto anche se ora ommetto i dettagli organizzativi,perchè verrebbe troppo lungo da spiegare ed inoltre non vorrei che ci fosse qualche immitatore,dato che il mio scopo e di far capire una certa visione di cose e certo non quella di mandare messaggi sbagliati,dato che per quello ci sono già troppi films televisivi che lo fanno....evidentemente non avevo tralasciato alcun dettaglio,dato che in cio`che intraprendevo cercavo sempre il massimo della perfezione stessa,tanto che nemmeno la polizia stessa arrivava a venirne a capo di nulla,poi per seguito,sempre in quel paese di Nivo colpii altri obbiettivi sempre ben mirati fino che raggiunsi lo scopo di far vivere tutte le persone di quel paese nella paura e nel terrorre...io durante i fine settimana ritornavo al paese ad ascoltare i commenti di quelle persone e in un certo qual modo godermi di quel loro tormento....un altra cosa che voglio ben specificare è quella che ogni soldo che si racimolava in quelle imprese,personalmente lasciavo sempre tutto agli altri...il mio scopo non era il denaro ma solo il raggiungere i miei obbiettivi....L ultimo furto che compii fu proprio nella città di Bellinzona,al pensionato medesimo dove alloggiavo e per quello scelsi un unica persona che reputavo essere solo una grande carogna e,di questo nè ero sicuro dato che in quei mesi avevo avuto modo di conoscerlo per bene,aveva un animo complettamente nero e marcio,infatti quello fu proprio l ultimo furto di quel mio periodo adollescenziale,perchè la proprietaria della casa,perse la vita dopo essere stata strangolata ed in un certo qual modo questo è proprio un morto che mi pesa ancora oggigiorno,perchè quella signora pur non essendo una santa,certo non meritava di finire a quel modo...le sue colpe non erano abbastanza gravi da fermare la sua vita a 60 anni e questo per me lo considerai come un madornale errore,non certo di valutazione ma bensii di casualità...ma probabilmente pure questa faccenda stava già scritta nel destino della mia strada da percorrere...e purtroppo il Fato medesimo non posso controllarlo,almeno all epoca.....Quella medesima notte o per meglio specificare,quel mattino presto,andai alla stazione di Bellinzona e presi il primo treno direzione Milano, mentre il collega ritorno`tranquillamente a casa sua a dormire.....Verso le otto del mattino arrivai alla stazine Centrale di Milano,avendo trascorso la notte complettamente in bianco,fisicamente mi sentivo un po`rintronato dalla stanchezza e, non vedevo il momento di andare a dormire,anche se non sapevo ancora dove,dato che per me quello era un nuovo mondo,del tutto sconosciuto...certo che il mio primo impatto,con quella grande struttura fu di una grande esterefazione,la quale mi suscito` una sensazione di gran fascino e ,dato che ero abbittuato al canton Ticino dove tutto è in scala ridotta,sul primo momento rimasi quasi senza fiato per quella meraviglia,ma cio`nonostante non mi dimenticai che dovevo almeno dormire un paio d ore per recuperarmi fisicamente,per questo motivo non complicandomi troppo la vita,andai a sistemarmi su una panchina di marmo che si trovava in uno spazio di sosta all interno della stazione medesima,dove mi sdraiai usando il sacco da viaggio come cuscino e li partii dopo pochi attimi,nelle braccia di Morfeo...la mia intenzione era solo di dormire un paio d ore,ma purtroppo causa la stanchezza e il sonno arretrato,mi svegliai solo nel tardo pomeriggio,quando un paio di carabinieri mi svegliarono scuottendomi,per chiedermi cosa stessi facendo...a domanda sciocca,risposi in maniera sciocca dicendo loro...ma non vedete che sto dormendo?...a proposito l avete portato il caffè...entrambi si misero a ridere,poi mi consigliarono di fare attenzione perchè secondo il loro dire,la stazione pullulava di borseggiatori e delinquenti di ogni risma,li rassicurai dicendo loro che non dovevano assolutamente preoccuparsi,dato che nemmeno io, non mi preoccupavo...e in effetti era vero,ero del tutto tranquillo,poi tanto per darmi un input per dissonnarmi complettamente,chiesi loro se volevano venire a prendersi un caffè alla buvette in mia compagnia che avrei offerto io e quelli di buon grado, accettarono con molto piacere....Ormai, tra una cosa e l altra ssi erano già fatte le 18...e a quell ora,non volevo mettermi alla ricerca di un hotel,per questo decisi di rimanere alla Stazione Centrale e passare quella nottata a guardarmi attorno ed a osservare le persone...questo è sempre stato un mio pregio,come arrivavo in un posto nuovo,dovevo sempre osservare tutto e tutti e capire l ambiente stesso che mi ruotava attorno,per sapere come muovermi meglio,non volendo magari buttarmi in qualche sittuazione sciocca...in effetti quella notte per me fu molto istruttiva,dato che ebbi modo di conoscere un mucchio di nuova gente,dai semplici giocatori d azzardo,ai borseggiatori,ai pattacari e capirne perfettamente i loro movimenti e come si muovevano per eseguire quello che loro deffinivano come essere un lavoro...quella mia capacità innata di apprendimento veloce,in quella medesima nottata, mi aveva insegnato piu`cose della vita reale che due anni di scuola sui banchi...certo mi capito`pure di dover fronteggiare delle sittuazioni poco piacevoli,quando venni in conflitto per esempio con alcuni borseggattori,ma me la cavai egreggiamente dato che mi mostrai molto piu`duro di loro stessi e mi guadagnai velocemente il rispetto...talvolta non arrivavo a capire se i metodi che usavo con le persone era semplice follia o vera temerarietà,ma quello che so`per certo era che in qualunque sittuazione potessi trovarmi,nè uscivo sempre vittorioso...A milano rimasi per sei giorni,dove ne approffittai per visitare tutto quello che c era di interessante,dal castello Sforzesco,al Duomo,ai vari parchi cittadini e conobbi un mucchio di altra gente e,quando mi si presentava qualche sittuazione spiacevole sapevo sempre come fronteggiarla,senza esitare minimamente,,,quei pocchi giorni trascorsi in quella città,per me furono giorni di un nuovo apprendimento,di una nuova conoscenza cui ne facevo tesoro di ogni minima cosa...quando presi il treno per ritornare in Ticino, a bellinzona,in fondo mi dispiaceva quasi, lasciare quella città, ma solo sapevo che dovevo continuare la mia strada per andare incontro al mio destino...Come il treno si fermo alla stazione di Bellinzona erano circa le 12,00.guardando dal finestrino del treno vidi che la stazione pullullava di polizziotti sia in uniforme che in borghese e ne capii subito il perchè,ma senza scompormi minimamente scesi dal vagone ed in tutta tranquillità passai in mezzo a loro,salutandoli pure,per dirigermi al Niki bar,avrei potuto evitare di andare in quel luogo,come avrei potuto evitare direttamente di ritornare in Svizzera e di questo ne ero consapevole,ma qualcosa mi spingeva proprio in quel posto e seguivo sempre l onda di quella sensazione...come spalancai la porta del bar,entrando con aria spavalda in mezzo a quelle persone,le quali alla mia vista si ammutolirono tutti quanti a tal maniera che si potevano sentire le mosche volare,perchè era calato un sipario di silenzio tombale,dove per alcuni minuti sembrava quasi si fosse fermato pure il tempo,io con aria del tutto indifferente mi diressi al bar e comandai un Chivas,mentre venivo servito,la proprietaria mi disse se lo sapevo che erano giorni che la polizia mi stava cercando e che erano già stati operati numerosi arresti...a questa sua domanda risposi con un si`secco aggiungendo inoltre di non preoccuparsi che tempo venti minuti,mezz ora al massimo,sarebbero pure entrati da quella porta,in effetti non mi sbagliavo,mezz ora dopo,vidi dalla finestra vetrina del bar,due autovetture della polizia che parcheggiavano davanti alla medesima porta e poco dopo entrarono nel locale...il piu`comico di tutta quella sittuazione era che non si diressero subito verso di me che stavo seduto ad osservare i loro movimenti,ma chiesero le carte d identita ai clienti del locale,dove tanti non l avevano nemmeno, dato che in quell epoca non era obbligatoria...pure quando un polizzioto mi chiese la mia,risposi che non l avevo e quello passo`a un altro avventore senza nemmeno chiedermi nome e cognome...lasciai trascorrere almeno una ventina di minuti a osservare quell immensa buffonata, da parte dei polizzioti che stavano verificando documenti,poi essendomi stancato di aspettare,a tono alto rivolgendomialla polizia,dissi signori,piantatela pure,quello che state cercando sono io,andiamo e senza attendere un loro cenno,uscii per primo e mi diressi verso una loro auto....e da li venni condotto al commissariato della città.....Durante il tragitto in auto,dal Niki al commissariato,l ispettore seduto accanto al guidatore,con fare molto mieloso e sdolcinato,parlandomi mi chiese di raccontare cosa fosse successo e sortendo lui direttamente, due o tre ipotesi,ancora prima che io potessi rispondere,automaticamente e indirettamente, mi stava indicando la via da seguire in quello che dovevo lui rispondere...quel suo modo di parlare con un tono che mi suonava alle orrecchie come un suono molto falso,mi dava enormemente ai nervi...sembrava quasi che stesse parlando a un bambino scemo o andicappatto,con tutto il rispetto parlando per i veri andicappatti,per questo motivo mi limitai a sorridere aggiungendo contemporaneamente,la frase...guardi che è meglio attendere che arriviamo alla base,in modo di essere piu`tranquilli tutti quanti e, da quel momento io non proferii piu`alcuna parola...non credo che la prese troppo bene,dato che vidi il cambiamento del suo volto, passare da un colore rosso ubbriacone ad un giallo epatite...ma in quel momento non è che me ne fregava piu`di quel tanto,ma ad ogni modo stette complettamente in un silenzio totale e, questo mi torno`comodo....mi permetteva di rilassarmi complettamente...Quel commissariato,per me era un mondo tutto nuovo,soprattutto nel vedere quel via vai di ispettori e polizzioti in uniforme che si cograttullavano tra di loro,come se avessero compiuto non so`quale impresa eccezzionale,quando in realtà ero stato io che avevo deciso di lasciarmi prendere...e in questo se avrebbero riflettuto un pochino,forse sarebbero riusciti a capire che come minimo, avevano fatto un paio di figure barbine,la prima durante il mio arrivo alla stazione,quando ero passato tranquillamente in mezzo a loro per dirigermi al Niki,la seconda durante il controllo dei documenti nel locale medesimo...quella loro vanità euforica molto probabilmente li rendeva ciechi,ottusi questo no,dato che per quello lo erano già dalla nascita,essendo persone portanti i paraocchi come gli asini e avendo una mentalità ristretta come le loro stesse montagne,ma questo è un altro discorso...Per seguito l ispettore,mi condusse in un ufficio faccendomi accomodare su una sedia,mentre lui si metteva subito alla macchina da scrivere,per battere i miei dati,la classica ordinaria amministrazione per ogni caso,poi comincio`subito a interrogarmi,sempre con quel maledetto tono da falsetto,dicendomi...dai racconta...tanto noi sappiamo già tutto,avendo già arrestato tutte le altre persone...Immediatamente risposi dicendo:.se è cosi,non vedo perchè dovrei ancora parlare io,dato che sapete già tutto,per me va bene quello che hanno detto gli altri,non avendo alcuna obbiezzione da fare...Impiego`quasi un ora di discorsi,per farmi capire che lo imponeva la legge e lui doveva seguire tutta la procedura,perchè questo era il suo lavoro,,,tra un tira e molla di discorsi vacui,il tempo trascorse molto velocemente e,lui ,a parte i miei dati,non aveva scritto ancora nulla,tanto che giunse la fine del suo orrario lavorativo,dove tutto scazzato,mi disse che mi avrebbe portato in cella per riprendere il tutto, il giorno seguente...per me questo mi andava molto bene dato che incominciavo a sentire la stanchezza fisica e non vedevo il momento di dormire. Quel mio primo impatto a discendere nello scantinato del commissarriato,dove c erano le celle e tutta quella trafila da sopportare da parte del secondino o,guardia carceraria che ti controllava ogni minimo oggetto ed ogni singolo vestito oltre me stesso,prima di farti entrare nella cella,mi dava enormemente fastidio,ma con molta rassegnazione accettavo tutto,anzi cercavo di collaborare il meglio possibile per fare accellerare la procedura...volevo solo dormire...se non fossi stato cosi`stanco,forse pure quel buco di cella medievale,avrebbe potuto darmi fastidio, ma come mi sdraiai in branda mi addormentai quasi subito,dormendo bene fino al mattino alle sei,quando il secondino aprii lo sportellino della porta,per infilarmi una scodella di caffelatte accompagnato, con un paio di fette di pane....Pure se quel caffè era al gusto di sciacquattura di piatti, non fecci assolutamente il difficile dato che mi dicevo che avrei dovuto abbittuarmici,dato che per molto tempo,quello sarebbe stato il mio nuovo mondo,perlomeno il pane era quasi fresco,solo del giorno prima...fatta quella pantagruellica colazione mi sdraiai nuovamente sulla branda,guardandomi attorno e leggendo le scritte sui muri,probabilmente lasciate dai diversi inquilini passati prima di me e nel contempo cercavo di sentire ogni minimo rumore per visualizzare a fondo quel medesimo ambiente del cavolo...udivo voci di guardie mentre stavano andando a prendere altri prigionieri,mentre aprivano quei cattenacci di porte che forse avrebbero fatto meglio ad ingrassarle un po`,dato che alla loro appertura,facevano un baccano d inferno,rompendo i timpani,,,sentivo polizzioti che si facevano insultare dai carcerati,sentivo pure i sciacquoni delle celle a me vicine...in quei momenti di totale isolamento ogni minimo rumore o voce che si udiva,diveniva estremamente importante,dato che con gli occhi della mente,immaginavo da cosa era caggionato e cercavo di fare un quadro sempre il piu`preciso possibile e, questo mi aiutava a padroneggiare il tempo in quel luogo di isolamento totale e per me, questo era molto importante,data la mia giovane età di nemmeno 16 anni...verso le 9,venne il secondino a portarmi di nuovo nell ufficio dell ispettore, ai piani superiori,per essere interrogato e questa volta ebbe la sua soddisfazione,dato che mentre batteva il rapporto,diceva tutto lui,faceva tutto lui e scriveva tutto lui, secondo la sua visione di ottica nei fatti,dato che io, per non farmi rompere,con il capo accennavo sempre un si e al limite quando rispondevo,dicevo che andava bene ed alla fine mi limitavo semplicemente ad apporre la mia firma nella triplice copia...accontentandolo lo rendevo soddisfatto nel suo lavoro e in un certo senso mi faceva pure piacere,perchè perlomeno alla sera rientrando a casa,non sarebbe stato scazzato con la propria moglie...evidentemente non sempre dicevo quel che pensavo,dato che non vedevo nessuna raggione per accattivarmelo ulteriormente,non che avessi paura di quell ispettore,dato che come persona l avrei visto molto meglio a fare il buffone su qualche carro da carnevale che a fare l indaggatore,ma al limite quelli erano problemi suoi e non certo miei....Trascorsi poco piu`di un mese in quella fetida cella medievale,alle pretoriali di Bellinzona,facendo su e giu`dalle scale,per andare ai piani superiori,per interrogatori,confronti e verbali e in tutto quel periodo, mi riuscii di mai perdere il buon umore ne il senso dell allegria,pur avendo la consapevolezza che la sittuazione medesima era abbastanza critica,dato che non vedevo mai la benchè minima luce del sole e mi trovavo in un totale isolamento dal resto del mondo,a parte le facce degli ispettori quando questi mi interrogavano....ma finalmente arrivo`pure il momento che il caso venne dichiarato chiuso e dovetti comparire davanti al giudice dei minorenni,il quale mi disse che sarei stato trasferito per un mese all ospedale Neuropsichiatrico di Mendrisio,per essere sottoposto ad una perizia,prima del processo,dato che sia lui che altri suoi colleghi,non arrivavano ne a capire ne a comprendere,quella forte personalità che avevo per un ragazzo della mia età...per il come ero riuscito a manipolare tante persone adulte,le quali facevano ogni cosa che io comandavo...Ricordo che a quella sua affermazione chiesi se non era il caso che fossero proprio quelli adulti ad avere bisogno di uno psichiatra dato che si erano fatti manipolare da un ragazzino par mio...la sua risposta fu che allo Stato sarebbe costato troppo....Forse il magistrato non si era reso conto che io non le avevo manipolate le persone,perchè in tutto cio che facevo ero sempre ben consapevole,tutto semplicemente avevo giocato con loro,dando loro cio`che piu`desideravano...chi era avido lo accontentavo in questa sua avidità per poi punirlo,distruggendo la sua stessa avidità...ecc.ecc...a parole povere,per ogni cosa,sentivo in me dei validi motivi e me ne fregavo altamente delle conseguenze che avrei dovuto sopportare o degli effetti collaterali di leggi dello stato...per questo genere di battaglia lo sentivo come essere l unico scopo della mia vita,uno scopo ben preciso e lo tenevo ben radicato nella mia mente,come unica visione....forse ero pazzo o forse no,ma sta di fatto che il mio unico obbiettivo era proprio quello di smascherare le persone,per quello che erano in realtà,nel loro medesimo animo,sputtanandoli alla luce del sole,senza nessun timore da parte mia...forse all epoca,tutto questo erano poi solo visioni di un mio immaginario,per andare contro corrente al medesimo sistema di vita di questa società Ticinese,dove sopra le persone medesime permeava un unica aria di vizio e di completta ipocrisia dove vi alloggiava pure,sia falsità che vigliaccheria di ogni sorta e questo per loro gli andava pure bene ma non certo per me,l importante era quello di rispettare le loro regole codarde per salvaguardare la facciata di nomea fasulla che aveva il paese e, la stragrande maggioranza delle persone che vi abitava, accondiscendeva in pieno a questo status,adottandolo come unica maschera di facciata, di pura bontà.Il magistrato dei minorenni,prima di accommiatarsi da me,in tono gradevole mi disse che non avrei dovuto preoccuparmi per quel periodo al Neuro di Mendrisio per la perizia psichiatrica,dato che al massimo sarei rimasto un mese e,sarei stato posto, in una struttura adatta ad un adolescente della mia età.In un certo qual modo quelle sue parole contribuirono a rassicurarmi perchè tanto come pensavo,quasi sicuramente non ci sarebbe stato posto peggiore di quella cella cui mi trovavo fino a quel momento...Il giorno seguente,subito al mattino presto,in un furgone chiuso,la polizia esegui il mio trasferimento fino a Mendrisio,All arrivo come mi aprirono la porta e mi tolsero le manette ai polsi,vedendo quella bella luce del sole e potendo finalmente respirare aria pura,mi senti pervadere da una sensazione meravigliosa,dato che fino a quel momento avevo respirato solo aria viziata e visto solo lampadine o luci al neon in quel seminterrato di carcere.Due infermieri mi avevano preso in consegna e i loro modi comportamentali, erano del tutto garbati e gentili.Dai due venni per seguito accompagnato in un padiglione chiamato con il nome di Motta,dove mi feccero attendere in una sala,in attesa che smaltivano le pratiche burocratiche per la mia entrata.Guardandomi attorno,vedevo un ambiente pulito,ordinato dove pure i pazienti che ebbi modo di contattare,durante quella mia attesa,erano persone molto calme.Per come pensai,mi dissi che se l ambiente che dovevo rimanere era questo,in fin dei conti non era poi cosi`male,pur non scordandomi mai che era pur sempre un ambiente carcerario...ma come trascorreva il tempo di attesa,mi sentivo una certa angoscia,come una sensazione strana si stava impadronendo di me e dove non arrivavo a darle un volto.Circa tre ore piu`tardi gli infermieri tornarono e con tutta calma e pacatezza mi dissero che aveva chiamato il magistrato per dir loro, ordinandolo, di cambiarmi struttura,e per questo motivo,avrei dovuto cambiare casa,per andare al padiglione della Ginestra,dove loro stessi mi avrebbero accompagnato in quello stesso momento.Personalmente non mi immaginavo neppure lontanamente dove sarei finito e immaginandomi quella nuova casa un facsimile di questa,mi dissi che tanto, per me un posto valeva l altro.Ma di li a poco,quella mia stessa immaginazione si frantumo`andando a finire in mille pezzi perchè come misi i piedi nella Ginestra,per quel che vidi come primo impatto,mi scombussolo la mente...internamente a quella struttura,allegiava un aria di pura follia,tutto mi dava l impressione di sporco e di caotico...infatti non mi sbagliavo poi di molto,essendo quello il manicomio criminale e in quel medesimo istante rimpiansi la cella del carcere bellinzonese e cominciai a maleddire il giudice Eggenswiller per la fregatura che mi aveva dato...ma ormai volente o nolente,avrei dovuto rimanerci e non ci potevo far niente,almeno per quel momento...fortunatamente mi piazzarone in condivisione di camera con una persona abbastanza sana e tranquilla,secondo il parere degli infermieri, perchè aveva poi solo truccidato moglie e amante a colpi di fucile...Quei miei primi giorni,non sapendo bene a cosa attenermi e come comportarmi con gli altri pazienti,furono terribili.Per questo motivo impiegavo il mio tempo ad osservare ogni minimo particolare con molta cura,recepivo questo come un fattore di sopravvivenza,la mia stessa sopravvivenza.Con molta cura mi annotavo nella mente pure i particolari che sembravano piu`insignificant,come l orario di certi pazienti quando venivano sedatti,quando avevano dei momenti di crisi,il comportamento stesso degli infermieri guardiani,le loro reazioni e cosi`via....c era la persona che ogni tot. tempo si metteva a cantare come un gallo,quello che scriveva su rotoli da carta di cesso poi buttava tutto nella tazza del water e dopo aver tirato l acqua allo sciaquone, si metteva a ballare,perchè aveva inviato posta a dio,per come diceva lui...poi c era quello che chiedeva sempre un martello,perchè aveva il desiderio di prendere a martellate delle persone,infatti il suo reato era proprio perchè su un vagone del treno aveva preso a martellate sul cranio diversi passeggeri ferrendoli gravemente...poi c era pure la persona che ogni volta che si mangiava,alla tavola comune,sempre sotto l attenzione di sguardo vigile da parte degli infermieri,si riempiva la bocca di cibo per poi rivomitarlo complettamente sul tavolo e, molte volte quel fatto mi tagliava complettamente l appetitto...inoltre c erano pure i cosidetti bambini,chiamati a quel modo perchè erano persone complettamente mongole e talvolta pure con aspetto fisico totalmente defformato...tutte quelle persone,a parte i cosidetti bambini, avevano tutti in comune dei delitti efferati e abominevoli...mi sentivo veramente ben circondatoe devo premettere che in quel periodo,per l età di sedici anni,non avevo di certo muscoli alla Swarzzeneger e io, in paragone a quelle persone,mi sentivo quasi come una formica sotto la zampa di un cane....Ma alcuni giorni dopo,essendomi ormai abbittuato a quell ambiente,interagii con l ambiente medesimo,capendo lo status di ogni singolo paziente,mi lasciai trasportare dalla corrente medesima e per ogni singola persona mi riusci di connettermi con lui ed entrare in empatia,cosi in poco tempo me li amicai tutti quanti e tutti reaggivano bene,pure con i bambini molto spesso rimpiazzavo gli infermieri stessi,in maniera tale che mi riuscii pure con quelli a entrare empaticamente in loro e si affezzionarono a me in tal modo che alle volte divenivano pure rotture di scattole,soprattutto nei momenti che sentivo il bisogno di rimanere solo e tutto questo,l avevo preso come un piacere personale che mi aiutava a trascorrere il mio tempo,senza farmi rendere conto del posto cui mi trovavo e senza farmi maleddire troppo il giudice per dove mi aveva sistemato.Probabilmente lui mi aveva fatto sistemare in quel posto come punizione severa per il mio reato e io avevo rovesciato le carte in tavola e stavo facendo divenire quel posto come un paradiso di affetto e tranquillità,anzi avevo portato tutte quelle persone a collaborare in una costruzione manuale per un presepe di natale,con carta pesta che si poteva avere a disposizione...pure il direttore dell intero centro era venuto personalmente a ringraziarmi e congratularsi con me,perchè per il primo anno, da quando era aperta quella struttura del manicomio criminale,ero riuscito a far vincere per la prima volta,il concorso per il miglior presepe dell anno.
Certo che in quel posto non sempre furono fiori,con i pazienti non avevo proprio nessun problema ma con gli infermeiri li`,la storia cambiava un pochino,un paio di loro mi avevano preso di mira,non so`perchè,forse gelosia o altro o forse tutto semplicemente perchè avevo l abbittudine di dire sempre quello che pensavo,giusto o sbagliato che fosse e molto probabilmente per quelle persone questo non andava loro,troppo a genio,ma ormai ero fatto cosi e non ci potevo far nulla...ma intanto il tempo trascorreva e risultati della perizia nisba,telefonai pure al magistrato dei minorenni per avere notizie,ma questo rimaneva solo sul vago,prendendo centomila scuse e dove si capiva perfettamente che in fin dei conti erano poi solo scuse,trascorse il primo mese,poi il secondo ed infine il terzo e come inizio il quarto,cominciai seriamente a scazzarmi da quel suo tiramolla pieno di menzogne,per questo motivo decisi di inscenare una provocazione,tanto da attirare l attenzione e far smuovere un po`le acque,mi scelsi l infermiere piu`grosso,tra i due che mi avevano preso di mira e spintonandolo lo fecci cadere a terra sul pavimento,per poi saltargli sopra con le ginocchia.A questa mia azione,da parte degli altri infermieri ci fu una reazione rapida,i quali mi piombarono addosso in quattro o cinque e subbentro un vero parapiglia,alla fine riuscirono a tenermi,mentre uno mi siringava con una dose massicia di Largatil...poi non ricordai niente perchè mi addormentai immediatamente,risvegliandomi un paio di giorni dopo legato come un salame in un letto di contenzione,con cinture alle caviglie,alle mani ed allo stomaco,per mangiare all innizio volevano farmi passare un tubo in bocca per farlo finire nello stomaco che poi con una specie di imbutto contenitore,avrebbero versato una specie di amalgama a base di latte e non so`quale altra porcheria,per renderlo vitaminizzato,come dicevano loro,cosi mi avrebbero nutrito,solo il loro unico problema era che possedevo una buona dentatura e molto solida e,ogni qualvolta che cercavano di infilarmi in bocca quel maledetto tubo,io lo spezzavo.Per finire optarono di farmelo passare attraverso il naso e purtroppo in quello ci riuscirono perfettamente e non potei fare niente,dovetti subire mio malgrado,come pure dovetti subirmi un catetere per pisciare.trascorsi piu`di un mese in quel letto di contenzione fino che mi liberarono,pero due giorni dopo la mia liberazione dal letto,il magistrato dei minorenni venne da me e mi promise che ancora alcune settimane al massimo,mi avrebbe fatto trasferire in un carcere minorile,subito dopo aver eseguito il mio processo, avvenuto poi in un aula a porte chiuse,dato che ero minorenne.Venni condannato alla pena di due anni,dato che la legge non consentiva di condannarmi piu di quel tanto,mentre gli altri furono condannati a varie pene,a seconda delle loro responsabilita,chi a due, chi a tre e cosi via di seguito e il mio coinputato per la rapina e l omicidio al pensionato,venne condannato a una pena di quindici anni,dove per seguito con il terzo di sconto per buona condotta ne avrebbe poi fatto solo dieci,mentre la proprietaria del bar che serviva alcolici venne condannata a una multa pecunaria, molto salata e perse la licenza del bar...In totale io,al manicomio criminale della Ginestra,al posto di trascorervi solo un mese come prestabilito,ne trascorsi sei,per poi essere in seguito trasportato in treno,dalla polizia alla mia nuova dimora,il carcere minorile del Tessenberg,nel Giura Bernese...ma qui subbentra un altra storia....
Dalla polizia Ticinese venni accompagnato in treno,fino al paese di Ligerz,dove c erano due educatori con il loro furgone ad attendermi,per trasferirmi per seguito al carcere minorile del Tessenberg.I due,Helfer e Giauque,dopo le presentazioni,mi feccero salire sul loro furgone con fare molto gentile che si differenziava molto,dal tipico fare della polizia,mentre loro si soffermarono a discuttere con la polizia e smaltire le pratiche burocratiche di consegna,parlarono concitatamente tra di loro,anche se personalmente non capivo una sola parola in quel che si raccontavano,dato che l unico idioma che all epoca conoscevo,era l italiano mentre in quella regione,si parlava sia il tedesco,sia il francese.L unico che parlava un po`di italiano era Helfer,il quale bene o male,poteva comunicare un po`con me,per spiegarmi le loro regole e le regole di quel carcere per minori.Durante il viaggio di trasferimento,vedevo e sentivo i due educatori che discuttevano tra di loro animatamente,parlando del mio caso,personalmente non capivo una sola parola per quello che dicevano,ma recepii che Giauque,il piu`giovane dei due,teneva la mia parte e criticava i modi del sistema ticinese,nei miei confronti,dato che mi avevano trasferito in un posto,a parer suo complettamente innadato per un ragazzo come me.Queste sue parole non le capii,dato che non conoscevo l idioma,ma le recepii nella mente come se fosse stata una traduzione...in effetti su quella mia sensazione non mi sbagliai per nulla,dato che mesi piu`tardi ne ebbi la conferma,in effetti tutt ora con Giauque siamo ancora buoni amici e spesso ci sentiamo.Al mio arrivo al Tessenberg,il mio primo impatto vedendo quell enorme costruzione di tipo medievale che assomigliava ad un castello,la mia prima sensazione fu di totale smarrimento,per me quel posto che avrei dovuto stare per due anni,mi dava quasi come una sensazione di angoscia...sentivo che in quel posto,avrei avuto tante altre battaglie da dover affrontare e la mia prima,sarebbe stata proprio quella di poter comunicare....Fortunatamente ero un ragazzo dalle capacità di apprendimento veloce,dato che ero sempre stato un buon osservatore e soprattutto un buon ascoltatore,cosi`tempo sei mesi,parlavo correttamente sia il francese,sia il tedesco,inoltre ebbi modo di inniziare e complettare un nuovo apprendistato,quello dell imbianchino...ma non mi soffermai solo a questo,dato che ogni corso di apprendimento che potevo fare,nè approffittavo fino in fondo e devo dire che avevo molto piacere a farlo...durante i fine settimana o alla sera dopo il lavoro regolare di apprendistato,lavoravo sia alle cucine,sia alle fattorie con cavalli e altro genere di bestiame,facevo pure corsi supplementari sia di pittura artistica che di apprendimento alla lavorazione degli smalti...dopo sette mesi di quella mia permanenza mi fecci un mucchio di amici pure tra il personale del carcere,i quali a loro volta mi ripagavano invitandomi nelle loro case in privato o facendomi fare lavori extra al villagio di Prêles,dove la maggior parte di essi abitava,dato che distava solo 3 Km.dal carcere,ma la persona cui ero piu`affezionato come amico era proprio Giauque,il quale molte volte mi faceva dormire pure a casa assieme alla famiglia...a parole povere tra tutta quella gente, mi ero fatto una buona nomea di reputazione e la gente mi voleva bene.Pure tra altri carcerati,a parte alcuni i quali erano veramente come si suol dire dei veri Figli di Puttana e non ero il solo a pensarla a quella maniera,avevo perfettamente un buon fiiling e si andava daccordo, a parte alle volte qualche piccolo screzio in fatto di oppinioni di vedute diversificate,ma nulla di grave.L unico dirigente di quel carcere cui non andavo nella maniera piu`assoluta, daccordo,era il vice direttore Bieri,dato che come persona era un falso,ma la cosa era reciproca pure per lui,dato che mi divenne un accerrimo nemico....Trascorsi il mio tempo di condanna,facendo tutto quello che dovevo fare,fino alla fine della pena ordinata dal Tribunale Ticinese,dove in quel periodo di tempo,acquisivo nozioni e altre conoscenze,poi in teoria al mio compimento del diciottesimo anno,attendevo l apertura ufficiale delle porte...ma questo tardava a venire ed io non capivo il motivo...chiesi spiegazioni a chi di dovere,ma ricevevo solo risposte mefficlue e vaghe e pure il magistratto dei minorenni non parlava mai con chiarezza e personalmente questa sittuazione non mi andava giu`per niente,per questo motivo decisi di passare al contrattacco....
La mia prima mossa fu quella di chiedere un colloquio al direttore del carcere,il signor Gutner,il quale non tardo`nel ricevermi...nel suo ufficio vi trovai pure il suo vice,il quale già per eutonomasia era il mio peggior nemico e,vedendolo già con quel suo sorriso sarcastico sulle labbra,quasi volesse farmi capire che Lui Era il Potere personificato,mi dette enormemente fastidio,ma daltro canto questo mi incito`maggiormente nel prepararmi a tener testa a questo medesimo potere istituzionale che loro rappresentavano...mi sentivo un po`come Davide contro Golia...senza tanti preamboli,parlando direttamente con il direttore,chiesi la ragione di quel loro comportamento,come chiesi pure loro per una volta tanto di essere chiari per i motivi di quella mia detenzione supplementare,dato che io avevo accompiuto nel miglior modo possibile la condanna assegnatami dal tribunale,perchè in caso contrario,quella medesima sera,io me ne sarei andato da quel carcere,scappando...a quelle mie parole si misero a ridere entrambi,sottolineando che se avessi dovuto farlo,la polizia medesima,mi avrebbe ripreso immediatamente e, come tutta risposta per il resto,mi dissero che li`,commandavano loro ed io avrei dovuto,volente o nolente,accettare quelle loro imposizioni...queste loro risposte per me significava a dimostrarmi solo un ulteriore Arroganza del Potere Statale medesimo...e presi queste loro affermazioni come una vera e propria sfida...Infatti quella medesima notte,uscendo da una finestrella,dopo l ultimo controllo della cella da parte del sorvegliante notturno,il quale daltronde era sempre ubriaco fradicio durante il suo sevizio,scesi attraverso un tubo di grondaia per calarmi fino a terra e poter prendere la via dei campi per la mia fuga...Prima di andarmene avevo installato nella branda della mia cella,una specie di manichino,sotto le coperte,in modo che desse l apparenza che nel letto vi fosse ancora la persona...tanto sapevo che dopo un ora,quando il sorvegliante sarebbe ripassato per il controllo,a parte che sarebbe stato ancora piu`ubriaco,avrebbe guardato solo in modo molto superficiale,perchè come mi dissi,in fin dei conti quella persona faceva il suo lavoro solo per guadagnarsi i soldi della paga alla fine del mese e non certo con coscienza e responsabilità per il suo medesimo lavoro...infatti in questa mia visione,non mi sbagliai assolutamente,dato che della mia fuga si accorsero solo il mattino successivo all arrivo degli educatori...Durante tutta quella notte ebbi il tempo di attraversare i campi per inoltrarmi nel bosco ed arrivare al paese di Prêles,per poi discendere lungo il percorso della funicolare che la notte non era in funzione e raggiungere Ligerz,,,in autostop,raggiunsi la città di Bienne e alla stazione ferroviaria,salii su un treno in direzione di Friburgo,per poi sempre in autostop raggiungere il paese di Orsonnens,dove vi era una comunità gestita da Hervè e Marilise,un indirizzo datomi da un altro mio amico carcerato,il quale conosceva bene il posto,dato che lui medesimo vi era già stato e, le persone che vi abitavano erano molto solidali per le giuste cause di noi giovani....su quello aveva perfettamente ragione dato che potei constatarlo di persona perchè,dopo aver spiegato il mio caso a Herve e Marilise con tutta sincerità,senza ommettere nulla,immediatamente si feccero in quattro per trasferirmi altrove,dove sarei stato piu`al sicuro e,per questo motivo,mi condussero dalla famiglia di Guy Pasquier,loro personali amici,i quali erano contadini e gestivano una fattoria...Queste brave persone,si feccero in quattro per accogliermi bene e farmi sentire a mio agio come fossi uno dei loro figli e,questo mi dette maggior input a mai Tradire la loro fiducia accordatami,dato che ero perfettamente consapevole dei rischi che si assumevano nei miei confronti,dando riffuggio ad un evaso come me,sapevo che la Legge per casi simili era abbastanza dura e loro,stavano arrischiando grosso,per uno che manco conoscevano...In quel periodo di tempo che rimasi presso di loro,divenimmo amici nel vero senso della parola e io mi facevo in quattro per aiutarli nei loro lavori di fattoria,occupandomi del loro bestiame e devo dire francamente che tutto questo mi piaceva enormemente,come pure mi piaceva molto quel loro medesimo ambiente famigliare che rappresentava la serenità personificata e la cosa era reciproca dato che pure loro avevano appreso a benvolermi,senza alcuna distinzione dai loro medesimi figli...In quella famiglia ed in quel sistema famigliare,avrei potuto rimanervi una vita intera,come clandestino senza mai farmi reperire dalle autorità,ma il mio obbiettivo era quello di regolarizzare la mia sittuazione in seno all istituzione medesima ed ottenere giustizia per il mio caso,ed è per questo motivo che dopo alcune settimane,contattai il direttore del carcere telefonicamente e,quasi in tono di sfida dissi a lui che ero sempre in attesa che la sua polizia,mi arrestasse...dicendo questo in modo molto sarcastico e,credo che in quel momento sia lui,sia il suo vice,non ridessero piu`tanto,dato che dopo averli avvisati francamente delle mie intenzioni,li avevo pure beffati con la riuscita della mia evasione....Il direttore mi consiglio`di ritornare,promettendomi e giurandomi che le cose sarebbero andate a posto e avrei ottenuto cio che era mio diritto,solo che al mio ritorno,avrei dovuto sottostare ad almeno dieci giorni di cella di rigore per la mia evasione,dato che era la regola del carcere e questo serviva soprattutto per loro,per non dare l immagine agli altri detenuti di debolezza del loro potere...dopo aver ottenuto la solenne promessa da parte del direttore che avrei ottenuto soddisfazione legale,accettai di ritornare dicendogli che entro una settimana,sarei ritornato da solo al carcere e accettavo pure la condizione di farmi dieci giorni di cella di rigore....Quando lasciai la famiglia Pasquier,la loro commozione nei miei confronti,fu molto grande,gli abbracci ed i baci da parte dei loro membri,non finivano mai e quelle persone avevano le lacrime agli occhi,per quella mia partenza,ma comunque rispettarono la mia decisione dato che io,pensavo fosse la cosa piu`giusta da farsi in quel momento...francamente per tutte quelle loro emanazioni di puro e sincero affetto,pure io mi sentivo un nodo alla gola,tanto che quando Guy mi porse del denaro per pagarmi del lavoro svolto in fattoria,non lo accettai assolutamente,perchè in quel periodo trascorso con loro,mi avevano dato molto di piu`che non era paragonabile assolutamente a del volgare denaro,ma promisi loro che se Dio voleva,sarei ritornato piu`che volentieri da loro,non appena sistemate le mie facende legali...per quel mio tragitto di ritorno al carcere,Marilise medesima mi accompagno fino al luogo in auto e la sera medesima,puntuale come un orologio svizzero,mi trovavo nell ufficio del direttore il quale si trovava pure il suo vice e,in quel momento i due non ridevano piu`,ma avevano solo una grande rabbia in corpo per questo mio affronto al loro stesso potere,mentre io ero del tutto sereno...come uscii dal loro ufficio,di buon grado presi gli abiti che venivano dati a colloro che finivano in cella di rigore,per indossarli e seguii il guardiano,fino all ultimo piano dello stabile,dove erano sistemate le celle...celle dove vi era un materasso sul pavimento con un unica coperta e non vi era alcuna sorta di servizi igienici a parte un pitale per i propri bisogni e dove solo al mattino si poteva vuotare,quando il guardiano apriva la porta per dieci minuti,in modo tale che si poteva andare al lavandino,dove scorreva solo acqua fredda,per poterci lavare e prendere il cibo già sistemato su dei vassoi singoli per ogni detenuto,per poi ritornare immediatamente in cella,dove a parte la nostra medesima solitudine,non si aveva null altro nè tantomeno sigarette o libri per aiutarci a trascorrere il nostro tempo,dato che simili celle erano delle punizioni sopra le punizioni,per tenerci isolati complettamente dal mondo comune....Quei dieci giorni in un totale isolamento,li trascorsi serenamente pur trovando il tempo molto lungo e questo mi aiuto molto il fatto che ero riuscito ad ottenere e raggiungere l obbiettivo preffissatomi,quello di ottenere giustizia,verso una regola istituzionale solo molto arrogante del loro potere stesso che credevano di avere.....
All uscita dalla cella di rigore,ritornai nella mia vecchia cella riprendendo il ritmo quottidiano dei miei doveri,senza alcuna obbiezzione da parte mia,dato che il medesimo direttore,mi aveva garantito che si stava occupando allacramente del mio caso ma ,sarebbero occorse alcune settimane per sistemare deffinitivamente le pratiche burocratiche e personalmente sapendo come funzionava la burocrazia svizzera,un totale schiffo,e non certo a ritmo di perfezione cronometrica come i loro stessi orologi,pazientemente attesi quel lasso di tempo prefissato da loro...Finalmente arrivo`il momento che il direttore mi interpello`nel suo ufficio,il quale era sempre in compagnia del suo vice,dandomi l impressione che entrambi,erano culo e camicia...ma al limite questi erano problemi loro e non certo i miei...dicendomi che il magistrato dei minorenni Ticinesi,non era daccordo per la mia liberazione,ma loro erano disposti a fare un compromesso con me,mi avrebbero dato un alloggio in paese,dove avrei potuto viverci,mentre durante il giorno avrei dovuto ritornare al carcere a lavorare e la sera e durante i fine settimana,potevo rimanere tranquillo in quell allogio e sentirmi libero,pur rispettando sempre il regolamento carcerario...personalmente quell idea non mi andava assolutamente a genio,dato che non vedevo assolutamente alcuna differenza tra il rimanere in carcere o avere un allogio in paese,dato che pure in carcere,durante i fine settimana,li trascorrevo come congedo fuori,passandoli in compagnia della mia ragazza che mi ero fatto in paese o, dell altra mia ragazza che avevo alla Neuveville,dove tra le due ero ancora molto indeciso,quale tenermi come fissa,dato che entrambe le ragazze mi piacevano e le frequentavo entrambe a scadenza di turni...bèh,ma questa è un altra storia...Per cercare di guadagnare tempo,non detti alcuna risposta precisa al direttore,ma dissi di accordarmi del tempo di riflessione,anche se nella mia testa avevo la decisione pronta,dato che constatai che loro tutto semplicemente avevano bluffato con me,faccendomi credere una cosa per un altra,ma in realtà volevano sempre mantenere quel loro potere istituzionale ed avere il pieno controllo per ogni sittuazione su di me e, questo per me era un affronto e non mi andava assolutamente a genio...e in quel momento sentii in me,come una nuova sfida da parte dello stato arrogante,il quale voleva mantenere il pieno controllo su ogni cosa e su tutti,ettichettandoci come schiavi e premetto che questo è tipico svizzero,dove varie istituzioni,sia politiche che altre,si ingrassano sulle spalle del popolo,ormai schiavo e succube di quel sistema creatosi da una forma di politica deprimente e arrogante dove con abili manipolazioni di propaganda mentale,daltronde molto menzognera,a optato la capacità nella gente di poter riflettere con la loro testa, ma soprattutto a optato la capacità del corraggio nelle persone medesime,in maniera tale che anche se vedono che qualcosa non funziona, si lamentano ma non fanno niente per cambiare quella medesima sittuazione,già da scuola imbastiscono la testa dei ragazzi in una forma di condizionamento prestabilito,come fosse un lavaggio del cervello,facendo credere ancora loro che la storia di Guglielmo Tell,il quale l hanno pure preso come simbolo Svizzero,per inculcare una forma di Amor Patrio complettamente fasulla,dato che Guglielmo Tell,pure se hanno costruito una statua in suo onore è poi solo una leggenda e daltronde nemmeno svizzera,dato che è stata copiata da una leggenda dei paesi nordici, e tutto questo la vera storia lo conferma,come conferma pure tante altre cose che in questo momento non voglio star qui a ellencare dato che sono troppe...a parole povere storie fasulle per un popolo di fasulli credo sia tutto dire...In quei miei giorni di sia dicendo riflessione,li trascorsi a organizzarmi per una mia prossima evasione e questa volta quella che sarebbe divenuta deffinitiva,senza tuttavia non dimenticandomi di sistemare le cose con le mie due fidanzate,spiegando loro singolarmente, i motivi perchè le avrei lasciate e me ne sarei andato dalla Svizzera...l unica cosa che entrambe concordavano era quella che trovavano complettamente assurdo quella mia idea di mettermi contro a una istituzione,potente come lo stato,ma ormai per me era divenuta una forma di malattia,piu`le sfide erano grandi,difficili e pericolose,piu`mi sentivo incittato al combattimento...e credo che questo pure lo Stato Svizzero con le sue varie istituzioni, l abbia capito,dato che nel corso degli anni,varie volte li ho umiliati a diverse riprese e sotto vari aspetti,uscendone complettamente vincitore,tanto da mai dover piegare le ginocchia davanti a loro o accettare compromessi di sorta...L ho sempre detto e ripetuto che le mie ginocchia le piego solo per Dio e non certo per loro e nessun altro essere vivente che mangia e beve e va al cesso,come me,e i miei pantaloni non li calo proprio davanti a nessuno,salvo se non lo decido io...solo la morte puo`fermarmi davanti a questi miei propri principi,anche se purtroppo,per come mi dico,quella tarda a venire...e devo continuare a vivere.Sapevo che in questa sfida sarei incorso in grandi difficolta da dover affrontare,ma ero disposto all estremo sacrificio e a qualunque genere di tribolazione,ma cedere mai e poi mai,preferivo la mia Dignità dell essere,basandomi sul mio stesso corraggio,anche se molte volte questo rasentava la pura follia dell estremo....
Quando mi sentivo pronto,ritornai nell ufficio del direttore per dare la mia risposta,la quale immancabilmente fu negativa,dato che non ero disposto a fare compromessi di alcun genere,anzi lo avvisai che questa volta,me ne sarei andato deffinitivamente...l unica sua mossa stupida,fu quella di ordinare di sequestrarmi scarpe e vestiti e rimasi solo con i vestiti che avevo indosso,un paio di jeans,canottiera e camicia e un paio di basket come scarpe,senza nemmeno un giubboto...questa sua reazione provvocatoria,mi incito`maggiormente a non ritornare sulla mia decisione e di evadere il prima possibile...o vita o morte...infatti due giorni dopo,avevo ripreso la strada dei campi,a prescindere dal freddo che provavo causa la mancanza di abiti adeguati.Verso serata del giorno seguente mi trovavo già a Ginevra,viaggio fatto in autostop a diverse riprese,pure per la mancanza di denaro a parte un po`di moneta spicciola che mi avevano lasciato per le sigarette su ordine della medesima direzione del carcere....A Ginevra cercai in vari modi di trovarmi una cartina geografica del luogo,tanto da poter individuare una frontiera,senza spendere nulla e per fare questo,entrai in una cartoleria del luogo chiedendo una carta geografica della zona,dato che ero intenzionato a comperare,solo dovevo vedere bene quale acquistare e quale era piu`facente al mio caso dovendo fare una ricerca per la scuola.....il gerente mi propose diversi tipi di cartine ed io con apparenza molto disinvolta,fingendo di guardarle internamente,memorizzavo i dettagli della cartina e quando trovai il posto che piu`mi si addiceva,per poter attraversare la frontiera,chiesi scusa per il disturbo arrecato al gerente, dato che non avevo trovato nulla di adatto e me ne andai....Verso serata,sempre in autostop,raggiunsi la frontiera di montagna della La Cure,la quale era molto isolata e, non avendo alcuna sorta di documento con me,un Km.prima della dogana,cominciai a risalire il pendio della montagna...Arrivai sulla cima a tarda notte ed in piu`aveva cominciato una buffera di neve e vento gelido,io in camicia e jeans,stavo letteralmente gelando,battevo i denti dal freddo che sembrava una scarica di mitragliatrice in continuo e tremavo di continuo...il peggio della storia era che dovetti fermarmi,dato che non vedendo nulla,non sapevo se stavo andando in direzione della Svizzera o se andavo in direzione della Francia,,,cercai un piccolo affranto,tanto per ripararmi un po`e soprattutto cercavo di non lasciarmi pervadere dal sonno e di rimanere sveglio...sapevo che se mi addormentavo quasi certamente non mi sarei piu`risvegliato...in quel freddo gelido trascorsi ore veramente terribili e interminabili,di continuo maleddivo il giudice e tutti gli svizzeri col loro sistema di merda e le loro stesse istituzioni,ripromettendomi che ad ogni occasione,l avrei fatta pagare a caro prezzo,quei terribili momenti che stavo passando in quel momento....fortunatamente,tra varie imprecazioni mi riuscii di tirrare fino all alba,quando la buffera si placco`e potevo vedere la strada da percorrere e verso pomeriggio inoltrato,piu`morto che vivo arrivai in pianura in territorio francese,da li`trovai la strada principale e ricominciai con l autostop e verso serata riusci a raggiungere la periferia di Lyon...ormai ero in ballo e dovevo ballare,pur essendo stanco morto e affamato come non so che,ma tutto questo non mi importava,il mio obbiettivo in quel momento era di raggiungere Parigi,con il moto di costi quel che costi che anche se avrei dovuto arrivarci strisciando sulle ginocchia, sicuramente ci sarei arrivato...
Purtroppo da Lyon a Parigi,la strada era ancora lunga e,non sempre avevo la fortuna di trovare delle auto che mi davano un passaggio e nel contempo i morsi della fame si facevano sempre piu`lancinanti,tanto da proccurarmi dei crampi allo stomaco,inoltre con barba lunga e vestiti sporchi,in quel momento mi sentivo piu`un barbone che un essere umano,senza contare la stanchezza fisica ed il freddo che avevo indosso...dovevo assolutamente trovare una soluzione,anche se non sapevo ancora cosa,dato che non conoscevo assolutamente la regione...ma quasi per miracolo,sulla strada che stavo percorrendo a piedi in quel momento,notai una villa,la quale mi dava l impressione di essere vuota...per diverse ore la tenni d occhio e come constatai che c era via libera,forzando una finestra,entrai al suo interno,,,in quel momento per me fu una vera pacchia,dato che trovai cibo,doccia e potei perfino farmi la barba,ebbi pure la fortuna di trovarmi un giubbotto che mi calzava a pennello,facendo le cose con calma,cercando di fare meno danni possibili,dato che non volevo troppo infierire,visto che il mio scopo primario era esclusivamente il cibo e avevo già avuto pure la fortuna del giubbotto,dopo essermi lavato,ripulii il bagno per bene,misi del cibo in una borsa trovata in casa e quato, quato ritornai all esterno...volevo inoltre evitare magari di farmi sorprendere dal proprietario,dato che sarebbero potute subbentrare delle conseguenze e magari pure gravi,come effetti collaterali...e assolutamente volevo evitare ogni forma di violenza,salvo se non neccessaria....percorsi ancora qualche Km a piedi per inoltrarmi in una stradina sterrata,con il sacco contenente il cibo tanto da allontanarmi un po`dalla villa e inoltre volevo trovare un posto al riparo da occhi indiscretti,per evitare che delle persone potessero notarmi,per permettermi di dormire qualche ora e poter cosi`recuperare fisicamente...per qualche giorno ancora continuai con il medesimo sistema,durante la strada,poi in fine trovai un auto che andava direttamente fino a Parigi e quello per me fu un ennesimo miracolo,dato che entrai in empatia pure con Patrice Kobis,cosi si chiamava l autista,divenendo amici...infatti anni piu tardi lo ritrovai a Sevres ... divenimmo, per le nostre stesse conversazion, avute durante il tragitto, del viaggio in auto, amici e, quando mi scarico alla Gare de Lyon a Parigi,oltre a darmi il suo indirizzo,mi regalo `pure alcune centinaia di franchi francesi,che all epoca avevano il loro valore...in quel momento,nel accettarli mi sentivo complettamente a disagio e mi ripromisi di ritornarli non appena possibile,ma lui non dette peso a quelle mie parole,dicendomi di non preoccuparmi per questo, lui poteva permetterselo,anzi la cosa che mi colpii molto fu quando mi disse che se un giorno mi sarebbe capita, pure a me la medesima sittuazione ,di ripetere quel suo gesto verso un altra persona e questo mi commosse molto..Infine dopo poco piu`di dieci giorni di viaggio,Giunsi a Parigi, ma ora mi si poneva davanti un altro grosso problema...fino li`vi ero arrivato,ma ora cosa avrei fatto in questa Grande città che non conoscevo assolutamente,con poche centinaia di franchi in tasca,senza alcun documento?...casualmente gli occhi si puntarono su un manifesto affisso in una bacheca,come cartellone pubblicitario,dove c era scritto sotto la testa di un legionario...Volete Un Avvenire Sicuro?Arruolatevi ora nella Legione Straniera (Beninteso stava scritto in francese),poi vi erano i dati completi dell indirizzo...considerai quel manifesto come un segno del destino e mi dissi ecco la mia prossima tappa....
Annotando l indirizzo su un foglietto di carta,seguii quelle medesime indicazioni,,,metropolitana,treno e dopo alcune ore trascorse in viaggio,arrivai a Nogent Sur Marne,una grande periferia di Parigi...per me quell ambiente cittadino era complettamente del tutto nuovo...trovavo tutto grande,tutto spazioso e molto piu`ampio,a differenza dell ambiente svizzero dove al suo confronto era tutto miniaturizzato e,francamente questo mi spaventava un po ma,contemporaneamente mi affascinava,attirando la mia totale attenzione e il mio stesso essere nè subblimava, a differenza di tanti altri posti svizzeri conosciuti in precedenza,dove mi sentivo come un pesce fuor d acqua....ormai si era fatto tardo pomeriggio e sentendo i morsi della fame,il primo bar che trovai sulla strada,mi ci infilai dentro,cosi`oltre a un panino mi fecci dare pure delle indicazioni su come arrivare al posto di arruolamento della Legione Straniera,il quale mi venne indicato molto scrupolosamente dal barista medesimo,dandomi delle indicazioni piu`precise su come arrivarci...Erano circa le venti,quando giunsi in una piazza,dove al centro vi era un unico albero contornato da panchine,mentre in faccia di quella medesima piazza,si ergeva una struttura tipo castello con un portone per accedervi,dove all esterno medesimo di quel portone vi stava una garrita, dove al suo interno vi era sistemato, un Leggionario di sentinella....notai subito un grande stemma,il quale aveva i medesimi colori della bandiera italiana a parte la scritta,all interno dello stendardo medesimo che diceva Legio...Patria...Nostra e al suo centro vi era una granata disegnata e,questo lo notai bene pur essendo notte e rischiarato solo da alcuni lampioni...Tutta quella struttura militare...tutto quell andirivieni di legionari che entravano ed uscivano da quella battista,per andare non so dove,pur affascinandomi,mi immetteva pure un senso di irrequietezza...daltronde sulla legione straniera,non sapevo gran che,a parte qualche film che avevo visto alla televisione o qualche libro che mi era capitato di leggere,veramente non sapevo assolutamente nulla...in quel momento mi sentivo molto indeciso,pensando se quel mio ulteriore passo che stavo per compiere, fosse stata veramente la cosa giusta da fare...in quei miei pensieri rimasi assorto per altre diverse ore,seduto su una panchina vicino all albero,dove potevo permettermi di tenere sotto controllo,oltre l andirivieni delle persone nella piazza,pure il portone del forte dove vi era sempre la sentinella di guardia...spesso,dei legionari che rientravano da congedi,o permissioni di libera uscita,prima di rientrare al forte,si fermavano a chiaccherare con me,dove io, in quei momenti,cercavo di carpire loro il maggior numero di informazioni,sulla vita della legione stessa...non sempre i loro pareri erano concordanti,ma l unica cosa che avevano in comune, era proprio quella dove tutti quanti,mi consigliavano di arruolarmi...Forse fu quello,o forse fu il fascino delle loro uniformi o forse fu il ricordo dei film visti,dove tutti dimostravano di avere grande corraggio che pure io,prendendo coraggio a due mani,in quel momento,mi riuscii di scollare il culo dalla panchina per avviarmi verso il forte....come giunsi vicino alla sentinella,senza che io,ebbi il tempo di aprire bocca,quella mi disse...Finalmente ti sei deciso...era da ore che ti stavo a osservare seduto su quella panchina...capita a molti,avendo paura dell ignoto...Certo che quel legionario non sapeva,con quella sua battuta di spirito,quanto avesse azzeccato il punto nei miei confronti,ma tuttavia,per non sentirmi meno,ribadii lui che la cosa era reciproca,dato che pure io,osservavo lui e tutti i suoi comilitoni in quel loro stesso via vai....Essendo quasi l una del mattino e il portone era stato chiuso verso le 23.00,la sentinella con il battente,busso`alcune volte e poco dopo uno sportellino si aprii,lasciando intravvedere un paio di occhi e sentii domandare cosa c era...la sentinella ribadii immediatamente,rispondendo c è un nuovo arruolando,apri...dopo un rumore di catenacci,una porticina a misura di uomo,si aprii nel portone medesimo,lasciando intravvedere la figura di un altro legionario,il quale dopo diverse imprecazioni per l ora tardiva del mio arrivo,mi disse di seguirlo e subito dopo aver ricchiuso quella medesima porticina,dietro alle mie spalle,si porto davanti a me,dicendomi di seguirlo e si incammino`verso una costruzione interna,dove vi stava una scalinata che portava al primo piano...mi condusse attraverso alcuni corridoi per portarmi in un locale dove vi erano diverse brande in letti a castello di due posti dove delle quali,la maggior parte erano già occupate da persone...il militare che mi accompagno`,rischiarando l interno del locale con una torcia,mi indico`una branda vuota,dicendomi di accomodarmi,quasi bisbigliando sotto voce per non disturbare le persone che stavano dormendo,anche se al nostro arrivo,notai alcune teste che si sollevavano dal cuscino,probabilmente per vedere cosa stesse succedendo,per poi ripiombare immediatamente sul medesimo cuscino...non esitai assolutamente ad accettare l invito della branda,dato che avevo giorni di sonno arretrato e dopo aver fatto il letto,con le coperte che si trovavano piegate sulla branda medesima,mi ci infilai sotto dove, non tardai ad addormentarmi....
Causa la stanchezza fisica accumulata in tutti quei giorni passati all addiacio,il mio sonno non fu per niente turbato,essendo questo molto profondo...ma d improvviso mi svegliai di soprassalto...urla bestiali mi avevano svegliato interrompendo d improvviso quel mio stesso bennessere nelle braccia di Morfeo...Era la sveglia mattuttina da parte di un sergente,il quale con una spranga ,passando da branda a branda,ne batteva i bordi delle strutture metalliche...e questo oltre alle sue parole impiegate del tipo...Sveglia figli di puttana...questo non è un convento di suore...qui siamo nella Legione,,,,ecc.ecc...cazzo,mi dissi...dato che avevo l impressione solo di aver dormito qualche ora e in effetti era proprio cosi`,erano poi solo le quattro del mattino...il sergente nelle sue repliche,ordino`dicendo cinque minuti per riordinare le brande ed altri cinque per lavarsi e radersi,poi tutti alla mensa per la colazione,dato che la giornata è ancora lunga...vedevo le persone schizzare velocemente dalle loro brande,per vestirsi e fare quello che dovevano a un ritmo del tutto accellerato ed io li immitai,dopo tutto mi dissi che ormai ero entrato a far parte di un nuovo mondo,di un nuovo sistema e dovevo accettarlo per tale che era...per seguito tutti alla mensa per la colazione,la quale si limitava ad essere tutti in fila indiana come tanti coglioni,per passare davanti a un baldachino uno alla volta ,dove vi era una specie di cuoco che ti dava in mano una ciottola e versava una specie di caffelatte dandoti un paio di fette di pane in mano ed un paio di formaggini triangolari che oltrettutto, bisognava ancora ingurgitare molto velocemente,dato che c era il sergente rompi palle che fissava un tempo ancora, di altri cinque minuti per seguito,andare alla visita di controllo di entrata e poi per finire in fureria a cambiarci d abito,dove qui si era vestiti di tutto punto con uniforme militare,dalla A alla Z...calzini e mutande comprese...Si trascorsero quelle prime tre ore a ritmo di corsa,quasi fossimo Bersaglieri,per seguito doverci presentare in un locale,dove vi erano degli uffici per la firma del contratto...qui il ritmo tra le varie attese,dato che le persone venivano interpellate singolarmente per essere interrogate, sulle loro stesse motivazioni per l arruolamento,era molto rallentato e questo ci permetteva di discuttere tra noi,nuovi arruolandi o Bleau,come eravamo chiamati dai legionari e,contemporaneamente rilassarci mentalmente...Quando venne il mio turno,mi feccero accomodare in una saleta,molto spartana,dove vi era un alto ufficiale seduto alla scrivania,con un caporale al suo fianco,in piedi,il quale teneva in mano un plicco di fogli che porgeva all ufficiale seduto,ogni qualvolta che questo ne facesse ricchiesta...certo l ambiente non era uno tra i piu allegri,ma tantomeno lo erano le persone davanti a me,le quali per porgere le domande,usavano toni da duri,andando subito al sodo senza tanti preamboli....alle loro ricchieste rispondevo pure io, senza tanti preamboli e senza ommettere nulla delle mie motivazioni,come non ommisi nulla neppure del mio proprio passato...Alle mie affermazioni,l ufficiale che stava alla scrivania prendeva annotazioni scrivendo su un foglio di carta,poi come ebbi terminato,l ufficiale diede le sue annotazioni al caporale,passando il foglio nelle sue mani e,questo uscii da una porta per andare non so`dove...trascorsi quasi mezz ora in attesa del suo ritorno e in quel contempo,dato che io stavo divenendo sempre piu`nervoso,l ufficiale probabilmente notando questo mio stato,rabbonii il suo tono di voce e offrendomi una sigaretta mi disse che non avrei dovuto assolutamente preoccuparmi di nulla, dato che la legione è una grande famiglia,avrei cambiato nome e mi sarei riffato una nuova identità,oltre che una nuova reputazione...queste sue parole mi consolarono alquanto e,mentre i nostri discorsi continuavano in tono amicale,ritorno`il caporale,il quale porse in mano un documento all ufficiale che si mise subito a leggerlo con molta attenzione e notavo che mentre lo leggeva,ogni tanto sbuffava e si passava la mano destra nei suoi capelli e,francamente quel suo modo di fare non è che mi rassicurava piu`di quel tanto,ma a ogni buon conto ora potevo solo attendere...Quell attesa non duro`a lungo,dato che come lufficiale termino`la lettura,alzando lo sguardo mi fisso negli occhi dicendomi...lo sai che hai un mandato di cattura tramite Interpool emanato dalla Svizzera,con l accusa di rapina e omicidio??...A quelle sue affermazioni cominciai impreccare contro gli Svizzeri e le loro istituzioni di merda,dicendo non è possibile che abbiano giocato cosi`sporco,dato che la pena della mia condanna l avevo totalmente scontata...e andai immediatamente a pensare che se per caso la polizia francese in tutto quel tempo che mi trovavo sul loro territorio,vedendo un simile mandato,in caso di un interpellazione nei miei confronti,avrebbero potuto benissimo sparare immediatamente,reputandomi una persona pericolosa,dato che certamente non erano a conoscenza dei fatti per come stavano le cose in realtà...ed in quel momento una rabbia pervase tutto il mio essere e trattai gli Svizzeri da Fetenti ,grandi vigliacchi e per primo fu proprio il giudice dei minori,Eggenswiller,il quale ordino`il mandato di cattura...L ufficiale,vedendo quel mio stato di rabbia,mi disse non preoccuparti,firma il contratto e vedrai come inculleremo quei finocchieti di Svizzeri,poi aggiunse un Io ti credo e,questo per noi della legione basta e avvanza...Senza esitare,a quelle sue parole firmai immediatamente il contratto di cinque anni,in triplice copia e assunsi il nuovo nome da legionario di Boldi Fulberto,dove la data di nascita rimaneva invariata...In quel momento avevo un turbinio di pensieri in testa e giurai a me stesso che nella legione avrei cercato di imparare il piu possibile di ogni nozione tecnica,in fatto di guerra e se avessi avuto la fortuna di sopravvivere,quasi sicuramente,l avrei fatta pagare sia allo stato svizzero,sia a tante altre persone di mia conoscenza che lo rappresentavano.....In quel momento della firma di quel contratto,avevo appena compiuto non da tanto i miei 18 anni....


Certo che la Legione non mi deluse,almeno in quel periodo,dato che sotto totale protezione statale francese,fecci ritorno in Svizzera,accompagnato da una persona incaricata del mio caso e,mi presentai al giudice dei minorenni a Lugano...morale della storia,dovette obbligatoriamente farmi levare il mandato di cattura tramite Interpool,ora non voglio star qui a spiegare tutta la trafile dato che sarebbe troppo lunga,ma quello fu un enorme smacco per un istituzione Giudiziara Svizzera e, il giudice medesimo si sentii umiliato,dato che aveva perso su tutta la linea,ma in fin dei conti quello che frego`quell istituzione fu proprio la loro medesima vigliacceria e quella loro bugia.Ritornato in Francia dopo alcuni giorni,ripresi il mio iter da legionario...alcuni mesi a Aubagne,nei pressi di Marsiglia,dove si trovava la caserma Viennot,dove pure inniziarono i primi allenamenti fisici poi per seguito essere smistati in Corsica a ChateauNodary...zona,dove gli allenamenti venivano portati oltre l estremo della medesima resistenza umana,dato che dovevamo divenire delle perfette macchine da guerra,con il classico moto della Legione...O Marcia o Crepa...senza alcuna opzione di alternativa...Li`la nostra stessa personalità doveva essere complettamente distrutta e annientata,non si aveva alcun diritto di pensare,ma solo di ubbidire ed eseguire...o si riusciva o si moriva,nel vero senso della parola...e tutto questo solo per allenamento....riuscii a superare alla grande ogni cosa e cercando di sempre dare del mio meglio nel peggio...Certo che non sapevo che il vero peggio dovesse ancora arrivare,come daltronde molti altri comilitoni,anzi per essere riusciti a superare tutte quelle prove,guadagnandoci il Kepi bianco,fierezza e simbolo della medesima legione straniera e,poterlo indossare,quello ci carico`sia in andrenalina che di orgoglio.Dopo sei mesi venimmo inviati come truppe di sostegno,in protezione all ambasciata Francese di Beirut...in quella città che una volta era considerata la Svizzera del Medio Oriente,si trovavano solo macerie e di tutto e piu`salvo della normalità...Sciiti,Sunniti,cristiani Maroniti dove tutti sparavano a tutti e nessuno sapeva il perchè...Rimasi in quel posto sei mesi,dove azioni,morte e combattimenti di ogni sorta,erano all ordine del giorno...orrorre dopo orrorre,morte dopo morte e di cento quaranta del nostro battaglione,riportammo in Francia 84 casse da morto...in quel periodo ebbi pure molto fortuna,dato che vedevo i miei medesimi commilitoni cadere uno alla volta,mentre io, a parte qualche ferita,salvai la pelle...diverse volte a diverse riprese rimpiansi amaramente quella mia sittuazione di soppravvissuto,perchè con tutti gli orrorri che avevo visto e passato in quel periodo,sinceramente avrei preferito morire...ma probabilmente per come mi dissi,non era giunta ancora la mia ora e quel destino infausto quasi sicuramente mi avrebbe riservato altre sorprese...Cosi`,al ritorno in Francia,per il classico periodo di riposo,come veniva chiamato nella legione,prima di ripartire altrove in altre zone di guerra,venimmo inviati a Marsiglia al Forte Saint Nicolas,dove avremmo potuto riposarci ed avere permissioni di libera uscita,nella medesima città,ogni giorno e in quel periodo avremmo pure dovuto sottostare ad alcune sedute presso uno psichiatra militare,il quale decideva la durata del nostro periodo di riposo....In quel periodo che mi trovavo a Marsiglia,alposto di andare ad ubriacarmi nei bar,come facevano la maggior parte dei miei commilitoni,anche se talvolta ne sentivo il repentino bisogno per bere,tanto da poter dimenticare certi orrorri vissuti in prima persona,preferivo isolarmi nella natura per poter riflettere...Sentivo che ormai la legione non faceva piu`per me,avevo imparato il massimo di tutto cio che bisognava imparare,nozioni tecniche di vario genere,uso delle armi,degli esplosivi ecc.ecc...ma quello che imparai meglio fu proprio il sapore della medesima morte e non mi riusciva a capire la mentalità dei politici che a paroloni,inneggiavano alla vita,ma in fin dei conti inviavano persone a crepare innutilmente solo per la gloria e la vanità medesima di una Nazione...quella cosa, non mi piaceva affatto,in fin dei conti,per come mi dissi se dovevo morire avrei preferito morire per una mia guerra personale in seno alla Giustizia che per dei politici,i quali si rintanavano come tanti topi di fogna,nascondendosi sulle sedie del Potere di un Parlamento,dove vigliaccamente mandavano altri a morire,mentre loro nella loro stessa codardia si ingrassavano come tanti porci,limitandosi a distribuire medaglie a manca e a destra sulle bare,di quelli che la loro vita,l avevano sacrificata su un altare della stupidità e dell arroganza politica...Per questo motivo,presi la soluzione di Disertare da quell esercito sbattendomene altamente per le conseguenze che avrei avuto come effetto collaterale...



Quel periodo,pure nelle mie riflessioni,mi sentivo scombussolato,turbato,avevo dovuto partecipare a diverse missioni,avevo dovuto compiere atti contro il mio stesso volere,solo per un fattore di dovere e di sopravvivenza sul campo di battaglia medesimo,avevo perso amici e commilitoni partiti con morte orrenda,avevo dovuto uccidere per non venir ucciso...per chi?..e per che cosa?...senza nessuna ragione apparente di logica,ma sempre e solo per un arroganza politica,per una vanità di potere,la quale ci aveva scaraventato in quel profondo inferno...ma quale differenza esisteva tra le lacrime di dolore,di una madre nel campo opposto che piangeva la morte dei propri figli,o la madre di uno di noi che versava altrettante lacrime di dolore,per la perdita del proprio?....Tutte queste riflessioni mi condussero ad una sola conclusione,quella di disertare...solo che dovevo cercare di organizzarmi bene,dato che quell atto,nella legione era passibile di fucilazione...nei seguenti giorni,continuai a uscire nelle regolari permissioni,rientrando al forte solo la sera e nel contempo,durante il giorno mi guardavo attorno,girando vari luoghi della città di Marsiglia,soprattutto in quartieri malfamati...ero intenzionato a procurarmi un po`di grana supplementare,per potermene andare il piu`lontano possibile,senza lasciare tracce per la polizia militare...L occasione non tardo`a venire e puntai tutto su una gioielleria di un riccettatore del Milieu,o malavita marsigliese....in effetti la rapinai asportando una sacca di preziosi (pure qua,non voglio spiegare i dettagli organizzativi,dato che non vorrei imitatori) e tutto ando`per il verso dovuto,solo che alcuni giorni piu`tardi,quando stavo per rivendere la merce,sempre nel milieu,sorse un conflitto a fuoco con dei malavitosi e io mi presi una pallottola in pancia....mi risvegliai all ospedale Hotel de Dieu,il quale inoltre,non distava molto lontando dal medesimo forte della legione...avrei dovuto dare troppe spiegazioni a tutti ed è per questo motivo,cogliendo quell occasione che ero ferito,ancora prima di venire operato,scappai dall ospedale per raggiungere la Gare Saint Chales,la stazione ferroviaria di Marsiglia e sul primo treno in direzione Parigi,vi salii...durante tutto il viaggio,stavo male fisicamente causa la ferita e mentalmente cercavo di resistere al dolore,come mentalmente mi forzavo al massimo di darmi un contegno,non volendo far notare a nessuno quel mio stato e,all arrivo a Parigi,dopo ore di treno,talvolta mezzo in coma per dei mancamenti dovuti a sbalzi di pressione per perdita di sangue dove fortunatamente mi riuscii sempre a bloccare con tovaglioli o altro che trovavo nelle toilette del treno e senza tirare troppo l attenzione delle persone,causa pure i vestiti che talvolta si macchiavano,vestiti che avevo rubato all ospedale per poter scappare,ebbi in me un senso di sollievo.Come il treno si fermo`alla stazione ,la Gare de Lyon,quando scesi dallo scompartimento del vagone ferroviario,sentivo una totale debolezza in corpo e mi resi conto che barcollavo come un ubbriaco,la mia sola fortuna in quel momento era che la calca della folla era molta e costante,dove tutti correvano che nessuno ci faceva caso al mio stato...Mi riuscii solo di raggiungere l esterno della stazione ferroviaria,perchè come cominciai discendere la gradinata appoggiandomi al corimano,la testa comincio`a girarmi a tal punto che caddi e sentii che rotolavo i primi gradini in direzione del basso...e poi piu`nulla....Mi svegliai in un letto...non saprei quanto tempo fosse trascorso e nemmeno come vi ero arrivato,ma avevo come una sensazione di benessere,soprattutto quando vidi,il sorriso di una bella ragazza,la quale mi aveva curato...mi spiego che lei,in compagnia di due suoi amici,Blydi e Kamel.algerini entrambi mentre lei era di origine Martinichese,come mi videro rotolare dalla scala e arrivai in fondo,constatando della mia ferita,la quale aveva cominciato a sanguinare abbondantemente e notando che era dovuta a un colpo d arma da fuoco,prima dell intervento della polizia,mi trascinarono in quel loro quartiere,il Passage Brunoy,portandomi nel loro appartamento che condividevano tra di loro,essendo lei una studentessa e non potendo affitare qualcosa come single,dato il costo e cosi le spese erano meno elevate e piu contenibili per tutti.....Trascorsi quasi dieci giorni,passandoli a letto,in attesa della cicatrizzazione della ferita e del recupero di forze e, qui stava ad inniziare un nuovo capitolo framentario della mia vita....avevo vent anni .....

In quel periodo di giorni trascorsi a letto,nel dolce far niente,ebbi modo di conoscere meglio quelle persone che mi avevano dato aiuto e di poter rivalutare tutta la mia sittuazione di quel momento,dato che per l ennesima volta,mi ritrovavo nuovamente senza documenti e con un mandato di cattura tramite polizia militare della legione.Avevo come l impressione di averci fatto ormai l abbittudine,e non davo peso piu`di quel tanto anche se la sittuazione medesima non si profilava sotto un aspetto tra le piu`rosee,ma avevo in me la grande voglia di combattere e avevo la gioventu` stessa dei miei anni, dalla mia parte pur ritrovandomi con una pallottola in corpo.In quei giorni con Nadine,divenimmo buoni amici intimi e,come si suol dire che da cosa nasce cosa,entrambi ci innamorammo vicendevolmente...Per noi,fu questione di poco tempo,dato che per coronare un nostro sogno,entrambi pianificammo di partire in Martinica sua terra natale,in modo da sistemarci là per poi sposarci e costruire una famiglia nostra...i giorni che trascorrevo in sua compagnia,visitando Parigi e girando tra le sue strade,erano meravigliosi,sembrava un sogno molto fantastico che non doveva mai prendere fine e,piu`conoscevo Parigi e le sue bellezze,piu`noi conoscendoci,si rafforzava questo stesso nostro legame d amore....Ma a prescindere da tutto questo,non mi scordavo mai la mia medesima sittuazione cui mi trovavo,ed ero perfettamente conscio che non avrei potuto trovare un lavoro regolare,per questo motivo,quando Blydi mi propose di lavorare per lui,nello spacciare eroina,anche se questo non era una delle mie migliori aspettative,pur controvoglia accettai,dandomi come giustificazione,tanto per placcare la mia stessa coscienza che in fin dei conti,avrei venduto del veleno solo a persone le quali erano già in un abbisso di perdizione,i quali volevano solo appagarsi un loro sporco vizio...e se non l avrei fatto io, esistevano altre persone che l avrebbero sicuramente fatto e molto probabilmente con motivazioni,molto meno nobili dei miei.Contavo di lavorare solo il tempo di guadagnare denaro sufficente, per potermi comperare dei falsi documenti e pagare il viaggio fino in Martinica,sia per me che per Nadine,per poterci sistemare al suo paese natale.......
- In pochi giorni,nell ambiente medesimo della piazza del mercato di Aligre,presi piede talmente bene che mi accapparai una numerosa clientela e sempre regolare,la quale giornalmente mi procurava un buon guadagno...forse questo era dovuto al fatto medesimo,che sentivo sempre in me, una grande voglia di fare,lavorando allacramente in ogni lavoro che facevo e certamente la pigrizia,non alloggiava in me,inoltre ogni cosa che intrapprendevo,cercavo sempre di realizzarla nei migliori dei modi,talvolta pure andando oltre alle mie stesse capacità,a prescindere degli ostacoli incontrati e che magari avrei dovuto superare e questo credo che era un mio pregio,il quale mi avvantagiava nelle sittuazioni medesime....Trascorsi alcuni mesi in un ritmo infernale, di lavoro pazzesco che mi permise di racimolare denaro a sufficenza,per portare a termine i miei progetti assieme a Nadine...ormai sentivo che era giunto il momento di piantarla e,per questo motivo e per una questione di correttezza verso Blydi stesso,spiegai a lui la mia motivazione,nel smettere di lavorare,dato che volevo realizzare il mio sogno assieme alla mia ragazza...Purtroppo quel mio sogno,non si realizzo`mai,perchè una sera,rientrando a casa,trovai Nadine riversa sul letto,morta per overdose...in quel momento mi sentii il mondo crollarmi addosso...ogni nostro sogno,ogni nostro progetto,si era fermato con quella sua morte,complettamente assurda e io fini in una totale depressione di immane dolore.....
I miei due amici,Blydi e Kamel si proposero volontari,nel sistemare l intera faccenda e nel fare sparire il corpo di Nadine,mentre io,trascorsi il mio tempo ad ubbriacarmi passando da un bar all altro.Il senso di dolore e di angoscia che sentivo in me in quei momenti,era talmente forte e profondo che cercavo sempre di tenermi annebbiata la mente,affogando i miei stessi pensieri nell alcool,fino al giorno,quando per caso incontrai un amica di Nadine,la quale mi mise una pulce in un orrecchio chiedendomi come mai che Nadine fosse morta di overdose,dato che lei,conoscendola bene,era certa che non toccava assolutamente eroina,a parte magari qualche canna di cannabis che si fumava saltuariamente...quella sua osservazione contribui a farmi snebbiare il cervello complettamente dai fumi dell alcool e,cosi`poter riflettere seriamente sull intera vicenda,prestando attenzione pure nei minimi dettagli di quella storia,senza tralasciare alcun particolare che prima non avevo notato,causa il forte sentimento di dolore che si era impossessato di me.Quella medesima sera,andai ad attendere Kamel,quando terminava il suo turno di lavoro,dal bar di Chez Zizou e, strattonandolo,placcandolo contro la parete di un muro di casa,misi sotto la sua gola,la lama del mio coltello e faccendo pressione sulla medesima sua gola con la punta della lama,dissi lui che se non mi avesse raccontato tutta la storia,come veramente era,per la morte di Nadine,l avrei sgozzatto come un maiale seduta stante....Tutto tremante di paura,mi spiego`che Blydi,con l intento di farmi rimanere a lavorare per lui,aveva deciso di sopprimere Nadine con quel sistema,inniettandole a forza una dose di eroina....a quelle sue parole,tutta la sittuazione mi fu perfettamente chiara ed in quel momento una forte rabbia mi pervase complettamente ed in un impetto d ira,sfreggiai il volto di Kamel,tagliando la sua guancia con un taglio che andava dal labbro all orecchio destro e lo abbandonai,in quello stato,a urlare e piangere per il dolore della ferita,mentre io partii immediatamente alla ricerca di Blydi...in quell orario sapevo perfettamente dove trovarlo,dato che come persona,Blydi era molto abbittudinario...in effetti non trascorse nemmeno un ora che me lo trovai davanti seduto al medesimo bar,della stazione di Austerlitz,dovetti fare uno sforzo enorme,nell avvicinarmi a lui...non volevo lasciar trasparire alcuna emozione,anche se nel mio profondo,avrei avuto voglia di farlo a pezzi immediatamente......
Con calma apparente e in modo sorridente,mi sedetti accanto a lui,salutandolo come era mia abbittudine,poi spiegai che ero passato a trovarlo dato che avevo lasciato un cliente,molto danaroso,il quale voleva comperare una partita di eroina all ingrosso e sarebbe stato meglio che l affare l avrebbe trattato lui personalmente,dato che poteva disporre della merce...sapevo che per quel mio modo di convincerlo,dovevo essere molto determinato e convincente,per il motivo che si trattava solo di un fattore tempo e volevo evitare nel modo piu`assoluto che magari sarebbe stato avvisato di quello che era capitato a Kamel...in effetti Blydi non sospetto`di nulla,perchè poco dopo,mi segui per andare al molo di attracco delle peniche in mia compagnia...mi seguii proprio come un toro che va all abbattoio,senza sospettare di nulla nelle mie reali intenzioni...come arrivammo al tunnel del sottopassaggio,io ero sempre qualche passo davanti a lui,subbitaneamente mi girai,puntandogli addosso la mia pistola e,prima di sparare dissi lui solo alcune parole ma,le quali erano molto espliccite dato che il suo volto si trasformo`in una maschera di terrore...questo è per Nadine e la sua morte...non ebbe nemmeno il tempo di repplicare o di giustificarsi,dato che fecci fuoco ripetutamente,mirando al suo petto,fino che lo vidi accasciarsi complettamente privo di vita,per seguito avvolsi le sue gambe con una catena,trovata in un angolo nei pressi di una chiatta ormeggiata e con il coltello bucai la sua pancia,in modo che il cadavere quando si decomponeva,malgrado il peso della catena,non venisse a gala e lo buttai nell acqua....Purtroppo per quella faccenda ebbi un testimone,il quale avrebbe potuto essere scomodo per me,Lèon,un clochard Brettone,il quale dormiva in quel posto del sottopassaggio,vide tutta la scena...ma certo non potevo ammazzarlo,dato che pure lui,in un certo qual modo era poi solo una vittima del sistema e non certo un colpevole,per questo motivo preferii accamparmi in sua compagnia,a trascorrere la notte a parlare con lui e spiegarli la faccenda,dove ebbi la totale sua solidarietà...al mattino quando me ne andai da quel posto, ebbi un amico in piu`,Lèon ed esisteva un pezzo di merda in meno,Blydi...

- Ormai avevo quasi 21 anni e,quella morte di Blydi,non appago`complettamente il mio essere,dato che il dolore in me era troppo forte e la dipartita di Nadine,troppo presente e quei nostri sogni fatti,quelle nostre aspettative,per me erano rimasti come un incubo permanente,per questo motivo decisi di ritornare in Svizzera,pur non avendo alcun documento con me e,per la seconda volta,riattraversai la frontiera,passando la montagna a piedi e,per mia fortuna quella volta,le condizioni di tempo erano molto piu`favorevoli cosi`come giunsi a Ginevra,presi il treno in direzione di Friburgo per poi prosseguire verso la comunita di Orsonnens,da Hervè e Marilise,già conosciuti in passato...Al mio arrivo,entrambi furono felici nel rivedermi e chiesi di potermi fermare un po`di tempo,tanto da poter rilassarmi e rischiararmi le idee,aiutandoli nel loro lavoro di gestione della casa e pure di sevrage nei confronti dei loro ospiti che erano li`per disintossicarsi...naturalmente Hervè e Marilise,essendo amici,li misi complettamente al corrente di quei miei ultimi avvenimenti capitati,in tutta sincerità e questo contribui maggiormente a rafforzare la nostra stessa amicizia...da quel momento e da quel posto,innizio per me, una nuova storia,per la quale dovetti nuovamente combattere contro una istituzione Svizzera,per aiutare una ragazza a sottrarsi dalle mani di un ingiunzione governativa,la quale ordinava la sua carcerazione in un istituto femminile....
- France,questo era il nome della ragazza,come persona mi piaque subito per la sua stessa sincerità,quella che non ommetteva niente dei suoi problemi,ne dei suoi pregi ne dei suoi errori...e per me,quando una persona arrivava ad autoanalizzarsi sinceramente, senza trovare delle innutili giustificazioni per pararsi il culo nei suoi stessi errori,questa era una persona che meritava il totale rispetto...per questo motivo,decisi di aiutarla...France si trovava da qualche mese in questa comunità piazzata su ordine di un magistrato,in attesa di trasferimento per un carcere minorile nel Canton Friburgo...il suo problema era dovuto alla causa di un suo trascorso famigliare,troppo pesante da sopportare e per questo motivo,lei si era rifuggiata in una tossicomania di pasticche psico farmaci,le Reipnol,in modo di sfuggire a quella sua triste realtà cui era stata sottoposta,dallo stesso ambiente famigliare...Ormai per lei,prima del trasferimento era questione di qualche giorno,per questo motivo la consigliai di lasciarsi trasferire tranquillamente,cosi avrei avuto il tempo di organizzarmi per poterla fare fuggire dall istituto e portarla con me in territorio francese....avrei potuto benissimo farla fuggire subito da quella comunità,ma il problema per me era che Hervè e Marilise erano amici miei e,non volevo in alcun modo,proccurare loro dei problemi giudiziari,dato che la ragazza era sotto loro responsabilità su ordine di un magistrato del canton Berna....Una settimana dopo,da quando France venne trasferita,si trovava già in mia compagnia,nella catena montuosa del Jura,ad attraversare la frontiera a piedi in direzione del territorio francese,dove dall altra parte degli amici di Parigi,mi attendevano con l auto,per riportarci a Parigi...ormai a furia di passare le frontiere camminando,ero divenuto un vero esperto sul come fare,in maniera di evitare controlli da parte delle guardie e sapevo inoltre come organizzarmi,per non rendere troppo penibile questi attraversamenti di montagne...Giunti a Parigi,per alcuni giorni,rimanemmo nel quartiere arabo che conoscevo bene,poi per seguito mi trasferii in sua compagnia dal mio amico Kobis,a Sevres,fino al momento che presi contatto con le autorità svizzere e,quello fu un secondo smacco per un istituzione giudiziaria svizzera,la quale dovette cedere alle mie condizioni e dove un suo rappresentante,dovette spostarsi fino a Parigi,per accettare le condizioni,di totale proscioglimento per France,in modo tale che mi assumessi personalmente la responsabilità verso la ragazza medesima....Questo in un certo qual modo mi torno`pure utile,dato che mi riusci ottenere nuovamente, un passaporto svizzero di data recente con i miei dati e, questo mi permetteva di girare tranquillamente,con dei documenti nuovi in tasca,senza dover temere,il mandato di ricerca tramite polizia militare della legione,dato che questa quasi sicuramente mi cercava con il nuovo nome,quello inscritto nei documenti da legionario....
...Con quel mio nuovo passaporto svizzero,iniziai subito le pratiche legali per poter venire alla luce del sole e poter finalmente lavorare regolarmente.Solo che le pratiche burocratiche ricchiedevano piu`del prevvisto,dato che la Svizzera all epoca non apparteneva al Mercato Europeo...Ebbi la fortuna di trovare a Villejuis,Aldebert,il quale aveva un impresa di pittura e dopo averli spiegato la mia sittuazione e pure quella del passato trascorso,accetto`di farmi da garante per la Prefettura,la quale mi rilascio`sia un permesso di lavoro,sia un permesso di soggiorno e da quel momento inniziai a lavorare da lui,come pittore imbianchino...premetto che il lavoro mi piaceva moltissimo e lo prendevo sempre seriamente,inoltre lo eseguivo da vero professionista,tanto che dopo alcune settimane,giravo già a organizzare diversi cantieri,come capo squadra e questo mio avanzamento rapido,mi lego`ulteriormente di amicizia con Aldebert e la cosa era reciproca...Solo che nel periodo di attesa,per accomplire tutte le pratiche burocratiche,con France,andammo ad abitare nei pressi della Bastille a 1bis Impasse S.Sebastien,quartiere di totale sottoproletariato,dove vivevano persone di ogni sorta,malavitosi compresi e,li`non sempre furono fiori,dato che bisognava adeguarsi all ambiente circostante per poter vivere...(Fu in quel periodo che il regista Jean Schmid,giro`il primo documentario per la televisione francese,Gli Angeli Decaduti del Pianeta Saint Michel)...Fortunatamente quel periodo non duro`a lungo,solo alcuni mesi,perchè come inniziai a lavorare da Aldebert,con France mi trasferii in un quartiere Borghese,calmo e tranquillo,dove si poteva vivere in tutta serenità.Trascorse un anno di completta beatitudine per me,avevo un buon lavoro appagante,vivevo tranquillo e sereno in un bel quartiere e non dovevo piu`guardarmi alle spalle...Disgraziatamente per France,non fu la medesima cosa,dato che lei si annoiava troppo e sentiva la mancanza del suo paese natale la svizzera,mentre per me era tutto l opposto,quel paese non mi mancava assolutamente.France,cercava in tutti i modi di convincermi a ritornare in Ticino,ma io mi opponevo accanitamente,dato che per quel paese,conservavo troppi brutti ricordi e soprattutto non mi piaceva la mentalità stessa delle persone,dove vi era un concentrato di gente che ti sorrideva con le labbra ma,come giravi le spalle era pronta a pugnalarti in ogni modo...Solo al momento che France mi disse che era già incinta del sesto mese ed attendeva un nostro figlio, per accontentarla accondiscesi alla sua volonta di richiesta,quella di ritornare in Ticino,pur sapendo che stavo perdendo un buon lavoro che mi piaceva,un bel quartiere con tanta gente simpatica,mentre stavo andando incontro a delle altre difficoltà e tribolazioni del tutto gratuite,in un paese che non mi tornava per niente,ma lei questo non lo sapeva ancora...Lasciai Parigi a malincuore e pure Aldebert nè fu molto dispiaciuto,perchè oltre a perdere un buon operaio,perdeva pure un buon amico e quel suo sentimento lo sentivo pure io,ma purtroppo detti la precedenza a France,dato che attendeva un figlio...ma probabilmente questo doveva essere il mio destino e non ci potevo far niente a parte nel continuare a seguire quella sottile linea di lama di rasoio,su cui stavo camminando.....In effetti,giunti in Ticino,innizialmente andammo ad abitare in un alberghetto a Faido,mentre io avevo trovato lavoro presso una ditta di pittura a Rodi,in alta montagna,in attesa di poter trovare un appartamento confortevole, alfine che il bambino potesse nascere in una casa decente e, anche questo non fu facile causa il mio stesso passato che ebbi in questa regione,ed è solo grazie a un comune amico,mi riuscii a ottenere un appartamento in uno stabile a Bodio,dall Achitetto Viscardi,il quale se pure a malincuore me lo affitto`.Per alcuni mesi,tutto filo`liscio e tranquillo e nacque pure il figlio,Philippe,dove personalmente ne fui molto felice,ma purtroppo quella mia felicità,doveva durare ben poco perchè di li`a qualche tempo,capito`un fatto,il quale mi scombussolo nuovamente la mia vita,riportandomi in un nuovo turbinio di eventi poco piacevoli...
- Avevo chiesto alcuni giorni di ferie al mio datore di lavoro,volendo accompagnare alcuni miei coetanei a visitare le Franches Montagne,nel Giura visto che loro mi supplicarono tanto per fare da guida,daltronde un posto molto stupendo e che personalmente conoscevo...con i suoi pascoli e i suoi cavalli allo stato brado che vivevano in piena libertà,nella natura....France con il piccolo Philippe non volle accompagnarci dato che preferii rimanere a casa essendo il viaggio,per lei e il bambino troppo lungo e faticoso...Al mattino presto,verso le 5,io in compagnia di due amici e, della ragazza di uno di questi,dopo aver caricato i bagagli in auto,ci avviammo in direzione del passo del S. Gottardo per raggiungere la svizzera interna...Per mia fortuna,proposi al mio amico che faceva da autista,di allungare un poco il viaggio,andando primariamente in direzione dell Oberalp Bernese,altro posto meraviglioso e dato che quel tragitto,prendeva solo alcune ore di viaggio supplementare,tanto valeva approffitarne per vedere pure quel bel luogo...cosi detto e cosi`fatto e la notte tarda,giungemmo a Bienne ed essendo tutti quanti stanchi della giornata e del viaggio stesso,come unica soluzione possibile per riposarci,era quello di affittare delle camere in hotel, per trascorervi la notte...Causa la medesima stanchezza fisica,non tardammo molto nell addormentarci,ma prima tutti assieme, si programmo la giornata seguente per raggiungere le Franches Montagne`e rimasimo daccordo che il primo di noi,che si sarebbe svegliato,avrebbe dovuto dare la diana a tutti quanti...Personalmente,essendo un tipo molto mattiniero,alle 6 ero in piedi e prima ancora di fare toilette,decisi di scendere al piano inferiore,dove c erano le cucine,per ordinare la colazione per tutti noi per le 8,cosi`avrei avuto tutto il tempo per svegliare tranquillamente i miei compagni....Ancora mezzo addormentato,uscii tranquillamente dalla camera ed ebbi il tempo tutto giusto di chiudere l uscio alle mie spalle,quando improvvisamente mi sentii afferrare da alcune persone e venni sbattuto a terra,ritrovandomi con delle pistole puntate alla tempia...era la polizia,la quale si affretto`ad ammanetarmi intimandomi con dei gesti di stare in silenzio,per poter procedere all arresto dei miei stessi compagni e dove per seguito, caricarmi in un cellulare e portarmi al posto di comando...Francamente il motivo per quell arresto,fino al momento che giunsi al posto di commando della polizia non lo seppi e dove solo per seguito,mi dissero che ero accusato dalla polizia ticinese in base a testimonianze di persone,le quali giuravano di avermi visto,di aver rapinato la banca dello stato a Bodio,il paese dove vi abbitavo,alle 9...Credo che la fortuna di tutti noi,fu proprio quella di aver preso la strada di campagna dell Oberalp Bernese,dove incrociammo una pattuglia della polizia e mi ricordai il numero della loro auto,la quale confermo`la nostra presenza in quella zona,a quell orario dell avvenuta rapina della banca, ed ogni accusa contro di noi, cadde complettamente...solo che per tutti quelli stessi accertamenti da parte della polizia bernese,presero ore di tempo e inoltre,l autista avendo dimenticato a casa la licenza di guida,dovette lasciare l auto al posto e questo ci costrinse a dover rientrare tutti in treno...L ultimo diretto in direzione del Ticino era alle 23,40 e giungeva in loco, solo dopo le 2 del mattino,inoltre non si fermava a bodio,ma andava fino a Bellinzona,la quale come città distava dal paese una trentina di Km e,cio`significa che avremmo dovuto attendere fino alle sei del mattino,per prendere un treno in direzione di bodio e, questo a me personalmente non andava giu`,dato che provavo una forte rabbia per tutti quelli avvenimenti,i quali avevano complettamente guastato quei pochi giorni di vacanza,ma soprattutto provavo una forte rabbia e risentimento,verso quelle persone che avevano dato una falsa testimonianza e non ero assolutamente disposto a lasciar correre e perdonare...Per rientrare a casa prima,come il treno depasso il paese di bodio e,dopo circa una decina di Km. sapevo che avrebbe dovuto rallentare per una curva,saltai dal vagone del treno in movimento per finire a rotolare in una scarpata e ritrovarmi in un cespuglio di rovi i quali contribuirono a fermare la mia caduta,mentre i compagni,piu`saggiamente preferirono arrivare a Bellinzona...Doppiamente pieno di rabbia,per tutta quella sittuazione e,dove che daltronde durante quel mio salto,mi ero pure ammaccato per bene con vestiti stracciati,mi incamminai verso casa per giungervi circa due ore dopo...France,tutta scombussolata per quella giornata trascorsa,dove la medesima polizia era piombata in casa minacciandola pure di prelevare il bambino,se non avesse confermato di sapere che avevo rapinato la banca,vedendomi rientrare in quello stato,si spavento`moltissimo e oltre la rabbia che avevo in corpo,trascorsi quelle rimanenti ore della notte a tranquillizzarla.....In quelle ore non cercai nemmeno di riposare,ma volli sapere per filo e per segno,tutto quello che era capitato in quel fottuto paese e chi erano queste persone che avevano dato falsa testimonianza,dato che volevo affrontarle immediatamente,tanto per chiarire con quella gente,un po`le cose e metterle seriamente sul chi vive,partivo dal principio che il ferro và battuto fin che è caldo,infatti alle 8, come aprirono i negozi e il bar vicino alla banca,immediatamente per prima cosa,andai ad affrontare i commercianti,l uno dopo l altro, a viso aperto per dir loro quel che pensavo sul loro stesso comportamento da vigliacchi e da codardi,inventandosi delle menzogne,poi per seguito,quando il bar Posta era ben pieno di avventori,la quale daltronde era poi la clientela abbittudinaria del paese medesimo,entrai nel locale e appoggiandomi girato di spalle,con i gomiti sul bancone,rivolto verso i stessi presenti,appertamente li sfidai,dicendo loro che se avevano qualcosa da dirmi e avevano le palle,a uno a uno,o tutti assieme,per me questo sarebbe stato indifferente, avrebbero potuto immediatamente alzarsi in piedi cosi`avremmo regolato la facenda immediatamente,dato che in quel momento,per come dissi loro, mi sentivo di tagliare qualche lingua di gente spergiura e infame....Da una ventina di presenti,non si mosse nessuno e tutti abbassarono i loro occhi dalla vergogna, ma come me ne andai dal locale stesso,i pettegolezzi di quelle medesime persone,in poco tempo,feccero il giro del paese,ma non era che me ne fregasse piu`di quel tanto da quel genere di codardi e falsi...Solo al mattino del giorno seguente,sulla porta di casa,all esterno mi trovai un bel cartello appeso,con la dicitura...Assassino,sloggia da Qui,o Ti Faremmo sloggiare Noi...Da parte mia,la risposta non si fece attendere molto,dato che applicai sotto al loro un cartello doppiamente grande e ben visibile,con scritto...Sede Brigate Rosse...Per favore non rompere i Coglioni,in caso contrario,Fattevi testamento prima.....Ormai sentivo che quella per me, era divenuta una sfida personale, contro tutti gli abitanti di quel paese e personalmente non ero disposto a far finta di niente e lasciar correre...Non trascorsero due ore di tempo che sentii uno scampanellio insistente alla porta,era Viscardi il proprietario del palazzo,il quale sventolandomi davanti al naso,il cartello affisso da me,urlava come un isterico,imponendomi che entro sei ore,avrei dovuto lasciare l appartamento,dato che mi buttava fuori senza nemmeno darmi la disdetta...invano cercai di avere una conversazione di spiegazione con lui,cercando inoltre di fargli notare l altro cartello,il quale era ben visibile,ma non volle sentire alcuna ragione e se nè ando`immediatamente ricordandomi che avevo 6 ore di tempo per andarmene e liberare i locali...capii che quella era solo una scusa,per farmici levare da quel paese,dato che davo fastidio a molti e,fu per questo motivo che non insistei molto,ma trasportai tutti i mobili fino al piano terra e li ammucchiai davanti al palazzo e avendo avuto ancora a disposizione un paio di ore,andai fino a una cava di granito per prelevare qualche candelotto di dinamite con relativa miccia e detonatori,poi ritornando al palazzo dove avevo ammucchiato i mobili,bene in vista da tutti gli altri inquilini,cominciai a piazzare la dinamite dentro i medesimi mobili...sapevo che era solo una piccola questione di tempo,prima che le acque si smuovessero e qualcuno intervenisse e questo era il mio obbiettivo...non trascorsero nemmeno venti minuti che arrivo`sul posto,oltre la polizia e il proprietario,pure il sindaco del paese e,quello fu il tempo che potei parlare davanti a tutti,per dire loro quel che pensavo,sui loro stessi comportamenti ignobili da persone vigliacche e quel tasto lo toccai con giusti argomenti,aggiungendo poi la mitica frase che se Sansone avrebbe dovuto perire,avrebbe trascinato con sè,pure i Filistei e loro erano questi...morale della storia,dovetti rifare la fatica di riportare tutti i mobili in casa,la polizia si limito`nel sequestrare la dinamite e quelle persone dovettero scusarsi con me,anche se questo devo ammettere che lo fecero a malincuore...

- In realtà queste persone del paese di Bodio,non arrivavano a capire che il fattore della loro stessa debolezza,era dovuta al fatto dell ipocrisia,e della loro malignità complettamente gratuita e oltremodo della loro stessa vigliaccheria in quanto a Esseri e,trovando una persona come me, la quale aveva il coraggio di affrontarli appertamente,alla luce del sole,si sentivano frustrati,non essendo abbittuati...evidentemente quelli, erano la stragrande maggioranza dell abitato,mentre per le persone bene, ero portato sul palmo delle mani ma,queste erano ben poche,almeno in quel paese...Alla lunga,quella continua sfida,sentivo che mi stava logorando le forze e molto spesso mi chiedevo perchè dovevo sprecare cosi`il mio tempo per degli idioti,tanto non credo che sarebbero arrivati a capire qualcosa in piu,anche se dopo ogni mia battaglia contro di loro,dovevano sempre tornare`come un cane con la coda in mezzo alle gambe, a chiedermi scusa e,questo da un lato,mi rendeva pienamente soddisfatto...Per questo motivo,dopo previa consultazione con France,scelsi la strada piu`semplice,quella di cambiare lavoro e di trasferirmi in un altra città del Jura a Dèlemont,dove avevo l occasione di lavorare per la fabbrica metallurgica della Von Rool...Li in quella fabbrica devo dire che il lavoro era duro,perchè si passava a lavorare ai forni,alle gru,alla meccanica e alla falegnameria in costruzione di anime,le quali erano usate per dare forme alla sabbia chimica,dove veniva immesso il metallo liquido,ma certo il lavoro duro,per me non era mai stato un problema nella vita, oltremodo,piu`potevo imparare,meglio era per me, inoltre era un ambiente molto piacevole,quasi tutte le persone che vi lavoravano in quella fabbrica erano straniere,italiani dove per la stragrande maggioranza erano pugliesi, o francesi limitrofi al confine Svizzero...con quelle persone mi trovavo e mi sentivo bene e la cosa era molto reciproca,dato che in alcuni mesi,mi avevano fatto aderire a diverse associazioni italiane,invitandomi nei loro stessi club,dove si passava il tempo in diverse maniere,dal semplice giuoco alle carte,alle grigliate in compagnia tra famiglie ed ai raduni culturali e vi era un armonia e solidarietà molto forte,innoltre ero ben voluto da tutti quanti ed ero sempre disponibile per tutti quanti e questo per me,era un piacere personale...Molto spesso,nei miei pensieri,portavo a confronto quelle persone dal grande cuore latino, alla mentalità svizzera,dove per la stramaggioranza dei casi da me conosciuti, le persone avevano un cuore arido....Pure in seno al lavoro medesimo,mi trovavo bene e in breve avanzavo in carriera e il medesimo salario diveniva sempre piu`elevato,permettendomi agi,sia per me che per la mia famiglia,sempre migliori...Quella pacchia mi duro`quasi due anni,perchè per seguito cominciai ad entrare in crisi con France,dato che le sue compagnie erano esclusivamente svizzere e le critiche nei miei confronti,dato che mi trovavo sempre in mezzo a stranieri perchè stavo bene,si facevano sempre piu`dure nei miei confronti...secondo loro ero un cattivo svizzero,personalmente non è che me ne fregava piu`di quel tanto di quelle loro critiche,ma France era molto piu`influenzabile e scelse l onda piu`facile,quella delle sue compagnie...cercai ad ogni modo di salvare quel mio nucleo famigliare e mi sposai ufficialmente con France,ma le cose al posto di ammigliorarsi peggiorarono ulteriormente,dato che lei,scelse pure amici del suo vecchio giro e personalmente questo non mi andava per niente,non trovavo nessuna ragione io,di dover simbolicamente costruire un muro,mentre lei,dall altra parte si divertiva a buttare giu` e distruggere i mattoni, di quel medesimo muro che stavo costruendo...per questo motivo,dopo altri sei mesi di questo andazzo dissi lei che avrebbe dovuto fare una scelta,o me con il mio sistema o quella mentalità svizzera del cazzo e questa volta non ci sarebbe stata via di ritorno,tutto sarebbe dippeso da cio`che avrebbe scelto lei stessa,dato che non avrei piu`accettato nessun compromesso,pure se c era un figlio di mezzo...Un giorno che mi trovavo al 98,un ristorante bar di Dèlemont quasi esclusivamente frequentato da svizzeri,mentre stavo bevendo un aperitivo,France arrivo`in quel bar e ad alta voce mi disse...dici tanto,ma non e che poi disdegni di frequentare pure bar, di noi svizzeri...a quelle sue parole,la guardai in faccia e ormai avevo capito che la sua scelta l aveva fatta,tolsi la vera di matrimonio dal dito e,davanti a tutti i suoi amici la sbattei in faccia a lei e, per seguito,girando le spalle a tutti quanti,me ne uscii dal locale...Il giorno seguente mi presentai in direzione della Von Roll,chiedendo a Steullet,il direttore di farmi i vari conteggi perchè era mia intenzione di andarmene e lasciare il lavoro...invano furono le sue conversazioni di supplica nel convincermi a restare,dato che essendo un buon operaio e affidabile, per come diceva lui,la fabbrica aveva bisogno di buoni elementi come me,ma questo non basto`a farmi ritornare sulla mia stessa decisione...La sera di quel medesimo giorno,prima di riempire la mia valigia,ribadii a France che ora,a partire da quel momento,sia lei che il figlio,avrebbero potuto farsi mantenere dagli svizzeri e dal loro sistema di merda...sul momento lei si mise a ridere,dicendomi che per legge,io avrei dovuto mantenerla vita natural durante visto che ormai ufficialmente eravamo sposati...come unica risposta da parte mia ricevette solo un bel Fottiti te e la tua legge,dato che il mio matrimonio lo consideravo finito,dal momento che le avevo buttato in viso la vera,al ristorante....e dopo alcune ore,mi trovavo in viaggio direzione Italia.......Ma qui subbentra un altra storia...
- "Durante quelle ore di viaggio,fatte in treno,riflettendo per tutta la sittuazione che si era venuta a creare nel mio nucleo famigliare,non sapevo se avevo preso la giusta soluzione,almeno nei confronti del figlio,ma in fin dei conti mi ero detto che France,l avevo aiutata in ogni modo possibile,,,pure a Parigi,per accondiscendere a una sua richiesta,avevo lasciato un posto di lavoro e un ambiente che mi piacevano per ritornare in Ticino...pure li`avevo sempre lavorato sodo e duro,andando giornalmente da Bodio fino a Rodi,con talvolta viaggi massacranti e faticosi,solo per non farle mancare niente...mi ero trasferito a Dèlemont a lavorare in una fabbrica per ammigliorare la posizione,senza mai lamentarmi minimamente da tutte le fatiche che dovevo sopportare,mentre lei era a casa a fare la signora,a fare un cazzo di un bel niente,dato che a malapena si occupava del figlio...in fin dei conti,non avevo mai chiesto niente,a parte un po`di solidarietà da parte sua,dato che non mi sentivo assolutamente in colpa,se preferivo frequentare persone straniere che gente del luogo...perlomeno con gli stranieri,sentivo un calore sincero di affetto,mentre con le persone del luogo,le trovavo molto superficiali,razziste e maldicenti se non peggio...Per questo motivo,pur avendo delle incertezze per quanto concerneva il figlio e la sua sittuazione cui sarebbe venuto a trovarsi con la madre,mi dissi che ormai non sarei piu`tornato indietro e,questo non arrivavo a capire se fosse solo orgoglio o stupidità,ma sentivo che avrei dovuto andare avanti,dato che la vita e il tempo,avrebbero dato ragione a chi fosse stato nel giusto...tempo al tempo....sapevo perfettamente che avrei avuto degli effetti collaterali e inoltre ne avrei creato,ma questo ormai lo consideravo come essere il mio destino e non potevo farci niente,salvo seguire la corrente del Fato medesimo.Mi fermai a Milano un mesetto,lavorando con Gianni M.,nel fare trasporti con il TIR,andando su e giu`per tutta l Italia e questo lavoro da camionista,non mi dispiaceva assolutamente,mi permetteva di conoscere un gran bel mucchio di brava gente,in tutte le parti della penisola,dove legavo con tutti molto facilmente anche se talvolta capitavano pure,delle piccole sittuazioni poco piacevoli,ma facilmente rissolvibili da parte mia.Fino alla sera che sentii la frenetica voglia di fare un giro alla stazione Centrale...non sapevo il perchè,ma sapevo che dovevo seguire quella mia sensazione, era come un impulso interno che mi spingeva in quel luogo...Arrivai sul posto che erano circa le 23 e dopo aver girovagato un po`nel settore dei taxisti,ritrovando persone conosciute in passato,mi diressi verso l interno medesimo passando attraverso un entrata secondaria...udii come un gemito smorzato di terrore e immediatamente mi diressi verso quella direzione,in un angolo semi appartato e poco illuminato,c era un individuo che teneva un coltello sotto la gola di una signora di mezza età,capii immediatamente la sittuazione e mi avventai sull uomo disarmandolo,mentre dissi alla signora di andarsene via da quel posto che mi sarei occupato io di tutto,lei naturalmente,pur essendo terrorizzata se ne ando`immediatamente...Mentre tenevo l uomo,placcato contro il muro sollevato a qualche cm.da terra,con la mia mano sulla sua gola,dissi lui...Ti piace cosi`tanto rapinare vigliaccamente delle donne?...vuoi veramente lavorare in questo campo seriamente,ebbene io te nè do`la possibilità,devi solo seguirmi...e per metterlo in completa fiducia,lo lasciai e dopo aver raccolto il suo coltello da terra,lo porsi a lui...Per due giorni rimasimo assieme ed ebbi modo di conoscerlo bene,lui era di Nardo,Michele Cavallera,cosi si chiamava in fin dei conti era poi solo un vero lavativo,il quale preferiva esclusivamente la strada facile,attaccandosi ai piu`deboli e persone di quel genere,ne avevo conosciute fin troppe in Ticino e,per questo motivo proposi lui,di venire con me in svizzera,dove li avrei fatto conoscere altre persone del suo tipo e,con queste avremmo potuto realizzare un buon colpo tutti assieme e sistemarci deffinitivamente...Ormai nella mia testa,mi ero fatto già un idea e dovevo solo metterla in pratica...volevo riunire il massimo di quel genere di persone,soprattutto quelle che conoscevo molto bene e abitavano in Ticino,per la maggior parte miei coetanei di età e in un certo qual modo,trascinarli verso una punizione,dato che in apparenza erano tutti ragazzi sia dicendo di buona famiglia,almeno in apparenza...Al terzo giorno io e Michele eravamo in Ticino,da queste medesime persone,David Moreno,Taboni Gianmario,Ranzoni Fausto e Sonia e Boffantini,persone le quali si trovavano sul medesimo livello di Michele,in fatto di vigliaccheria e prendendo la direttiva,proposi loro di rapinare la banca dello stato di Bodio,dato che avevo un buon piano,solo che prima,avrei voluto metterli alla prova,per constatare le loro medesime capacità in fato di coordinamento e per questo motivo,per prima cosa,sarebbe stato meglio rapinare un distributore di benzina,tanto per appurare la loro solidità,in fatto di nervi...questo distributtore che io conoscevo bene si trovava a Biasca e,dissi loro che sarei entrato io e Michele,mentre loro avrebbero dovuto aspettarmi con l auto in un posto da me indicato e dove ognuno aveva un ruolo ben preciso da sostenere,senza sgarrare da un millimetro per cio`che avrei assegnato loro...Tutti loro ne furono entusiasti,ma io molto di piu`dato che stavo creando loro un destino di punizione...e di questo ero molto ben consapevole...La sera che passammo all azione,io avevo il coltello,dato che mi sentivo in grado di gestire la sittuazione e certamente nessuno non si sarebbe fatto male,mentre Michele e gli altri erano disarmati e,quando entrai in compagnia di Michele,nel chiosco del distributore,misi il coltello sotto la gola dell impiegata e feci prelevare da Michele solo 100 franchi,lasciando tutto il resto della cassa ed in seguito uscimmo per andare verso l auto...L operazione era perfettamente riuscita,nessuno si era fatto male,anche se gli altri non arrivavano a capire quel mio comportamento,quello di prelevare solo 100 franchi e lasciare biglietti da mille in cassa...per questo mi giustificai con loro dicendo che quella in fin dei conti era poi solo una prova,per il lavoro piu`importante,quello della banca,anche se in realtà sapevo perfettamente che non sarebbe mai avvenuto,dato che saremmo stati fermati prima dalla polizia,dato che conoscendo molto bene l animo di queste persone,sapevo per certo che erano solo dei perfetti idioti,ma generalmente sono proprio idioti di quello stampo che arrivano a fare male, a delle persone gratuitamente,solo per appagarsi desideri di malsana avidità...La sera stessa del colpo al distributore io e Michele ci ritirammo in montagna dal Boffantini,mentre gli altri rimasero al proprio domicilio,in attesa del venerdi,tre giorni dopo che avremmo dovuto rapinare la banca...Ma su questo fatto ero molto tranquillo,dato che sapevo che a quel giorno non ci saremmo mai arrivati.In effetti,il giovedi mattina,piombo`la polizia in casa e venimmo tutti arrestati per essere trasportati alle pretoriali di bellinzona che già, ebbi modo di conoscere da minorenne,per essere sottoposti a interrogatorio...Tutte quelle persone,in paragone di me,avevano una sfracca innumerevole di reati,che andavano dal furto con scasso,a quello semplice,agli attentati dinamitardi,avvenuti effettivamente,all agressione,al traffico di stupeffacenti e questo tutto confessato e confermato da loro stessi e dove li stessi atti Giudiziari lo confermano.mentre io avevo questa rapina al distributore e probabilmente preparativi per la rapina in banca...Il Giudice Dik Marty invio tutti quanti alle assisi criminali,al posto delle correzionali,accanendosi maggiormente contro di me e fui l unico a essere condannato piu`di tutti gli altri,venti mesi,mentre gli altri al massimo arrivarono a dodici mesi,da scontarsi al carcere della Stampa a Lugano.Ero perfettamente consapevole che questa mia condanna,da parte dell istituzione medesima,era poi solo una rivalsa per il mio passato,quando gli avevo umiliati per il mandato di cattura dell interpool emanato nei miei confronti e grazie al governo francese erano stati obbligati a toglierlo e per questo medesimo motivo,ero complettamente tranquillo e disposto a subire tranquillamente quella mia pena,perchè interiormente sentivo che per questa istituzione giudiziaria, le sorprese non erano certo finite e li avrei umiliati ulteriormente,ma questa storia avenne all interno del medesimo penitenziario....."
- Quel periodo trascorso al Penitenziario,non mi fu per niente duro dato che mi fecci una mia strada partendo da una regola del tutto personale...Se esiste una regola che non ti piace,adotta la regola,prevalica la medesima e rendila schiava della tua...e devo dire che funziono`alquanto bene,perchè ottenni la medesima libertà pur essendo all interno...La mia prima mossa fu quella di rendermi disponibile con tutti i carcerati...chi aveva bisogno di farsi scrivere delle lettere,chi voleva consigli,ecc..ecc. ero sempre pronto ad aiutare ogni singolo e in quel modo avevo voce in capitolo con tutti quanti loro...per seguito passai alle guardie,le quali notando questo mio forte ascendente su tutti gli altri carcerati,pure loro cominciarono ad aprirsi con me,nei loro stessi problemi famigliari e avevo sempre pronto un consiglio da elargire per tutti quanti loro...e in quel modo me li rendevo amiche talmente tanto che arrivai al punto di non aver piu`bisogno nemmeno di chiedere di aprirmi le porte....Diverse volte ho dovuto appianare pure dei loro problemi interni con altri carcerati,causa dei loro stessi errori di lavoro,come la volta che dall infermeria erano sparite delle pasticche ed il responsabile era disperato,dato che avrebbe dovuto far rapporto alla direzione e questa avrebbe preso seri provvedimenti contro di lui,togliendo dei giorni di salario come multa...personalmente risolvetti quel suo problema,recuperando la merce dal carcerato che le aveva rubate e,tutto si appianno`senza alcuna conseguenza per nessuno...Ormai fatti simili per i primi tre mesi,divennero quasi ordinaria amministrazione per me e questo mi avvantaggio`molto,dato che tutto questo arrivo`pure alle orecchie del Vice Direttore,il signor Morellini,il quale chiamandomi nel suo ufficio,mi propose di gestire personalmente la tipografia del carcere e, avrei potuto lavorare a mio piacimento,pure la notte se ne avevo voglia e,mi dette pure la chiave della medesima con ordine personale per ogni singola guardia che avrei potuto transitare pure da reparto a reparto,come ne avrei avuto voglia e,pure questo mi porto`il vantaggio che avevo libero accesso pure agli uffici amministrativi ed al bar interno del personale...questo mi permise inoltre di mettere le mani dove non dovevo,nei medesimi archivi del penitenziario ed io ne approffittavo per fare incetta di conoscenza,arrivando a conoscere vita,morte e miracoli del loro medesimo sistema,dato che trovavo sempre un qualcosa che potesse tornarmi utile,magari per poter usare in seguito,in qualche ragione particolare per mia eventuale difesa...Essendo molto indaffarato,in pratica avevo una vita piena ed una pacchia del tutto personale,dato che mi riuscii pure ad ammigliorare la sittuazione dei medesimi detenuti,in seno alla direzione medesima...Ma pure qua,involontariamente mi fecci un nemico,il Direttore medesimo del carcere,il Dott,Rabaglio,il quale dopo aver accennato lui che ero perfettamente a conoscenza che si prendeva bustarelle da Ambrosio Francesco e,questo lo fecci non per un mio tornaconto personale,ma semplicemente per ammigliorare la vita interna di un altro detenuto,il quale era abbastanza tenuto sotto oppressione,il direttore chiamandomi nel suo ufficio a quattr occhi mi disse chiaro e tondo che se non stavo zitto,avrebbe avuto il potere di farmi perdere tutto quello che mi ero costruito fino a quel momento e di rovinarmi la vita complettamente...a questa sua richiesta accondiscesi,non tanto per voglia ma per questione di buon senso,sarebbe veramente stato da stupido da parte mia,perdere tutti i vantaggi,almeno per quel momento e in quel luogo....Dopo circa dieci mesi,il direttore mi pose nel carcere aperto,quello di semilibertà e pure qui ero complettamente indipendente da tutti,dato che lavoravo in agricola per conto mio e formando delle squadre di altri detenuti di quel carcere per organizzare i medesimi lavori,quasi fossi stato un dipendente dello stato....Morale della storia,non terminai i venti mesi dato che dopo 14 uscii,avevo le guardie carcerarie tutte amiche e lo sono ancora oggigiorno,avevo tutti i detenuti,conosciuti in quel periodo i quali pure odiernamente se avrei bisogno di qualcosa,saprei a chi rivolgermi...e un mese dopo, la mia uscita da quel carcere,il caro Direttore Dott, Rabaglio,perse il posto da Direttore e tutta la sua sporcizia venne a gala e fu buttata in pubblico dai media medesimi...Mentre il Vice,il Morellini,divenne direttore al suo posto...Tutto questo mi torno`utile pure per il futuro anche se non lo sapevo ancora....Mentre quella mia liberazione,per l istituzione giudiziaria medesima,non andava altrettanto bene,perchè mi mise sotto Patronato Penale per due anni...questo era un servizio di controllo,dove avrei dovuto attenermi a delle regole loro,i quali potevano ficcare il naso in ogni mia faccenda privata...trovai una maniera molto semplice per levarmelo di torno...La prima cosa che intrapresi,fu quella di aprire un impresa di pittura lavorando indipendentemente ad Airolo,il paese dove andai ad abitare e al primo controllo,da parte di uno di questi signori,il signor Coduri,lo invitai a cena,in compagnia di un mio altro amico,il quale avrebbe potuto farmi da testimone e,poi per seguito lo convinsi a venire con noi a festeggiare al Nigh...anche se questi locali per quella sera,furono tre...il coduri,come comincio`a bere di brutto in compagnia di Belle di Notte,si ubbriaco`a tal punto che perse ogni controllo di se e pure come prese in mano il volante,fini con la sua auto contro un gard rail,distruggendo entrambi...il giorno seguente mi presentai negli uffici del Patronato e chiesi se era proprio il caso che dovessi subire per due anni,quel loro controllo,dato che avevano come dipendenti,solo emeriti ubbriaconi,senza alcun ritegno e senza alcun controllo...immediatamente mi levarono il patronato Penale e divenni complettamente libero da parte di istituzioni statali...Questo era verso la fine del 79...In quel periodo ricevetti risposta pure dall ambasciata Libica,per un contratto di lavoro,come mercenario e partii alla volta dell Africa....ma qui subbentra un altra storia...."
- Lasciai il territorio svizzero con molta cautela per raggiungere Marsiglia,essendo perfettamente a conoscenza che qui,da parte dello stato ed il paese è piccolo,siamo tutti etichettati e sottoposti a un Grande Fratello perenne e,un cittadino Svizzero,quando si arruola in terre straniere,per medesima legge, puo`venire condannato e certamente non volevo dare loro l occasione di fermarmi...con lo stato,mi sentivo sempre in conflitto e questo era giustappunto per il loro medesimo sistema autoritario,straffotente ma soprattutto falso,dove la piu`grande feccia politica si nascondeva dietro leggi di paravento,per nascondere la propria sporcizia,dandosi aria da santerellini...Infatti quello che loro chiamavano Democrazia,io la deffinivo semplice Ipocrisia bella e buona da Animo Vigliacco e Codardo....Personalmente mi sentivo Libero e con il Diritto di Poter scegliere cio`che volevo,non sentendomi sottoposto a nessuna Regola statale a parte quelle della Vita medesima...Giunto in Libia,venni stanziato nella caserma dell oasi di Koufra,come istruttore per i militari...molto spesso c erano dei raid di aerei israeliani che arrivavano dalla valle della Beeka a bombardare la zona,soprattutto quella dell aereoporto ed in quei medesimi momenti,bisognava essere molto attivi ed i medesimi militari libici,pur essendo molto corraggiosi,mancavano ancora molto in quelle basilari nozioni tecniche,per ripostare alla giusta maniera...in quel nostro medesimo distaccamento c erano pure ufficiali Russi i quali maggiormente lavoravano nel chimico,ma con questi non si andava molto daccordo causa la loro stessa arroganza di straffotenza,dove perchè indossavano un uniforme,si credevano che per loro fosse tutto permesso,pure nei confronti della medesima popolazione civile di quel luogo e,da questi pure erano molto mal visti e mal tollerati,giustappunto per il loro medesimo comportamento abbietto,soprattutto nei confronti delle donne,le quali molto spesso erano violentate da questi medesimi russi....Molte volte avvisai questi russi di comportarsi in maniera addeguata per non disonorare la propria uniforme,ma da quell orecchio non ci sentivano per niente e per questo motivo si era subbentrati in un conflitto reciproco e continuo,dove si arrivava a tolleranza quasi a livello zero....Un giorno che mi trovavo nei pressi del laghetto di Koufra,mentre stavo facendo schizzi di disegni,sulla zona circostante,piombo`in quel posto una jeep militare con a bordo due russi,le due persone peggiori della loro squadra...venendo verso di me,dopo essere smontati dal veicolo,cominciarono a provvocare a parole solo,che per quelle loro medesime parole,non tardai a dar loro la giusta risposta,per quel che si meritavano come persone...estrassi la mia pistola d ordinanza e sparai loro in testa...questi caddero senza nemmeno avere il tempo di repplicare...Mi dissi due pezzi di merda di meno su questa terra,anche se in quell attimo mi resi perfettamente conto che pure io ero in merda e bene,perchè far fuori due membri della squadra russa,certamente questo non l avrebbero lasciato correre e,inoltre questo per regola militare,si era passibili di fucilazione immediata,a prescindere da quale genere di persone,questi erano come militari...In quel momento,per la mia stessa salvezza,dovevo decidere in fretta,non potevo certo permettermi il lusso di attendere,prima che l intera faccenda venisse scoperta...dovevo ragionare con logica e andare contro la medesima logica,solo in quel modo avrei avuto delle probabilità di potermela cavare...La logica piu comune era quella di andare verso la catena montuosa del Tibesti,attraversarla per scendere in Ciad,zona operativa francese all epoca,ma questa medesima logica,l avrebbero seguita pure coloro i quali mi avrebbero ricercato...per questo motivo,scelsi il completto assurdo,quello di attraversare il deserto per raggiungere l Egitto e,questo era proprio l estremo della pura follia,ma avevo almeno il 99 per cento di probabilità che non mi avrebbero mai cercato in quella direzione...Ero a conoscenza che attraverso la pista carovaniera per giungere al confine egiziano,i beduini impiegavano almeno 16 ore,dato che mi era capitato molto spesso di parlare con dei capi carovana che transitavano da quella zona e, bene o male tutti erano concordi su quel periodo di tempo...Solo che purtroppo io non ero un beduino o un uomo del deserto e,quando scelsi quella strada,andai piu per naso che per conoscenza,in effetti per raggiungere il territorio egiziano,impiegai quattro giorni e quattro notti...senza acqua,la quale per la borraccia che avevo con me, il primo giorno l avevo già vuotata...durante il giorno un caldo infernale e,li cercavo di ripararmi alla belle meglio sotto la medesima sabbia,mentre la notte,un freddo boia,cercavo di continuare la marcia...per nutrirmi mi accontentavo di ogni cosa che trovavo,senza in alcun modo fare lo schizzinoso,pure con bisce del deserto che mangiavo crude...in quei momenti calcolavo solo proteine,calorie e liquidi...Al quarto giorno fui rivenuto da un pastore della zona,Amhed,e questa fu una mia grande fortuna,dato che oltre aver perso complettamente l orientamento ero totalmente stremato fisicamente,e questi mi condusse da lui,dove mi curo`e mi rinfocillo`...alcuni giorni dopo,parlando con il pastore,questi mi disse che dalla zona dove ero passato,avevo complettamente allungato il percorso e,quello che mi rassicuro`era che mi trovavo già in territorio egiziano e dopo dovuti calcoli e riflessione,mi resi conto che avevo camminato per circa trecento km. di deserto...Rimasi con lui e la sua famiglia per circa tre settimane,dato che doveva transitare da quel luogo una carovana,diretta al Cairo e mi unii ad essa...il mio obbiettivo era quella di raggiungere Port Said,in maniera di potermi imbarcare con qualche nave,in direzione di Marsiglia...Dal giorno che lasciai Amhed e la sua famiglia,trascorsero ancora una quindicina di giorni,prima di arrivare a Port Said,giorni che subbentrarono altre pene e tribolazioni,ma infine raggiunsi la meta,solo che li`, dovevo ancora trovare un imbarco e certo non potevo immaginarmi a cosa sarei andato nuovamente incontro....Come mi imbarcai su una nave cargo,la quale a parere della persona che avevo pagato,avrebbe dovuto dirigersi a Marsiglia,tempo calcolato al massimo due o tre giorni di viaggio,rimanendo nascosto in una cala di stiva del medesimo mercantile,trascorsi venti giorni di attesa in quel fottuto ripostiglio,cercando di soppravvivere in tutto quel periodo di tempo,dato che pure li,la nozione del medesimo la stavo complettamente perdendo...in quei terribili momenti cercavo di consolarmi pensando a come mi sarei gustato una buona birra,una volta giunto a Marsiglia...Al mio arrivo,ebbi un altra amara sorpresa,dato che non mi trovavo assolutamente al porto di Marsiglia,ma a Antanarivo in Madagascar...pure li furono altre esperienze di vita,dove ebbi il modo di conoscere tanta brava gente,prima di farmi rimpatriare tramite ambasciata francese.....Certo che a raccontarla cosi`, sembra una storia molto semplicistica,ma certi momenti di tribolazione,di fatica, sudore, rabbia,anche talvolta di disperazione e scorraggiamento,quelli rimangono nella pelle come fossero aghi accuminati,i quali non riesci mai a toglierli dalla propria mente...è vero che quel che non ammazza,rafforza e, la mia grande fortuna di quell epoca era che avevo lo spirito e l energia della gioventu`medesima e la grande voglia di sempre combattere e mai cedere....In quella medesima storia,mi sembrava di aver trascorso una vita intera,mentre per tempo effettivo era passato poco piu`di un anno ed eravamo innizio 1981,avevo venti quattro anni...da Marsiglia,per seguito ritornai nuovamente in svizzera,ma qui subbentra un altra storia.....

- Quando rientrai in Svizzera,venni fermato alla frontiera di Ginevra dalla polizia,i quali mi arrestarono perchè avevo avuto un mandato di cattura,emanato da un magistrato di Dèlemont,con l accusa di essere rimasto irreperibile per lungo periodo,per cui non aveva potuto dar seguito alla causa di divorzio,richiesta da France...per questo motivo venni accompagnato a Delemont,seduta stante,direttamente dalla polizia ginevrina...In effetti il giorno seguente,subito di mattino mi ritrovai nell aula di tribunale davanti al magistrato che dopo aver dato seguito alla procedura di divorzio,per punirmi di quella mia assenza,mi condanno alla pena dettentiva di sette giorni da scontarsi immediatamente,nel carcere della città.Per quella ridicola pena,dopo tutto il periodo trascorso all estero,dalla Libia all Egitto e da qui,al Madagascar per seguito la Francia,la trovavo di una banalità assoluta solo che il medesimo magistrato,quando me l ha inflitta, era in stato di una profonda convinzione di sentirsi un dio di potere,anche se devo ammettere che durante la sentenza medesima,per diverse volte,dovetti trattenermi dal non riderli in faccia,mentre parlava...Per questo motivo,decisi di umiliare quella loro medesima istituzione di potere,usando la loro medesima legge e rovesciare complettamente le carte in tavola,creando una sittuazione di farli entrare loro in torto,dato che in fin dei conti erano cosi`ligi,nei loro stessi regolamenti....Trascorsi quei sette giorni in cella,ma ero molto sereno e tranquillo,dato che li consideravo solo come giorni da uttilizzare nell assoluto riposo,quasi fossero delle vacanze,in modo di recuperarmi un po`da tutto lo stress, accumolato in quell ultimo periodo e,dove alla fine dei tali,quando mi aprirono la porta della cella al mattino,per dirmi che ero libero,risposi loro di non rompermi i coglioni,perchè da quel posto,me ne sarei andato solo quando l avrei deciso io e,certamente non loro...A quelle mie parole e,constattando che parlavo sul serio,scombussolai tutto il loro medesimo sistema e varie volte mi supplicarono di uscire...vennero pure diversi ispettori di polizia per tentare di convincermi a farlo,ma innutilmente,anzi ribadii loro che se avrebbero voluto farmi uscire,avevano solo un sistema,quello di usare la forza...ma con quel metodo,certamente avrebbero dovuto fare molta attenzione,dato che i primi polizzioti che mi sarebbero capitati sotto mano,li avrei ammazzati seduta stante...questo che dissi, li scombussolo`ancora maggiormente,dato che per legge,se io rimanevo,sarebbe divenuto sequestro di persona nei loro confronti,ma non avevano il coraggio di impiegare la forza e, francamente per quella sittuazione mi divertivo un casino...cosi`dovettero lasciarmi la porta aperta e da quel carcere,potevo andarmene e venire,proprio come fosse casa mia e loro erano complettamente impotenti di fronte a quella medesima sittuazione...rimasi per un mese e,solo dopo essermi stancato di prenderli per il culo a quel modo,fecci ritorno in Ticino,dove andai a stabilirmi a Locarno e ritornai a lavorare nel mio vecchio mestiere dalla ditta Losa e Senn di Losone,cittadina limitrofe di Locarno...Per un certo periodo,la mia vita rientro`in un ordine normale,fino alla sera quando,trovandomi al ristorante Campagna a cenare in compagnia di alcune persone che avevo conosciuto proprio quel giorno e le quali, mi avevano invitato al loro medesimo tavolo,venne verso di loro una persona,Miro e,questi incomincio a minacciare quelle persone,con toni veramente duri e aspri, soprattutto si rivolgeva in malo modo alle due donne,madre e figlia,trattandole senza mezzi termini da puttane ed in tutta questa conversazione,il marito della signora piu`anziana,non ribadiva alcuna controrisposta...inoltre tutto cio`avveniva di fronte a tutti gli altri clienti,i quali erano molto interessanti per quella discussione e quelle minaccie,anzi notai che molti di quei medesimi clienti per tutta quella sittuazione deplorevole si divertivano pure...Per un po`lasciai fare e dire quell uomo,senza intervenire in alcun modo,poi per seguito decisi di far terminare rapidamente il tutto e rivolgendomi a Miro,in tono duro e aspro,chiesi lui se era un vero uomo di profondo corraggio o, se era in grado solo di prendersela con delle donne...per quella faccenda che non mi riguardava nel modo piu assoluto,indirettamente mi sentii coinvolto,dato che mi trovavo al medesimo tavolo di quelle persone...per questo motivo,mentre parlavo rivolgendomi a Miro e pure io in tono alto,dove tutti gli altri avventori potessero udire bene,tolsi dalla cintola il revolver a sei colpi che avevo con me e, lo posai sul tavolo,mettendolo ben in evidenza a bella mostra,in modo che tutti quanti vedessero,poi prendendo il medesimo revolver in mano,lo scaricai e misi nel suo tamburo una sola pallottola e, dopo averlo ricchiuso e averlo fatto girare,portai il revolver alla mia tempia e tirrai il grilletto...fortunatamente questa non sparo`,perchè in caso contrario non sarei qui a poterlo raccontare...poi posai il revolver sul tavolo e rivolgendomi a Miro dissi lui...ecco il mio corraggio arriva fino a questo limite e ora dimostrami pure il tuo...Devo dire che in quel momento,in tutto il locale si sentivano solo le mosche volare,dato che ogni avventore rimase complettamente ammutolito davanti a una simile scena e,pure Miro che poc anzi faceva tanto il duro ed il gradasso con delle donne,a quella mia proposta sbianco`in volto,poi per seguito girando i tacchi se ne ando`dal medesimo ristorante,ripetendo diverse volte le parole...Tu sei pazzo,complettamente pazzo.....Ma la serata con Miro non ebbe termine al ristorante Campagna,perchè per seguito io,sempre in compagnia di queste medesime persone,per concludere la serata,cambiammo ristorante e andammo tutti alla pizzeria Santa Lucia,locale molto ben noto in città e,qui al bar,vidi Miro in compagnia di altre tre o quattro persone,il quale notando pure lui il mio arrivo,essendo in compagnia di altri suoi pari,davanti a tutti mi provvoco`dicendo a voce alta...Sai dove puoi mettertela la tua pistola? e contemporaneamente alzava la mano mostrando il medio a pugno chiuso...avrei potuto lasciar perdere,dato che notai che era pure ubbriaco,ma quella sua straffotenza da vigliacco,solo perchè si trovava in compagnia e forse pensava di essere il piu`forte,mi fecce saltare la mosca al naso...tolsi il revolver dalla cintola e lo porsi in mano alla signora,in modo di tenerlo e, per seguito mi avventai contro Miro e il suo stesso gruppo...una vera scena da Far West,dove il bar medesimo ando`all aria e Miro con i suoi amici,scapparono fuori dalla porta,dopo averle prese di santa ragione...solo che per quella faccenda,quando tutto fu terminato,intervenne la polizia di Locarno e porto`tutti dentro per accertamenti...mi sequestrarono il revolver e dovetti pagare una multa,ma per quello non era che me ne fregava piu`di quel tanto,l importante per me fu che tutta la storia venne chiarita,perchè avevo agito in tal modo...pensai che tutta la faccenda fosse terminata quella sera e certo non mi sarei mai immaginato che invece era poi solo all innizio,perchè le persone che avevo preso le loro parti nel diffenderle,avevano un loro scopo,daltronde molto subdolo e contorto,nel volermi invitare in loro compagnia a quel ristorante e,questo mi riuscii di capirlo solo alcuni giorni piu`tardi,dato che si era preso l abbittudine di frequentarci ogni sera,rivedendoci al ristorante.....
- Giugni G. e Klara era una famiglia della High società Ticinese,lui inoltre era proprietario di una fabbrica metallurgica a Locarno ed entrambi vivevano in una villa ai Monti di Orsellina...persone che fosse come una qualunque mia amicizia con delle altre persone,ma ad un certo momento cui i soldi non mancavano certamente,dato che il lusso stesso di loro per il modo in cui vivevano, era molto prorompente ed evidente....Inizialmente questa loro conoscenza,mi indusse a credere percepii come una nota stonata in loro,anche se sul momento non visualizzavo bene la situazione e per questo motivo,volli andare a fondo dell intera faccenda...per questo stesso motivo,quando Klara mi propose di divenire il suo amante,anche se controvoglia,accettai...da quel momento la mia vita ebbe un totale risvolto,andai su loro medesima richiesta ad abitare nella villa ed in questo modo venni a conoscenza della loro medesima vita privata...certo che tutto quel lusso che mi attorniava e quella vita sia dicendo di pacchia,forse a un altra persona avrebbe preso completamente la testa,facendogliela perdere del tutto,ma avendo come l impressione di trovarmi in un nido di serpi,rimanevo sempre sul chi vive,prestando molta attenzione ad ogni minimo dettaglio ed a ogni loro minimo comportamento e questo mi permise di notare molte cose che non funzionavano in un ordine normale di vita per quella medesima famiglia...Lui rimasto vedovo dalla prima moglie,per seguito si era risposato con Klara,donna ungherese separata dal primo marito con il quale aveva una figlia e,dove questa medesima figlia,Szilvia,viveva in quella villa con loro...in quel periodo venni a conoscenza di tante cose e mi riuscii di visionare diversi filmati che tenevano in casa...non voglio troppo soffermarmi sui dettagli,ma quello che visionai mi sconvolse abbastanza,dato che in quei video c era del tutto e del piu`,tra festini e orge di massa dove mi riuscii riconoscere delle persone di alto bordo,avvocati,banchieri,poliziotti ecc. ecc....tutte persone della regione e dove Szilvia,pur essendo minorenne,all epoca dei filmati,l avevano resa partecipe in quei loro stessi giochi...Ora il quadro della situazione,mi stava divenendo sempre piu`chiaro ed evidente,ma quella certezza me la diede Klara personalmente,quando durante un viaggio a Budapest,in sua compagnia,mi propose di eliminare sua figlia,Szilvia,faccendola sparire complettamente e per questo mi propose un incentivo di 50.000 franchi svizzeri,come pagamento per il lavoro....Ormai Szilvia,aveva raggiunto la maggior età e,loro temevano che in caso di denuncia da parte sua,avrebbero finito per intercorrere in sanzioni legali...A quella proposta di Klara,prima di dare una risposta definitiva nell accettare quel contratto,presi del tempo,volevo riflettere su come giocare tutta la faccenda,dato che mi dissi che se non avrei accettato,molto probabilmente,con tutti i soldi che avevano,quasi sicuramente prima o poi avrebbero trovato qualcuno disposto ad eseguirlo,il quale certamente abbagliato dalla somma di denaro offerta,non si sarebbe poi fatto troppi scrupoli nell accettarlo...Di ritorno dall Ungheria,scelsi un Procuratore,il quale mi dava l impressione di essere uno dei meno corrotti,in tutta l istituzione Giudiziaria Ticinese,l On.Mordasini e, ne parlai con lui di quel problema,spiegando il tutto per filo e per segno....dopo circa una settimana di attesa,Mordasini mi interpello`nuovamente nel suo ufficio,alla Procura distrettuale e molto chiaramente,mi disse di lasciar perdere completamente l intera faccenda,dato che lui medesimo aveva le mani legate dalla politica e,inoltre la famiglia Giugni, erano ottimi contribuenti per lo Stato...da quell istante capii che avrei potuto fidarmi solo di me stesso,dato che la medesima legge faceva prevalere il denaro sopra una vita umana e,questo posso affermarlo con certezza, è molto tipico di questo paese...Per prima cosa,come passo essenziale era quello di proteggermi le spalle...raccolsi tutti i video sostituendoli con altri, del tipo biancaneve e i sette nani e,qui ci stava pure una presa per il culo da parte mia nei confronti della famiglia Giugni,e andai a depositarli presso un amico,che in passato faceva l investigatore privato ma ora aveva una Holding,in modo che me li conservasse in cassaforte all insaputa da tutti quanti...per seguito convinsi Szilvia a seguirmi in Francia che perlomeno in quel luogo, era fuori dal grande pericolo che incorreva con la sua propria stessa famiglia,soprattutto con sua madre e, con Szilvia partii per ritornare a Parigi,dove andammo ad abitare alla Rue du Dome a Boulogne-Billancourt,dove tramite il mio amico che mi conservava i video,feci avvisare la medesima famiglia Giugni,di lasciar stare deffinitivamente Szilvia,dato che se sarebbe capitato qualcosa di male alla ragazza,veniente da parte loro, avrei saldato i conti con loro personalmente,facendoli fuori...Certo che mi ero proprio preso una bella gatta da pelare,come responsabilità verso Szilvia medesima,ma ormai quel che era fatto era fatto e,non mi sarei certo tirato indietro...inizialmente dovetti pure insegnare alla ragazza a falsificare la sua firma,dato che ora,sui documenti falsi che io stesso le avevo fatto,si chiamava Carla Fumagali,una mia amica la quale mi aveva ceduto volontariamente il suo passaporto svizzero,in modo che potessi tarocarlo per aiutare Szilvia...
- Ben presto,tre quattro giorni,dopo il nostro arrivo,pure la rue du Dome,come quartiere si rivelo`del tutto particolare,oltre al proletariato imperversava pure la malavita...ormai avevo quasi fatto l abbittudine a simili quartieri dove,pur non volendolo,ci finivo quasi sempre,quasi fosse stato per me come una calamita...temendo non tanto per me ma,per Szilvia,la quale oltre non parlando l idioma francese si sentiva complettamente spaesata,presi la risoluzione di armarmi per motivi di sicurezza personale...Per questo motivo,al 98 da Sadaoui,un bar algerino del quartiere,come una persona si ingaggio a farmi avere una 45 automatica,avanzai lui del denaro come caparra anticipata,1000 FF che all epoca era una somma abbastanza consistente,con l accordo che entro una settimana,avrebbe consegnato la merce e l avrei terminato di pagarlo,ma purtroppo attesi invano,dato che non vidi ne lui ne l arma...non me la presi piu`di quel tanto perchè sentivo che prima o poi ci saremmo rivisti,percio`in quel momento ripiegai su un canne mozze cal.11 che presi l abbittudine di sempre averlo con me,tenendolo in un sacco sportivo che portavo a tracolla,smontato e con le munizioni nel medesimo sacco...dopo tre giorni di impraticamento,aprendo il sacco,montandolo con i due colpi in canna,non impiegavo piu`di 6 secondi perchè questi fosse pronto per l uso...Trascorse circa un mese,quando un giorno,mentre mi trovavo in compagnia di Szilvia,la quale mi seguiva sempre ovunque dove andassi,a pranzo alla Feuillantine da Majid,un altro ristorante algerino, il quale si trovava proprio in faccia al 98 sul lato opposto della strada,vidi attraverso la vetrina del ristorante mentre stavo seduto al tavolo a pranzare,la persona la quale mi aveva garantito la 45 entrare da Sadaoui...senza alcuna esitazione da parte mia,fregandomene altamente che mi trovavo in un locale pieno di persone,aprii la cerniera del sacco che in quel momento l avevo vicino ai miei piedi,estraendone il canne mozze,montandolo e aggiungendo i due colpi in canna,per seguito alzarmi in piedi e complettamente incurante delle persone che si trovavano nel locale,uscire dalla porta della Feuillantine,attraversare la strada alquanto trafficata pure da pedoni ed entrare al 98,con il canne mozze spianato verso i presenti stessi,dicendo loro di non immischiarsi e rimanere tranquilli seduti al loro posto che non sarebbe capitato nulla di male,almeno a loro...per seguito rivolsi l arma,puntandola sotto al naso alla persona la quale mi doveva l arma e chiesi a lui,se si era dimenticato di me e di quello che mi doveva.A quelle mie parole un indicibile terrore si profilo`sul volto dell uomo,il quale tremante di paura mi supplico`chiedendo pietà e dicendomi che era padre di due figli e per seguito,rivolgendosi ai presenti nel locale i quali molto probabilmente li conosceva,chiese loro di aiutarlo a raccimolare la somma di denaro che mi doveva...questi prontamente si autotassarono e come ebbero raggiunto la somma,la dettero in mano all uomo per consegnarmi...a questa sua buona volontà,categoricamente rifiutai il denaro,dicendo a lui di ritornarlo alle persone che si erano autotassate ma,di ricordarsi,visto che era padre di due figli,di insegnar loro cosa era la correttezza nelle promesse e nella parola data e,di mai sgarrare in cio che dicevano e,per questa volta avrei lasciato correre e mi sarei accontentato che mi offrisse un bicchiere della staffa...in quel momento per quel mio medesimo comportamento,devo dire che i bicchieri offerti furono diversi e,non solo da lui ma pure dal resto dei presenti,oltre che dal medesimo proprietario del bar...il giorno seguente,in quel quartiere tutti parlavano di me e in bene,tanto che ad ogni festa algerina,mi invitavano in mezzo a loro e mi fecci un mucchio di amici e pure Majid,il proprietario della Feuillantine mi divenne amico nel vero senso della parola e molto spesso andavo pure ad aiutarlo nel suo medesimo ristorante,sia a cucinare che a servire la clientela....Solo causa quella mia medesima popolarità,un bel giorno venne una persona a parlarmi,Alain un ispettore della Brigata stupeffacenti di Boulogne Billancourt,il quale avendo sentito parlare di me e del mio forte ascendente che avevo sulle persone medesime,mi propose di lavorare per loro,infiltrandomi nel giro degli stupeffacenti della Place Nationale,per poter arrivare ai capi del reseau e poter smantellare il tutto.Con questo mio aiuto,per come mi spiego`,lui avrebbe potuto pure far carriera ed arrivare di poter lavorare nel distretto di Nanterre,dato che questo era il suo sogno da diversi anni.Quella sua proposta la accettai,non tanto per la sua carriera ma,piuttosto per riuscire a smantellare una grossa organizzazione di trafficanti...l unica condizione che posi lui,era quella di avere complettamente carta bianca e di poter muovermi nell ambiente come avrei voluto,senza alcuna interferenza da parte di nessuno di loro,dato che avrei dovuto prima guardarmi attorno per poi poter aggire di conseguenza, dopo attenta valutazione del momento stesso e, questo lo dissi chiaro e tondo pure davanti ad altri due ispettori suoi colleghi...Tutti loro,acconsentirono a quella mia proposta ed accettarono le mie condizioni...Il giorno seguente,sempre in compagnia di Szilvia,andai a stabilirmi in un hotel,il quale dava proprio sulla Place National,proprio in faccia all entrata delle officine Renault...da quell hotel,avrei potuto tenere sotto controllo, la piazza medesima ed osservare i movimenti delle persone,prima di incominciare nel buttarmi in seno a quel medesimo giro,sapendo pure cosa arrischiavo se qualcosa fosse andato storto,ma soprattutto cosa avrei fatto arrischiare a Szilvia della quale mi sentivo complettamente responsabile...anche se a dire il vero,forse per la sua giovane età,non aveva assoluta consapevolezza di quel medesimo ambiente e di quel luogo,ma ad ogni buon conto, per la sua medesima sicurezza,la tenevo estranea a tutto, cercando di immischiarla il meno possibile nelle mie stesse faccende.....

- Dopo aver tenuto d occhio molto attentamente i vari movimenti delle persone,le quali lavoravano nel giro della droga,soprattutto quelle dei piccoli spacciatori,decisi di passare all azione...mi ero reso conto che per arrivare al grande,avrei dovuto proprio inniziare dal basso e creandomi una certa reputazione di fiducia e del saper fare,proprio dal piccolo ambiente,dovevo a parole povere semplicemente buttare un esca,tanto prima o poi qualche pesce grosso avrebbe sicuramente abboccato...inoltre andavo sul sicuro,dato che i medesimi ispettori di polizia mi avevano concesso carta bianca...Andai al parco cittadino della Place Nationale,dove i diller vendevano al dettaglio,tranquillamente alla luce del sole e sistemandomi vicino a loro,osservavo attentamente le facce dei loro clienti,per poterli reperire molto meglio,cosi`il giorno seguente,già al mattino presto,come questi arrivavano,li bloccavo subito all entrata del medesimo parco e chiedevo loro se avevano bisogno di roba,sapevo dove condurli nell immediato e,questi mi seguivano...ormai conoscevo pure, tutti i Diller di vista e i clienti li conducevo direttamente da loro,solo che se un certo Diller era abbituato ad avere dei clienti xxx,io portavo a lui dei clienti yyy,mentre gli xxx li conducevo al Diller abbittuato a ricevere i clienti yyy....la tattica era molto semplice....con quel mio metodo,tempo tre giorni,mi ero ammicato tutti i Diller della zona perchè i loro clienti medesimi,come mi vedevano,venivano direttamente da me per avere la loro dose ed io a mia volta,lo conducevo dal Diller del momento...la voce della mia operosità,si sparse molto rapidamente nel medesimo ambiente e,in effetti tempo una decina di giorni,una persona,MoMo,si presento`a me e mi invito`a bere in sua compagnia in un ristorante della Place....Tempo un ora di parlottamento con lui,ecco che questi mi offri della merce da piazzare,ormai sentivo che ero sulla buona strada per quel mio infiltramento,anche se lui era solo ad un certo livello medio di gradatoria,in quanto a pesce...Tempo altri dieci giorni di lavoro frenetico a spacciare la sua merce,senza mai far mancare a lui un centesimo ne un grammo di merce,la mia medesima reputazione,come persona corretta e fidabile,si accentuo`maggiormente in quel medesimo ambiente...anche se per quella mia prevalenza in quel campo,lasciai tanti altri Diller senza lavoro,sempre beninteso se lavoro lo si voglia considerare...In effetti con quella mia reputazione che mi ero creato,mi si presentarono altre persone e, questa volta molto piu`in alto,dato che mi proposero direttamente di lavorare per loro,i quali per come mi garantirono, se qualcosa mi fosse andata male con la polizia, avevano i loro stessi avvocati, a mia completta disposizione....Ormai il giuoco era fatto,ero entrato nel grosso giro e,questo mi permise di conoscere contatti,gente in alto pure di alto bordo e il loro medesimo sistema operativo e,per ogni giorno che trascorrevo in quell ambiente,accumulavo informazioni sopra informazioni...Tutto sembrava funzionasse per il meglio fino a quando mi capito`un imprevvisto del tutto inaspettato...Un giorno,quando mi trovavo in un bar della Place,un marocchino del giro,di medio livello per quell ambiente,voleva far fuori un cliente ad ogni costo,dato che era stato paccato da questi...dovetti sudare sette camice per convincerlo a lasciar perdere e farmi consegnare la sua pistola automatica 7,65,la quale la pagai pure,ma questo per me non aveva alcuna importanza,l importante era che avevo evitato una sparatoria in mezzo a gente,la quale avrebbe potuto avere conseguenze nefaste...La sera stessa andai a depositarla al commissariato,portandola direttamente ad Alain e,spiegando il tutto,ma molto probabilmente qualcuno dell ambiente mi aveva notato al commissariato,mentre entravo o,mentre uscivo,anche se ogni qualvolta quando andavo al posto,prendevo sempre ogni tipo di precauzione, essendo il massimo della discrezione medesima....In effetti,alcuni giorni dopo,in un raduno di persone di alto bordo,alle quali era arrivata una grosso quantitativo di merce e,mi trovavo presente con loro,percepii qualcosa che non funzionava,dato che il loro medesimo modo di fare ed agire nei miei stessi confronti era cambiato,c era in loro un tono di malfidenza e,la conferma medesima fu quando uno di quelle persone mi disse in chiare note perfette che qualcuno mi aveva visto uscire dal commissariato la tale sera...per vari motivi e vari dettagli compresi che non era certo uno di loro che mi aveva visto,ma era solo una notizia riportata molto probabilmente da qualche tossico...in quella sittuazione sentii che non avevo molta scelta,dovetti prendere il sopravvento alla sittuazione medesima che era venuta a crearsi,ribadendo loro...ma cosa credete?...credete forse che sono uno sbirro?...e mentre pronunciavo queste parole,tanto per dimostrazione presi della roba e me la ficcai in naso,respirandola,davanti ai loro occhi...quel mio gesto li tranquillizzo`tutti quanti,dato che nessun polizzioto avrebbe mai fatto una cosa cosi`assurda....Il mattino seguente,cessato l effetto della roba,fisicamente stavo male cane...forse questo fatto di astinenza immediata era dovuto proprio alla purezza della roba medesima,la quale era di grado molto elevato,dato che per seguito,prima di venire immessa sul mercato doveva essere ancora tagliata...cosi`,per riprendere le mie funzioni organiche normali,dovetti sniffarne dell altra...questa faccenda mi duro`per almeno una ventina di giorni e mi rendevo perfettamente conto che mi stavo infognando sempre di piu`,dato che come il tempo trascorreva,per poter stare bene fisicamente, dovevo di continuo aumentare la dose giornaliera....ora avevo pure imparato cosa provava un tossico,quando questi era in crisi di astinenza ed il perchè di quel suo continuo bisogno di roba...Decisi che era meglio chiudere tutta la faccenda,dato che ora le informazioni raccolte erano piu`che sufficenti,per questo motivo fecci pressione su Alain e gli altri ispettori,dicendo loro che se non avessero concluso alla svelta,io avrei mollato tutto,dato che non me la sentivo piu`di continuare in quella fogna...Non furono molto daccordo che piantassi la faccenda nell immediato,dato che loro volevano molto di piu`,ma insistei talmente che non ebbero scelta...in effetti cinque giorni dopo l operazione scatto`e ando in porto con successo...140 arresti di grossisti e di roba alla Place Nationale non ne girava piu`assolutamente...sembrava quasi che la medesima aria,fosse divenuta piu`pulita e respirabile....Alain fecce carriera molto rapidamente e cosi`pure gli altri ispettori,dato che si erano presi il merito di tutta l operazione e di questo non mi interessava piu`di quel tanto,ma quello che mi tocco maggiormente fu che Alain giuoco`molto sporco con me,dato che mi aveva messo nel numero tra gli arrestati,nascondendo la verità alla procura,solo per la sua medesima carriera,anche se la verità,prima o poi viene sempre a gala e quella sua bella carriera,duro`molto poco,ma questa è un altra storia,la quale ebbe uno strascico di coda fino a diversi anni piu`tardi...Ora io personalmente mi trovavo infognato con la roba,ma per mia fortuna avevo un buon fisico e soprattutto una volontà ferrea,dove dal momento che l intera faccenda fu chiarita e l operazione conclusa come doveva concludersi,mi ritirai a Montigny Le Bretteneux,con Szilvia e li`complettamente solo, mi disintossicai senza alcun aiuto e senza l aiuto di alcun medicamento chimico...furono veramente due settimani infernali,tra vomito e febbre elevata,fino che fisicamente mi ristabilissi complettamente,ma riuscii in pieno......

A Montigny,Les Brettenneux...la vita scorreva abbastanza regolare,inoltre Szilvia si trovava quasi ai suoi ultimi mesi di gravidanza e,questo non mi permeteva certo di lanciarmi in qualche altra storia,come si suol dire non troppo cattolica...In effetti,la prima figlia Monica, nacque all ospedale di Versailles il 9 febbraio del 1986 e,pure qui,all anagrafe di Versailles dovetti registrarla,oltre con il mio nome vero,quello di Braga,con il cognome falso della madre,quello di Fummagali Carla,dato che i suoi medesimi documenti erano falsi,ma per certo,in quel momento non potevo fare altrimenti causa la medesima sittuazione di stallo cui si viveva...ci sarebbero state troppe cose da dover giustificare alle medesime istituzioni francesi,per quel suo cognome falso e questo,per certo avrebbe creato ulteriori problemi e,per quel periodo certamente non ne volevo altri...solo che come si dice,il medesimo destino aveva già tracciato la strada,perlomeno la mia...Perchè di li`a un paio di mesi circa,dalla nascita di Monica,due amici del luogo di origine Manouche o gitana,Guy e Marco,mi chiesero di accompagnarli a Marsiglia dato che conoscevo molto bene la città e avrei potuto essere loro guida,dovendo a parer loro andare in quel posto per ragioni di lavoro e,con noi sarebbe pure venuta un altra persona,Nordine di origine algerina...il tutto non sarebbe durato piu`di una settimana e per quel breve periodo di mia assenza,accettai di accompagnarli senza nessun problema da parte mia...Arrivati nel Midi,ci stabilimmo a Aix en Provence,altra regione che conoscevo altrettanto bene che Marsiglia e giornalmente si viaggiava da Aix a Marsiglia con andata e ritorno,almeno per i primi due giorni e, come si arrivava a Marsiglia io li portavo direttamente nei quartieri che loro mi richiedevano e,personalmente,non mi preoccupavo di nulla,dato che per come li conoscevo mi sembravano persone affidabili ed io nel tempo della attesa,mentre gli aspettavo per il rientro,me ne andavo per i fatti miei a ritrovare luoghi e vecchi amici del periodo che ero ancora nella Legione...Solo che una sera,rientrando in direzione di Aix,un auto della polizia blocco`la nostra su cui viaggiavamo,per effettuare un controllo e morale della storia,Marco nel baule dell auto,aveva della merce rubata ed io ero del tutto ignaro di quella faccenda...a Aix si arrivo`ugualmente ma al commissariato e da quel posto partii un inchiesta da parte della polizia...Marco e Nordine vennero trasferiti al carcere di Aix,mentre io e Guy venimmo trasferiti al penitenziario delle Baumettes di Marsiglia,solo per tenerci separati durante l inchiesta....Francamente quel carcere era veramente allucinante,dato che mi sembrava di essere ripiombato nel medio evo,sia per struttura interna,sia per moto di vita medesima...la mia grande fortuna fu che nella legione,avevo visto e subito molto di peggio e,per questo motivo mi venne molto piu`sopportabile quella mia attesa,in quell ambiente del tutto particolare e scabroso oltre che fattiscente...La mia unica grande preocupazione di quel momento,non sapendo quanto tempo mi avrebbe preso, tutta quella storia in ambito giudiziale,era quella per Szilvia e la figlia Monica,le quali erano rimaste sole nelle Yveline a Montigny,come ero perfettamente consapevole che Szilvia,non parlando nemmeno l idioma francese ed era complettamente dipendente da me,dato che oltrettutto non conosceva nessuno,come avrebbero potuto cavarsela...Per questo medesimo motivo,fecci giungere una lettera a Szilvia,consigliandola di ritornare in Svizzera,nel Ticino dato che li`,perlomeno aveva ancora della famiglia ed inoltre parlava bene l idioma italiano...Fortunatamente tempo sei mesi,tutto si concluse per il meglio e io con Marco uscimmo liberi,mentre Guy e Nordine rimasero in carcere,dato che la medesima sentenza del giudice fu loro sfavorevole ed a giusta ragione...Quando giunsi a Montigny,pero`ormai Szilvia e Monica erano già ritornate in Svizzera da alcuni mesi e,dopo alcuni giorni,giusto il tempo di sistemare alcune faccende private e pure io decisi di raggiungerle....Giunto in Ticino,ritrovai Szilvia e la figlia a Locarno,le quali erano andati ad abitare in una depandence della casa, della propria madre, ai Monti e per questo motivo,li trasferii quasi nell immediato,andando ad abitare tutti assieme,nuovamente a Bodio dove io,lavoravo sempre come indipendente nel mio vecchio mestiere di imbianchino...Avevo preso in affitto un appartamento di un palazzo del signor Borra Gianrico,dove potevo pure avere un magazzino per i miei vari materiali che mi occorrevano per il mestiere...Per un certo periodo,tutto andava per il verso giusto,in una vita regolare...Szilvia rimase incinta per la seconda volta e il 27 luglio dell 87,nacque pure la seconda figlia Jessica,all ospedale di Faido,ma dopo un paio di mesi dalla sua nascita ecco che un evento imprevvisto subbentro`quasi repentinamente a scombussolarmi nuovamente la vita...Borra,il proprietario dello stabile,il quale era pure proprietario di un negozio e di un paio di ristoranti,dato che era come persona molto benestante,mi invito al suo ristorante,perchè era intenzionato a parlarmi...sul momento credetti che fosse per qualcosa concernente il mio mestiere esercitato in quel momento e, avesse bisogno di qualche restauro o ristrutturazione di qualche suo stabile,ma la sorpresa maggiore per me,data la mia vecchia reputazione e daltronde molto sfalsata,dove le persone del posto avevano fatto di me una leggenda vivente,nelle loro stesse fantasie di poveri dementi,mi propose nientemeno di ammazzare per lui due persone,per cui mi avrebbe versato un compenso di 500000 Franchi svizzeri a lavoro compiuto...Sembrava quasi che per me,il destino medesimo mi maleddiceva a tutto spiano,dato che simili elementi, sembrava quasi che dovessero capitare sempre sulla mia strada e,generalmente queste erano tutte, sia dicendo persone perbene e stimate,almeno per l apparenza che davano...solo ora,con questa sua proposta,avevo solo due possibilità,o accettavo quel suo lavoro o mi trovavo in merda io,dato che mentre mi proponeva il medesimo,mi aveva esposto ogni singolo dettaglio e certamente sapevo troppo...Dovevo assolutamente trovare la maniera migliore,per sistemare tutta la faccenda,senza far correre alcun pericolo alla mia medesima famiglia...
Il Borra come personaggio era molto subdolo,molto falso,molto avido e altrettanto molto vigliacco...quello che avrebbe voluto fare lui,ma mancando di corraggio, per un suo tornaconto,preferiva comperarlo da altri, essendo lui medesimo una persona viscida,la quale optava esclusivamente ad una tendenza di puro materialismo e non certo di pura coscienza per il rispetto della vita medesima,soprattutto quella altrui...avendomi scelto come elemento clou,per portare a termine un suo desiderio nefasto,basandosi esclusivamente su di una mia reputazione,daltronde molto distorta,sia dai media che da istituzioni giudiziarie,non si rese certamente conto di aver scelto la persona sbagliata...la sua stessa avidità lo acceccava complettamente e sicuramente sarebbe stato quello che lo avrebbe fregato in maniera definitiva...Trovavo che era una persona assolutamente da fermare,a qualsiasi costo anche se devo dire che le due persone che voleva far fuori,certamente non erano due stinchi di santi,dato che li conoscevo e sapevo perfettamente che entrambi rientravano nella classica categoria dei veri ladroni se non peggio...ma questo non era certo un motivo valido per eliminarle fisicamente solo perchè lui avrebbe guadagnato due milioni di franchi per la loro morte,dato che aveva stipulato sulla loro vita un assicurazione della Loyds la quale corrispondeva un pagamento pure per morte violenta e, questa assicurazione che lui stesso pagava regolarmente era stata pure fatta con il loro consenso,in quanto a garanzia di debiti elevati che loro avevano nei suoi stessi confronti,per dei prestiti ricevuti....Ero perfettamente consapevole che per fermarlo e fermare questa sua idea assurda,dove se non l avrei eseguito io come lavoro,quasi sicuramente avrebbe trovato altri da farglielo eseguire,avrei dovuto mettermi in giuoco complettamente...dovevo riuscire a distogliere momentaneamente la sua attenzione dal suo obbiettivo primario,giustappunto giuocando sul fattore della sua medesima avidità...Inoltre sapevo perfettamente che qui in Ticino,certamente non avrei potuto contare nè sulle istituzioni giudiziarie,nè tantomeno su qualche Magistrato Ticinese,dato che un simile personaggio certamente nessuno non lo avrebbe mai toccato,pure essendo lui un buon contribuente per il medesimo Stato e, in passato solo per la famiglia Giugni,né avevo avuto la prova....Dovevo creare una sittuazione del tutto particolare,immettendo in essa diversi elementi con la quale sarei riuscito a fregare sia Borra e,sia farmi credere dalle medesime istituzioni giudiziarie...sapevo che per questo,avrei dovuto sacrificarmi per l ennesima volta,giuocando con la mia propria vita e sopportandone gli effetti collaterali sulla mia propria pelle,ma ero disposto a farlo a qualunque costo....Convinsi Borra a divenire un trafficante nel giro della droga,prospettandogli guadagni da capogiro,dato che era un ambiente che sapevo come agiva,avendone già avuto esperienza in Francia,anche se in realtà questo mio proponimento era complettamente fasullo dato che per me era solo un modo di guadagnare del tempo,per raggiungere il mio vero obbiettivo che era quello di fermarlo...per questo motivo mi fecci consegnare da un mio conoscente del medesimo paese di Bodio,il quale era tossico e faceva uso di eroina,50 grammi di Braun Sugar,eroina che in quell epoca girava facilmente,soprattutto alle nostre lattitudini grazie al Park Splitz di Zurigo e lo consegnai a Borra,insegnando lui come prepararla e come formare le dosi per la stessa vendita,innutile che spiego il grande entusiasmo di Borra medesimo,il quale vedendo il lauto guadagno che avrebbe potuto perpetrare in breve periodo,casco` nella rete che stavo tessendo,come un perfetto pollo...per rendere piu`accentuata questa sua medesima convinzione,lo portai in mia compagnia in diversi locali e bar del Locarnese,dove sapevo per nomea che era un ambiente di tossici e,mostrai a lui come bisognava vendere e i soldi come entravano nell immediato...inoltre fecci tutto questo tranquillamente alla luce del sole,mostrandomi chiaramente nel medesimo giro di quelle persone,ben sapendo che immediatamente la voce sarebbe circolata immediatamente,giungendo perfino alle orecchie della medesima polizia ed io giuocavo proprio su questo fattore tempo...solo che per riuscire poi,per seguito farmi credere dagli organi competenti,dovevo creare una sittuazione per la quale non avrebbero esitato nel credermi,avrei dovuto dar loro la prova tangibile dove una sittuazione medesima,li avrebbe complettamente convinti in cio `che avrei raccontato loro e quale miglior sistema che quello di rendermi tossico pure io?...conoscevo la mia resistenza fisica e sapevo fino a quale punto ero in grado di sopportare le medesime conseguenze biologiche e sapevo pure il mio punto limite...inoltre avevo già constatato in Francia un esperienza similare per questo motivo ero cosciente del mio stesso autocontrollo,l importante che i medesimi organi inquirenti,non lo sappessero...solo in questa maniera,per loro sarei divenuto credibile...Presi metà della merce data a Borra,25 grammi circa a sua totale insaputa e cominciai a innietarmela,tempo un mese ero pronto a passare alla fase successiva e telefonai al signor Mombelli,il capo dell antidroga di quel periodo,invitandolo a casa mia...Ora ero divenuto credibile,per tutta la storia che spiegai lui e questo era dovuto al medesimo fatto che secondo i loro medesimi punti di vista,parlavo da tossico il quale era sottoposto fisicamente a debolezza e non esisteva piu`alcuna premessa per non credermi...in effetti quel giorno medesimo fecce un primo verbale di chiarimento sull intera faccenda per i preparativi di omicidio e sarebbe partita una loro inchiesta...dopo due settimane venni condotto alle carceri pretoriali di Bellinzona,in attesa che la medesima inchiesta fosse terminata...Borra venne arrestato e venne pure lui trasportato alle medesime pretoriali ed in quel posto rimasi per sei mesi...devo dire che le prime settimane chiuso in una cella,mentre mi disintossicavo non me la passai certamente bene,in quanto fisicamente,dato che febbre,nause,vomiti e chi piu`ne ha,piu`ne metta,mi prendevano estremamente ed inoltre dovevo forzarmi moltissimo,pure stando male come un cane,rispondere alle domande dei medesimi inquirenti e mantenere con essi sempre un filo logico,quando raccontavo...Dopo sei mesi,venni trasferito al penitenziario della Stampa,con ordine da parte del medesimo Magistrato On.Mordasini che avessi la massima delle libertà all interno del medesimo carcere,dove esercitavo in quell ambiente la mia professione,inoltre lavoravo pure in campo artistico con quadri a olio e li mi feccero fare pure una prima mostra...mi pagarono pure una scuola di belle arti,il procuratore medesimo mi fecce sposare direttamente con Szilvia nel carcere,cosi`in quel modo avrebbe potuto avere legalmente la cittadinanza svizzera,sistemo`pure la faccenda dell anagrafe di Versailles,faccendola registrare con il suo vero nome ed io continuavo ad avere la massima delle libertà,mentre Borra venne condannato e perse tutti i suoi medesimi averi,oltre la moglie ed i figli....In tutto in quel carcere rimasi per quindici mesi,tra i primi sei mesi passati alle pretoriali e l ultimo periodo trascorso alla Stampa fino che venne instaurato il processo e devo dire...che quando lasciai quel posto oltre a essermi fatto molti amici pure in seno alle medesime istituzioni,fui felice di aver vinto un ennesima battaglia..."
Come uscii dal carcere,per sei mesi ritornai a Bodio,dove assunsi pure l incarico di portinaio e uomo tuttofare nel medesimo stabile ex Borra,il quale era stato rilevato da un altro proprietario il quale mi aveva chiesto questo mio servigio...devo dire che questo mio lavoro,come ogni lavoro che avevo sempre svolto fin ora,l avevo sempre preso seriamente addempiendo al mio dovere con la massima serietà e senso di responsabilità...ed ogni datore di lavoro,non aveva mai dovuto lamentarsi per delle mie mancanze o incongruenze nel ramo esercitato in quel momento e questa era una mia forza....Per seguito cambiai domicilio andando ad abitare a Iragna e lavorando a Biasca per la Ditta Barassa,li si lavorava con camion,in seno all ecologia,depurando fosse setiche e trasportando oli o prodotti chimici per lo smaltimento,in varie parti della Svizzera,pure questo lavoro lo presi seriamente,forse troppo dato che dopo 7 mesi circa venni licenziato,non perchè non svolgevo il mio lavoro correttamente ma semplicemente perchè mi ero rifiutato di compillare bollettini falsi,i quali servivano come fatturazione per i clienti...non me la presi piu`di quel tanto,dato che tre giorni dopo,mi trovavo già a lavorare alla Fabbrica Nikelmesh sempre di Biasca...questo lavoro era abbastanza massacrante,dato che era di tre turni,ma non me ne lamentavo,anzi pure in quella fabbrica,in poco tempo tutti,dagli operai ai dirigenti,mi avevano preso a benvolere,dato che ero sempre disponibile per ogni sorta di lavoro che mi proponevano,quando magari dovevo rimpiazzare qualcuno assente in altri reparti,inoltre il direttore medesimo,mi aveva commissionato quattro grandi quadri da farsi,i quali dovevano rappresentare il lavoro di quella fabbrica medesima,3m.x4m. circa,lavoro questo che facevo durante il mio tempo libero dai medesimi obblighi lavorativi verso la fabbrica....Solo che tutto questo,mi impiegava molto tempo e,trascurai la famiglia...Szilvia in casa,dato che lei era casalinga,diveniva sempre piu`pigra e viziata,in casa non muoveva piu`la minima paglia,nemmeno per cucinare o mantenere la casa in ordine e io dovetti occuparmi pure di questo,oltre a dovermi pure occupare della medesima portineria di quel medesimo stabile...i nostri rapporti andavano via via sempre piu`scemando ed io fisicamente mi sentivo sempre piu`stanco...Cercando di salvare quel nostro rapporto,dopo un anno circa,lasciai il lavoro di fabbrica e tutti ritornammo a stabilirci a Locarno,dove pure in quello stabile,assunsi il lavoro di portineria...ma pure li`,il nostro rapporto non si ammigliorava di certo,ma diveniva sempre peggio nella sua stessa pigrizia e le sue pretese in tanto a tenore di vita,aumentavano grandemente.....E in quel momento stavo entrando in un nuovo inferno e li`,credo di aver fatto la piu`grossa sciocchezza della mia vita,perchè per cercare di salvare la famiglia e far mantenere a lei un certo tenore di vita piu`elevato del solito,per come mi ricchiedeva e accontentarla in quella sua pigrizia molto latente,presi la risoluzione di mettermi a spacciare droga seriamente,per mio conto...Per un anno circa,esercitai pure questo mestiere,con la polizia non avevo problemi,dato che sapevo come muovermi nell ambiente medesimo,solo che come effetto collaterale,pure Szilvia incomincio`ad usarne divenendo tossica e li`,tra noi le cose peggiorarono,perchè da pigra,divenne super pigra...Un mio amico,un ispettore della narcotici di Locarno,Mondini,mi consiglio`un istituzione di recupero,il Patriarche di Lucien Engelmayer,in Francia nei Pirenei al Chateau del Cuqueron...ebbi molte difficoltà nel convincerla,ma dato che l avrei accompagnata e sarei rimasto con lei,durante tutto il periodo neccessario alla sua disintossicazione,mi riuscii a farla andare in quel posto...posto dove per seguito lavorai pure come terapeuta per disintossicare le persone...ma qui innizia un altra storia,dato che come arrivai in quel posto,non era proprio come mi era stato descritto e dovetti fare del mio stesso meglio,per far cambiare tutta la sittuazione di quel medesimo luogo...Era l anno 1993...
- Il Cuqueron era un bellissimo castello dell epoca napoleonica,come posto mi piacque subito per la sua medesima struttura...quando arrivai con Szilvia c erano circa una cinquantina di persone,tra ex tossici i quali lavoravano come terapeuti e persone che erano li`a seguire un programma di disintossicazione,piu`i medesimi responsabili...il programma di disintossicazione verso le persone,non sempre era coerente,perchè pure li`,come nella vita esterna c erano sempre delle persone le quali volevano prendere il sopravvento sui piu`deboli,trattandoli alle volte molto duramente e pure con delle percosse,dimentichi che pure loro,prima di divenire terapeuti,avevano dovuto fare il medesimo percorso di programma e, inoltre pure la medesima gestione del luogo non funzionava cosi bene,dato che era molto incasinata...sei sette giorni per visualizzare bene tutta quella sittuazione interna,altri dieci giorni per riuscire a prevalere su tutti quei sistemi sbagliati,talvolta pure scavalcando i medesimi responsabili di gerarchia e altri sei giorni per cambiare tutto il sistema e riuscire a farlo accettare a tutte quelle persone,con duro lavoro e buon esempio...tempo un mese,dirigevo in quanto a responsabile un atelier di pittura artistica,uno di pittura di imbianchino,la zona agricola e lavoravo pure come terapeuta nella disintossicazione delle persone,inoltre avevo inniziato a restaurare degli affreschi,nella cappella del medesimo castello...mi era riuscito a far avanzare le cose talmente bene che i responsabili di direzione,mi avevano propposto la gestione del medesimo castello...come storia era molto allettante,ma quando il destino si mette in mezzo,ecco che qualcosa incomincia andare storto,perchè un giorno mi arriva una notifica da parte della polizia francese che avrei dovuto presentarmi a Nanterre,per il processo ancora della faccenda che riguardava Alain,all epoca che mi trovavo a Boulogne Billancourt...tranquillamente mi presentai per la data convenuta e tutto ando`per il verso giusto,ma solo che capito`un caso,un altra persona aveva prelevato dei dossier a lui concernenti,sottraendoli con abilita al medesimo giudice,il quale non potè istituire il processo a suo carico,questo era un pappone che lavorava nel campo della prostituzione a Pigalle...io vidi tutta la scena e pure come aveva rubato quei medesimi dossier,ma in fin dei conti non erano affari miei,dato che io non vedevo il momento di rientrare al Cuqueron a riprendere le mie attività e certo non volevo assolutamente immischiarmi in qualche altra storiaccia,pure il mio amico che si trovava in mia compagnia aveva notato che io avevo assistito a tutta la scena e,questi forse credendo di farmi un favore,ando`a riferire alla polizia che io avevo visto tutto...due settimane piu`tardi,al castello si presento`nuovamente la polizia,portandomi un ingiunzione che avrei dovuto ripresentarmi a Nanterre,per fare dei verbali e per testimoniare contro questo pappone...personalmente non me la sentivo e per questo presi la risoluzione di andarmene dal Cuqueron,lasciando tutto cio`che avevo costruito in quel ambiente,in otto mesi di tempo e di duro lavoro...ricordo quando annunciai alle persone la notizia della mia partenza,grande fu la loro commozione e le lacrime di pianto da parte loro e devo dire che questo mi commosse molto,dato che tra tutte quelle persone,avevo lasciato un segno positivo...erano tutte persone di nazionalità diversa,francesi,spagnoli,portoghesi,italiani e persino un paio di sudamericani e,invano cercarono di convincermi a rimanere,ma sentivo che dovevo continuare la mia strada...i dirigenti medesimi,magari con la speranza che io rimanessi,mi consigliarono di trasferirmi in un altro loro centro,almeno per un po`di tempo,perlomeno avrei potuto riflettere con piu calma per come mi dissero e per seguito ritornare dal momento che la polizia si fosse dimenticata di quella ingiunzione o,magari ritornare sotto falso nome con altre generalità...per questo motivo,inoltre per non delludere troppo la loro speranza,visto che tenevano cosi`ardentemente a me,acconsenti ad andare a Zandueta,un piccolo villagio vicino a Pamplona e li`di rimanervi a lavorare ancora nel medesimo sistema che lavoravo al Cuqueron,inoltre in quel periodo, stavo pure aspettando le mie figlie,le quali erano rimaste in Svizzera e avrebbero dovuto raggiungermi al Cuqueron,ma le fecci deviare in direzione della Spagna,nei paesi Baschi...In quel posto bellissimo erano trascorsi otto mesi in tutto...otto mesi dove ero arrivato a cambiare tutta una sittuazione di una piccola comunità ed ammigliorare il loro medesimo sistema di vita e devo dire che di questo ne andavo fiero,dato che ero riuscito a toccare il cuore delle persone in positivo...solo che ora,a Zandueta avrei dovuto ricominciare tutto da capo...
- Zandueta era un piccolo villaggio costituito da una decina di fabbricati,dei quali la metà non erano in uso,dato che dovevano essere ristrutturati,le persone una trentina circa,erano costituite per la maggior parte da spagnoli e portoghesi e svizzeri,soprattutto tedeschi e tre o quattro italiani...pure in quel posto,mi riuscii andare daccordo con tutti,salvo che con gli svizzeri, stranamente e,questo era dovuto al fatto, giustappunto alla loro stessa mentalità di inquadrati, per come li definivo...erano piu`testardi di muli anche se portavano paraocchi da perfetti asini...credo che questo per la stragrande maggioranza di loro, derrivi proprio da un fattore di tara genetica ancestrale e per sondare ed analizzare il tutto,basta andare un po`indietro nella storia stessa....per questo fattore,decisi che in quel posto, non valeva nemmeno la pena di inniziare un qualcosa,due mesi dopo,presi con me le figlie e la loro madre e me ne andai da quel paese per rientrare in Svizzera.....Per circa un anno ci stabilimmo a Bellinzona,ma poi per seguito andammo ad abitare in un piccolo paese,quello di Osogna,ma pure con quel cambiamento i nostri stessi rapporti di coppia si incrinarono sempre piu`ed il nostro stesso rapporto si andava rovinandosi maggiormente ed i motivi,erano quelli della sua immancabile pigrizia in tutto,dato che dovevo pure assumermi complettamente i lavori casalinghi...non è che per questo mi dispiaceva,ma il punto era che consideravo che in una famiglia,le responsabilità,bene o male dovevano essere eque,anche se avevo le spalle larghe,ma il troppo storpia e, mi sentivo divenire sempre piu`stanco di quella sittuazione che non si ammigliorava mai a dipendenza dei miei stessi sforzi che facevo,per mantenere in piedi,la famiglia unita...a un dato momento non arrivando piu`a sostenere una simile sittuazione me ne andai di casa,andando,almeno momentaneamente, a vivere in un alberghetto a cresciano,alcuni Km.da Osogna,da Rico e Sandra,avevo bisogno di riflessione e sentirmi un po`solo da tutti quelli eventi famigliari che mi divenivano sempre piu`disastrosi.......Pure in questo alberghetto che generalmente era frequentato da camionisti,immediatamente trovai il mio piede e con le persone mi trovavo bene e rimasi in quel posto per sei mesi...Sei mesi che impiegai a ristrutturare complettamente lo stabile,sia internamente che esternamente,faccendo diversi lavori di pittura e pure dei murales sulle medesime facciate,solo che a lavori ultimati,quando si tratto`di versarmi il compenso concordato,ebbi come risposta che percependo una pensione di AI,per legge non avrei potuto lavorare e,questo me lo disse chiaramente Rico,il proprietario il quale lo consideravo un amico,cosi`per un lavoro durato sei mesi a 18 ore giornaliere,pure sabato e domeniche comprese,mi avrebbe offerto una cena come compenso e io,per basi legali non avrei potuto reclamare...a questa sua risposta,devo dire che dal momento,quando mi resi conto che non stava scherzando,persi un momentino la pazienza e mi presi una parte del dovuto e questo mi costo`una nuova sentenza di giudizio da parte della magistratura Ticinese,due mesi da scontarsi al carcere di semi libertà della Stampa...mesi che avrei poi scontato nel 2000,mentre ora era solo il 1996...da quella storia,me ne uscii ancora piu`deluso che mai nel settore stesso delle amicizie...con Szilvia e le figlie mi trasferii a Magadino,ma pure in questo non mi giovo`assolutamente,dato che in ambito famigliare tutto andava a rotoli e io divenivo sempre piu`stressato,dato che non vedevo piu`alcuna via d uscita per salvaguardare la famiglia e francamente, nel 2000 quando mi arrivo`l ingiunzione di presentarmi al carcere,fui ben felice di andarci,perlomeno avrei potuto ricuperarmi un po`da tutto quello stress,accumulato negli ultimi anni con Szilvia....Per me,quei due mesi furono una vera pacchia,avevo il mio lavoro interno come indipendente,potei riposarmi mentalmente ed ebbi pure il tempo di chiedere il divorzio a Szilvia...solo che quando il maledetto destino si mette di traverso ecco che un nuovo fatto subbentro`proprio in seno nel carcere medesimo...In quel carcere avevo una buona reputazione in seno sia alla direzione che per le guardie carcerarie e,lavorando come indipendente in cio`che dovevo fare ed eseguire come lavoro,stava esclusivamente a una mia decisione personale e,dirigevo il tutto nel miglior dei modi,con assoluta responsabilità e per questo motivo mi muovevo e andavo come volevo io,in tutta quell area carceraria e fu proprio durante uno di quei miei movimenti di lavoro che conobbi una donna carcerata pure lei,dove parlando del piu`e del meno,questa mi disse che tra una decina di giorni sarebbe uscita,dato che era a termine pena e che aveva un figlio di undici anni...mi spiego`i diversi suoi problemi e quando seppe che avevo lavorato pure come terapeuta per disintossicare le persone,mi chiese il mio aiuto...forse risposi senza troppo riflettere,ma tutti quei suoi problemi,per me erano facilmente rissolvibili e cosi`le promisi il mio aiuto dal momento che sarei uscito...certo che se mi fossi immaginato tutti i problemi che sarei andato incontro per seguito cercando di risolvere la sua vita,avrei risposto di no,ma ormai avevo dato la mia stessa parola e,non potevo certo rimangiarmela...ora non voglio star qui a raccontare tutto nei minimi dettagli,dato che pure questi ultimi anni,per me furono molto penibili,dato che dovetti combattere nuovamente contro delle istituzioni,per farle levare il mandato di espulsione che aveva,farle recuperare il figlio,rimetterla sulla giusta strada sia in seno a pagamenti per numerosi debiti che aveva riscontrato,un po`dappertutto,disintossicarla e, dove per un certo periodo dovetti pure andare a recuperarla fino a Pescara nell Abbruzzo, dove rimasi per un periodo di sei mesi prima di poter rientrare in Svizzera con lei e suo figlio,dato che mi creava un problema dietro l altro e se non fosse stato per la mia promessa che le avevo fatto di aiutarla,dopo un mese avrei mollato tutto,sia lei che il figlio...ma questo è il mio carattere che se faccio una promessa la mantengo fino in fondo,costi quel che costi,anche se devo rimetterci la vita,salvo se la persona che riceve la promessa,non mi liberi della stessa e questo libero,me lo fecce solo nel 2007 e da quel momento inniziai a visualizzare una mia nuova vita,pur mantenendo ancora con lei ed il figlio contatti amicali e di aiuto reciproco....Certo che se non avessi tutto documentato con tanto di fogli e documenti ufficiali,mi chiederi se tutta questa mia vita, non fosse stato semplicemente un incubo...purtroppo è stato tutto talmente reale e talvolta addirittura fin troppo....ma probabilmente questo mio destino era già segnato dalla mia nascita ed in questo non potevo farci niente...nel 2007 come un guerriero che tornava dalla guerra,ferito,stanco e affatticato,impiantai la mia spada nella roccia e,ritirandomi in montagna,in mezzo alla natura stessa,incominciai ad annalizzare il tutto di questa mia vita,per poter decidere se levare la spada dalla roccia e sostenere un ultima battaglia,quella definitiva o,limitarmi vivere giorno per giorno senza il sapore acre in bocca della guerra medesima......questa mia analisi è una storia che segue....."
- Questa mia analisi,vorrei comminciarla,trascrivendo una lettera inviata a dei ragazzi universitari di Lugano-Trevano,dopo un invito da parte dei loro docenti a tenere un comizio nelle loro aule...per una realtà di questo paese,dove non credo si differenzi molto da tanti altri paesi occidentali e questo è solo per salvaguardare pensieri scatturiti direttamente dal mio cuore.................................................Cari ragazzi,Giovani allievi del presente e futuri adulti del domani vi scrivo questa lettera per ringraziarvi.Ringraziarvi per le ore che mi avete concesso di essere in mezzo a voi.Per la possibilità che mi avete dato di sentirmi Vivo con spirito da adulto,in mezzo a tanto spirito giovanile e,per la vostra stessa freschezza di spontaneità.Grazie a questo con la mia mente ho potuto tornare indietro con gli anni e,per un istante anche se breve,ho vissuto un momento che nella mia vita,non ho mai avuto,questo vostro stesso periodo.Un periodo forse fra i piu`belli che ci sia per un giovane,quello dell adolescenza.Perchè questa per voi, è un tempo di metamorfosi o di trasformazione.Una trasformazione che da un mondo infantile e spensierato,porta a un mondo adulto e responsabile.Pure se questo vostro periodo di tempo è molto delicato,dato che l adolescente cerca sempre molte risposte a tante domande e,troppo spesso le risposte che ottiene sono contrastanti e questo rende confusi pure voi e,la vostra stessa maniera di agire.Ma non scordatevi mai di una cosa che Voi,nella vita e per la vita,siete molto importanti perchè valete molto.Voi siete come "Guerrieri" che andate ad affrontare un Temibile Avversario,molto pericoloso -La Vita!-E come guerrieri ben consci e consapevoli,dovete pensare che prima di arrivare alla meta,per vincere la guerra all ultimo sangue,avrete molte battaglie da sostenere dove non tutte saranno uguali.Percio`dovete munirvi in anticipo di armi aproppiate per ogni singola battaglia.La maggior parte di queste armi,potete averle ed ottenerle,solo in questo periodo di tempo e, tutto dipende esclusivamente da voi e dalla vostra stessa volontà per cio`che desiderate.A voi dunque di scegliere le armi giuste e adatte per ogni singola battaglia che dovete affrontare,in modo di poterne uscire vincenti.Solo su di Voi stessi,pesa la grande responsabilità,per una Vittoria o per una Sconfitta,sia come singole persone che come massa per il futuro,di tutta una società piu`Giusta e piu`Sana.Non dovete mai scordare che oggi siete giovani,ma domani adulti.Figli oggi,ma padri o madri del domani e,se per disgrazia,oggi sbagliate a scegliere,ponetevi la domanda,cosa potrete lasciare come eredità ai vostri figli? E loro,a loro volta,cosa potranno lasciare per altre generazioni future? Sempre beninteso che abbiate la fortuna di arrivare a questo fronte.Percio`non dimenticatevi mai e poi mai che dalle vostre scelte che farete oggi,dipendera il futuro del domani,vostro e quello dei vostri successori e,daltronde questa è la principale Grande Responsabilità che grava e pesa sulle vostre medesime spalle,per ciascun singolo.Percio`come bravi guerrieri,prima di fare una scelta,prendete il tempo per riflettere,ponderare,valutare e,usate tutto l acume possibile ed inimmaginabile,per lasciarvi guidare e consigliare da altri veterani di questa vita,siano poi essi genitori o professori,questo non ha importanza perchè i quali,a loro volta,nella vostra medesima strada odierna che percorrete,erano già passati.Capisco perfettamente,alle volte come ci si puo`sentire nel ricevere consigli,perchè sono stato giovane pure io,anche se in un altro modo e,in un altro contesto di vita.Daltronde ho conosciuto giovani un po`in tutto il mondo,dove a prescindere dalla razza,dalla cultura o,dal colore della pelle,nel periodo di tempo adolescenziale,tutti e dico bene,proprio tutti,avevano i vostri medesimi problemi.La sola grande ed unica differenza con voi,era di essere meno previlegiati di voi,non potevano permettersi degli abiti firmati,ma erano vestiti di cienci.Non rientravano a casa trovando una tavola imbandita,ma erano contenti se alle volte recuperavano un po`di cibo,talvolta direttamente dalle discariche.Non avevano la possibilità di avere libri ben aggiornati per studiare,a malapena sapevano scrivere il loro stesso nome.Non avevano letti su cui giacere,con tanto di materasso ortopedico,ma dormivano su paglia o cartoni,eppure avevano un gran cuore come voi.Oltre a questo ho pure avuto la sfortuna e l orrore di conoscere giovani,ancora piu`sfortunati tra gli sfortunati,battezzati con il nome di angeli della morte.Giovani della vostra stessa medesima età,costretti a prostituirsi o,a imbracciare armi,talvolta piu`grandi e pesanti di loro stessi,i quali se sentivano i morsi della fame,potevano solo succhiarsi delle pallotole.Se volevano giuocare,lo facevano lanciandosi delle granate come fosse una palla o,si sfidavano a colpi di machete.Se volevano vivere,erano costretti a dover uccidere,talvolta pure medesimi membri della propria famiglia,senza alcuna esitazione.A loro,il cuore,lo stavano uccidendo,assassinando,eppure avevano la vostra medesima età.Percio`vi dico,questa vostra stessa grande fortuna e,questo vostro privilegio,non lo sprecate! Non lo sciuppate! Non buttatelo via! Siate furbi,avanzate sulla strada della vita,ascoltando,accettando e,seguendo i consigli di chi,prima di voi,quella strada l ha già percorsa.Sono perfettamente conscio che non sempre è facile ascoltare,perchè quando si è giovani si ha l enfasi di spirito della gioventu`medesima.Quando si sà qualcosa,si crede già di sapere tutto e,di avere il mondo in pugno.Talvolta ci si sente in grado di spaccare le montagne senza alcuna fatica o,di essere in grado di affrontare qualunque cosa o sittuazione che si para davanti,ma giustapunto lo si crede solo nella propria immaginazione giovanile,dato che purtroppo la vera realtà è del tutto molto diversa,da come la pensiamo.Per questo,voi,come novelli guerrieri della vita,imparate prima,sempre a porvi delle domande e chiedervi il perchè su ogni cosa,prima di fare una qualunque scelta o di agire in maniera avventata.Imparate ad usare oltre l intelligenza pure l intendimento,il quale significa immettersi la capacità di intendere con una presa di coscienza,piena e profonda dell intima natura,delle ragioni fondamentali e del significato di tali ragioni talvolta complesse,in modo tale di arrivare a discernere la conoscenza stessa,ma tuttavia senza scordarvi che l orgoglio,l ostinazione,la caparbietà,lo spirito di indipendenza,sono i peggiori nemici dell intendimento medesimo.Sopra ogni cosa imparate che oltre a sentire,pure anche a capire e,far vostro ogni buon consiglio forzandovi di metterlo in pratica.Pure,ricordatevi che la vita la si puo`paragonare a una busta da lettera,dove è quello che contiene l importante!Cosi`facendo state pur certi che riuscirete ad evitare numerose ferite innutili,durante il guerreggiare nel percorso della vostra vita.Ferite che alle volte occorre troppo tempo,per rimarginarsi nel vostro animo e,anche se guarite,non lo saranno mai a fondo perchè,resteranno in voi come cicatrici deturpanti del vostro stesso cuore........(Continua)....."

- "....Scusatemi per gli errori di ortografia o di sintassi grammaticale,purtroppo non ho avuto la fortuna di avere molta scuola e di poter studiare,dato che la mia unica università è stata la vita medesima ma,sappiate che tutto cio`che vi dico in questa lettera,sono parole che arrivano direttamente dal cuore.Parole le quali non sono solo basate su semplici teorie o oppinioni personali ma,parole per cose ed eventi che ho dovuto imparare,sui miei propri sbagli ed errori di vita medesima,anno dopo anno,giorno dopo giorno,minuto dopo minuto,un passo dietro l altro.Cioè tutte esperienze effetive di vita vissuta in pieno,per cui ho dovuto pagare un prezzo troppo elevato sulla mia stessa pelle.Avrei da dirvi tante altre cose,ma non vorrei essere scambiato per un moralista (daltronde sarei proprio l ultima delle persone che potrebbe fare della morale a qualcuno) ma,per ringraziarvi nuovamente del vostro tempo che mi avete concesso e della vostra fiducia,percio`vi esorto di nuovo, dove prima di entrare nel mondo adulto,da maturi,dico bene da maturi perchè non sempre la parola adulto è sinonimo di maturità,cercate di fare molti sforzi ed accettare le fatiche,dato che nella vita medesima,nulla è dato gratuitamente come nulla si puo`ottenere,senza impegno e fatica.Per questo motivo,non abbiate fretta di brucciare le tappe,ma imparate ad essere pazienti e,dare tempo al tempo.Imparate ad essere moderati in cio`che desiderate ma,sopra tutto essere onesti con voi stessi ed avere un elevato rispetto,sia per voi che per l altrui persona.Dovete dirvi che se non arrivate ad essere onesti con voi stessi e rispettarvi,come potrete esserlo con gli altri?Se non avete in voi le capacità nel vostro piccolo,come potrete averle nel grande?Quando fatte o eseguite qualcosa,cercate sempre di farlo bene,nel miglior modo possibile con massima correttezza ed in maniera completa e,mai lasciare le cose a metà.Imparate la logica e la coerenza ed evitate di mentire sia a voi che agli altri dato che la menzogna in se stessa, è sempre fonte di problemi supplementari.Accettate la giusta disciplina,anche se purtroppo alle volte questa,non torna comodo e,non scordate mai che di solito chi la impartisce,lo fà sempre per il vostro bene.Normalmente come regola di vita, chi non impara a ubbidire per seguito non sarà nemmeno in grado di commandare.Magari in certi momenti della vostra stessa esistenza,credete di avere problemi con i genitori e il mondo stesso degli adulti,perchè pensate che non vi capiscono ma,in simili circostanze,affrontateli e parlatene ma,non scappate mai davanti a simili sittuazioni o, non sfuggitele.Cercate di ricordarvi che pure i genitori sono esseri umani al par vostro,con magari problemi per il solo fatto di dovervi crescere con delle buone e giuste direttive,per il vostro stesso interesse e,pure per loro in questo compito che hanno nei vostri confronti,non sempre è facile.Per questo motivo,non pretendete da loro, come se tutto vi fosse dovuto,anzi nella vostra stessa mente,usate una tattica molto semplice,partite dal principio di fare per primo agli altri,quello che desiderate sia fatto per voi.Inoltre nella vita,imparate a divenire buoni osservatori per tutto cio`che vi circonda e,sopra tutto diffidate sempre dalle apparenze,dato che queste,molto spesso sono ingannevoli e,ricordatevi inoltre che la vita,la si puo`paragonare pure a una medaglia,dove la maggior parte delle persone,sono convinti che abbia solo due facce,quando in realtà ne ha tre.La prima è il davanti,la quale è piu`che evidente ed è l apparenza.La seconda è il dietro,la quale tutti sappiamo che esiste ma,molto ipocritamente,la teniamo nascosta essendo questa troppo scomoda o brutta da vedere e, la si puo`considerare come la realtà effettiva.La terza è quella laterale,la quale nessuno mai la considera o presta la dovuta attenzione ma,dove a prescindere dallo spessore medesimo e, la piu`importante perchè tiene unite le altre due facciate e,questa nella vita,la si puo`considerare come la morale stessa e la vostra propria coscienza le quali,come un metro di misura,servono a regolare le vostre medesime vite e, state pur certi che da questa facciata,non si scappa mai dato che prima o poi vi presenterà sempre il conto.A parole povere,nella vita forzatevi sempre e comunque di fare cio`che è giusto e,questo vi viene dettato dal vostro proprio cuore.Non scendete mai a compromessi con nessuno,ne con voi stessi per giustificarvi,ne con altri per magari un momento di torna comodo o tornaconto personale ma, dittevi sempre che se si è onesti,non lo si puo`essere solo a metà,o bianco o nero ma,mai e poi mai il grigio,anche se in certe sittuazioni puo`sembrare che torni utile,dato che prima o poi si arriva sempre alla resa dei conti e la verità viene sempre a gala,come una macchia d olio nell acqua e,dopo dovrete fare i conti con la vostra stessa coscienza e,talvolta il prezzo è troppo elevato da dover pagare e per questo,chiedetevi pure se sarete in grado di pagarlo.Certo come umani non siamo perfetti,lo sbaglio e l errore sono sempre in agguato,pero`evitiamo di dar loro terreno fertile,cercando di rimanere sani e modesti di mente,forzandovi sempre di fare del vostro meglio,passo dopo passo,salendo i gradini della scala della vita,uno dopo l altro,senza alcuna fretta,ponderando bene dove mettete i vostri stessi piedi per fare i dovuti passi e, vedrete che in questo modo senza quasi rendervene conto,sarete arrivati alla vostra meta.Li`,potrette finalmente assaporare il vero gusto,bevendo nel calice della vittoria,quella guadagnata dal vero guerriero,dal corraggioso.Non scordatevi mai che il vero valore lo si misura sempre con il proprio corraggio nel visualizzare la cosa giusta prima di procedere.Guardatevi un po`attorno e quasi sicuramente,noterete che siete attorniati da violenza gratuita,alcool,droga,omicidi,falsità di ogni genere,ipocrisie e bugie di ogni sorta...tutte cose molto facili e semplici nella vita e per la vita medesima,tutte cose per codardi e vigliacchi e non certo per veri guerrieri,cose in esclusiva solo per i vermi! E voi,non credo che vogliate essere considerati di quella pasta,vero?Per questo,per la vostra medesima sicurezza nella vita,imparate ad amare tutto cio`che è giusto ma,odiare con tutte le vostre stesse forze,tutto cio che è male o sbagliato.Con queste mie righe vi lascio,sperando che abbiate capito e recepito qualcosa come mio messaggio personale per voi e,vi invio i miei migliori saluti e auguri per la vostra medesima vita..........Massagno il 9.02.04........"


Flavio Braga Ecco come gli Svizzeri hanno venduto l anima al diavolo per il loro esclusivo Dio Denaro....Stassera al telegiornale Svizzero è passato un annucio da parte di un gruppo di politici che detengono il potere in questo paese... secondo loro,per evitare l uso di troppe telecamere di controllo,le persone dovrebbero responsabilizzarsi ulteriormente per aiutare la polizia,dovrebbero dare un maggior risalto al senso civico e al senso di responsabilità...fin qui nulla da obbiettare,dato che sarebbe qualcosa di buono e di giusto...ma quello che mi lascia molto perplesso,sono le persone che detengono il potere,dato che tutti quei politici che hanno formato quel nuovo gruppo,hanno molti scheletri nel loro stesso armadio e inoltre guarda caso,uno dei promotori per quel nuovo gruppo politico,oltre il Savoia,Pedrazzini ecc.ecc. era pure l ON.Procuratore Antonio Perugini,il quale solo alcuni mesi orsono,aveva condannato un Pedofilo che aveva rovinato nientemeno di 50 bambini...ad una Pena Pecuniaria di 1600 Franchi....credo proprio che per queste loro stesse contradizioni non abbia altri commenti da fare...queste persone amano buttare fumo negli occhi della gente e annebbiare il loro stesso cervello...ora mi chiedo,come mai le persone continuano a votare e mantenere al potere simili Elementi,Falsi e Bugiardi...arrivo a capire che la Svizzera è uno stato dove ha sempre vissuto sulle spalle altrui con soldi sporchi e su gente della peggior risma e su sangue innocente,ma qui che mettono male per bene e bene per male è molto evidente e lampante...e poi io sarei il delinquente perchè dico cio`che penso e penso per cio`che vedo e constato...la stessa storia mi è testimone quanto siano falsi e ipocriti e oltrettutto bugiardi...se vogliono farmi tacere possono solo ammazzarmi,ma spero che perlomeno abbiano per una volta tanto il coraggio di farlo apertamente,guardandomi in faccia e non dietro alle spalle come è loro abittudine...e dove pure per questo loro agire, tanti fatti lo confermano...PS.per gli Svizzeri che guardano il mio face,soprattutto i politici...sono solo contro tutti voi e contro le vostre medesime porcherie,vi aspetto....
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